
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
Ada ha ragione.
Lo stesso sanguinoso sequestro Moro a cui ha fatto seguito l'omicidio, deve essere necessariamente inserito nella temperie generazionale che prende le mosse all'inizio degli anni '70 seguendo un medio periodo che parte dal cd. "biennio rosso" studentesco ed operaio del 1968/'69 e che si conclude intorno al 1983/84 con la sconfitta della "lotta armata".
La generazione del sessantotto.
La generazione de "L'orda d'oro", quella raccontata da "Vogliamo tutto" e da "Gli Invisibili" di Nanni Balestrini, la generazione che nasce dall'impotente e rabbiosa claustrofobia familiare dei "Pugni in tasca" di Bellocchio nel '65 e conclude il suo lungo e contraddittorio viaggio nel 2003 con l'altrettanto impotente, ma condita dalla ferocia di una violenza senza pari, eguale claustrofobia dei brigatisti rossi di "Buongiorno notte".
Il nesso tra le BR ed il movimento del '68, per chi lo vorrà trovare, potrà reperirlo non solo nelle sentenze pronunciate dalla magistratura che se n'è occupata. Raccontare la storia in modo credibile e responsabile, per chi lo vorrà fare, vuol dire comprendere e non giudicare, individuare le identità a patto di saper distinguere le differenze rifuggendo da qualsiasi suggestione provocata dalla cd. "storiografia giudiziaria", che inevitabilmente confonde e sovrappone le interpretazioni degli storici con le sentenze dei magistrati.
Chi quel momento lo ha vissuto, non ha bisogno di ricorrere all'esame dei provvedimenti giudiziari. Per richiamarlo alla memoria sia sufficiente agguantare un qualsiasi saggio di Sciascia o di Montanelli.
Ai più giovani direi che "la saggezza non la si riceve, bisogna scoprirla da soli al termine di un itinerario che nessuno può compiere per noi, nessuno può risparmiarci, perchè è un modo di vedere le cose." (M. Proust.)
Il sessantotto fu l'antifona della lotta armata. Fu il propedeutico passaggio di un movimento di ribellione ad un movimento violento.
Il periodo che ammirate signori miei, parlo per chi ancora difende il '68, i principi che vi sembrano "nobili" (solo ai cultori delle infamie), non sono stati stabiliti da un precettore o dal buon padre di famiglia. Quei principi sono stati influenzati dall'esordio di un miscuglio di male e banalità che non potevano non dar luogo alla violenza degli anni di piombo in cui le Brigate rosse regnavano incontrastate in Italia.
Comprendere certi passaggi, per chi non li ha vissuti direttamente oppure indirettamente può erroneamente consegnare l'incauto alla frode degli storici.
Attenzione quindi a non cadere nel tranello.
Ada ha ragione da vendere.:giagia:
Passando ad altro.
Fini ha confermato, con l'incontro di oggi, quelle accuse pronunciate da Berlusconi. Fini è un vile. Un codardo. Lo è semrpe stato. Per chi lo conosce, questa affermazione e la semplice rivelazione della Veirtà.:sofico:
Sarà cancellato dal Popolo Sovrano alle prossime elezioni politiche.
E non sarà l'unica rimozione.



hefico: