



L'attentato è ISLAMICO, e non è il primo a Mosca. Poi possiamo dire che i ribelli islamici del Caucaso siano sostenuti da qualche "benefattore" nemico della Russia, da qualche oligarca transfugo, ma la matrice è questa.
Assalto al teatro Dubrovka (2002).
carlomartello




Puó darsi che la mano d'opera sia reclutata nel Caucaso, ma i mandanti sono da cercare altrove. Forse un oligarca transfugo, forse una lotta all'interno degli apparati, forse il pretesto per nuove leggi restrittive della libertá individuale.
Putin e Medvev non sono dei santi.
Ultima modifica di Abdullah; 25-01-11 alle 21:31
Rerum cognoscere causas




Una cosa è ipotizzare che qualche criminale faccia affari con i terroristi. Altra cosa è dire che i servizi di sicurezza di un Paese organizzino un attentato per chiedere soldi allo Stato, con il rischio, a maggior ragione in Russia, di finire alla gogna. Ma soprattutto, di fronte all'evidenza, assolvere i propri correligionari ogni volta che ammazzano è abbastanza nauseante. Nemmeno più il rito di condannare?
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 25-01-11 alle 21:41


Condannare il terrorismo e esprimere solidarietá per le vittime é il meno che si possa fare.
Individuarne le cause e i mandanti richiede un po' piú di coraggio.
Naturalmente, nel mondo è stata unanime la condanna per quest’ultima strage, così come la solidarietà al governo e al popolo russo, ma non si può non notare come Putin e Medvedev accompagnino l’inefficienza nel contrasto al terrorismo caucasico interno, con una posizione più che ambigua nei confronti degli stessi referenti internazionali dei terroristi ceceni. Non c’è scacchiere del contrasto occidentale ad al Qaida (Afghanistan, Pakistan Iraq, Yemen, Libano, Sudan, Palestina) in cui la Russia di Putin non giochi un ruolo quantomeno ambiguo, se non di più: appoggia la Siria che arma Hezbollah e Hamas, commercia con il Sudan di Omar al Beshir che ha appoggiato al Qaida e in sede Onu contrasta o tratta al ribasso tutte le risoluzioni che puntano ad azioni di contrasto del terrorismo.
Infine, ma non per ultimo, fornisce le attrezzature nucleari ad un Iran che di tutte le organizzazioni terroriste islamiche (anche di al Qaida), è un fornitore massiccio di armi e appoggi (in Afghanistan, Pakistan, Libano e Palestina). Una politica miope, che punta a godere dei frutti dell’indebolimento della forza degli Usa e di Israele, nel solco della pessima tradizione sovietica di appoggio esplicito a tutti i terrorismi del mondo. L’ennesima prova della mancanza persistente al Cremlino di una visione strategica globale, se non la velleitaria rincorsa di un ruolo di superpotenza ormai definitivamente declinato.
L'Islam fa strage a Mosca, Putin vittima delle sue ambiguità | l'Occidentale
Rerum cognoscere causas




La prossima sarebbe quella dell'attentatore che non sa di trasportare una bomba:
Sembra che nell'esplosione, avvenuta 'quando la presunta kamikaze, con a fianco un uomo, ha aperto una borsa', siano morti anche gli attentatori. Secondo una fonte della polizia all'agenzia Ria-Novosti 'non è da escludere che i terroristi intendessero lasciare la borsa con l'ordigno nella sala degli arrivi dello scalo e che l'esplosione sia avvenuta accidentalmente oppure che l'ordigno sia stato azionato con un telecomando a distanza'.
Rerum cognoscere causas


Giusto. Ma ciò è diverso dal dire ogni volta 'se lo sono fatto da soli'.
L'articolo di Panella poi è piuttosto polemico, per trovare un nesso tra il terrorismo caucasico e la politica estera russa. Al sottoscritto risulta che la Cecenia sia sta normalizzata dopo il pugno di ferro e il piano Marshall russo.
Se qualcuno preferisce l'Afghanistan lo dica pure...
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 25-01-11 alle 22:24