

Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Non è quello che ti sta dicendo.
Una volta il Portagallo "fasssssista" di Salazar aveva in Nazionale il negro Eusebio.
Ma all'epoca, quando l'ossessione del politicamente corretto "multirazziale" non era forte quanto adesso, nessuno ovviamente se ne curava: il Portogallo rimaneva agli occhi di tutti un paese "totalitario", "fascista", "nazista", "reazionario", "brutale", "violento", ecc. e quindi, in quanto tale, esecrabile.
Oggi invece la presenza di un negro in una Nazionale di un paese europeo "bianco" assume un forte significato ideologico univoco e non fraintendibile.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ma perché, quella schifezza della pubblicità Respect ripetuta ogni 15 minuti durante ogni partita?












In linea di massima mi ritrovo nelle considerazioni di N. Eymerich.
Però mi permetto di aggiungere una riflessione intorno a Balotelli (non su Balotelli, perché non riguarda la persona del calciatore, quanto piuttosto i commenti che gli ruotano intorno).
Da parte 'progressista' (diciamo così) spesso si avvertiva un rammaricarsi del fatto che Balotelli, avendo dei comportamenti da 'cattivo ragazzo', non sempre aderiva perfettamente al ruolo di simbolo dei 'nuovi italiani' di seconda generazione che gli volevano ritagliare addosso (l'ideale sarebbe stato un Sidney Poitier con eguali doti tecnico-calcistiche).
Ma diciamolo chiaramente... da parte 'camerata' se Balotelli fosse stato bianco, sarebbe diventato un idolo per molti... puttaniere, arrogante, sfacciato, teppista, avrebbe subito attirato le simpatie dell'ambiente.
Non al livello di un Paul Gascoigne, ma sarebbe piaciuto.
Ultima modifica di Pieralvise; 02-07-12 alle 15:15
L'arte di essere P.A.

