Sabbia, schegge, mine e colpi di Ak-47. L'Esercito Italiano in giro per il mondo ci difende così, lontano dalle logiche borghesi, la nostra libertà ed il nostro dolce dormire. Pancia piena, letto caldo e fuocherello acceso d'inverno, mentre i nostri soldati rischiano la vita per nel mondo non prolifichi il terrorismo, la violenza contro le donne e le ingiustizie.
Se fossi così poco intelligente da interessarmi veramente di Ruby, di Corona, di Lele Mora e compagnia bella, sarei forse più felice. Giocherellando col gingillo che ci propinano della morale, dell'etica del bravo politico. Poi si piange il morto una volta ogni tanto, tutto ciò che si sa dire è "Ma quando ce ne andiamo dall'Afghanistan?".
A me non importa quando ce ne andremo, voglio solo che si sappia che il nostro vero grande orgoglio, la nostra Nazione, il nostro Paese, quello genuino, è laggiù. Insabbiato fra le interminabili valli o rimpiccato su qualche vetta innevata e piena di insidie. Spesso piovono proiettili, bombe, o vigliacche mine piazzate di notte. Giovani, vecchi, soli, padri di famiglia che siano, quelli sono uomini. Volontari, uomini in carriere, mercenari o patrioti che siano sono l'Italia che ha deciso di prendere parte alla storia lontano dal chiacchiericcio nauseante di una terra in agonia.
Ringrazio i morti ed i vivi che ci permettono di essere così idioti in questa poltiglia che stiamo diventando. Ringrazio l'esercito che ci dà così tanto senza che noi gli diamo nulla di veramente concreto in cambio. Grazie perchè siete voi la nostra vera unica speranza. La speranza che un giorno l'Italia e gli italiani diventino almeno un po' più responsabili, come lo siete voi, nel bene e nel male.




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iango: