



Però è vero che zingari, rumeni e napoletani fanno lo stesso effetto su chi se li trova tra i piedi.
Ultima modifica di amerigodumini; 19-01-11 alle 22:39










neoromanza non vuol dire un cazzo...o è romanza o è neolatina...iaociao:


Comunque a Napoli c'erano i greci, nell'entroterra gli osci, un po' più su i sanniti, e vari altri...
Il napoletano non presenta quasi nessuna particolare caratteristica "greca" rispetto agli altri dialetti italiani; viceversa ha parecchi influssi del francese e dello spagnolo.
Cmq Napoli dopo l'invasione gotica aveva meno di 1000 abitanti, alcune migliaia nei secoli successivi, passa a 40.000 dopo l'invasione franco-provenzale (angioini), ad oltre 100.000 sotto gli aragonesi, fino al culmine di oltre 400.000 (maggiore città d'Europa) durante il vicereame spagnolo. Ovviamente tutti immigrati (chi dalla Francia, chi dalla Spagna, chi (soprattutto) dal resto del regno (in particolare la politica aragonese fu di accentrare a Napoli tutta la nobiltà per poterla controllare).
Secondo Paolo Diacono, alla sua epoca nell'entroterra campano si parlava la lingua germanica, ma stavano imparando il latino (Benevento fu il centro della Langobardia Minor)




Quando siamo all'estero, cioè fuori Napoli, io e i miei amici usiamo parole che non esistono con accento napoletano, facendo inorridire chi ci sta intorno.
"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens