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  1. #1
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Cartagine, ieri ed oggi.

    Tratto da Effedieffe FREE

    Da Canne a Zama

    Maurizio Blondet 27 Gennaio 2011

    Dall' introduzione di Maurizio Blondet

    Perché un libro, oggi, su un periodo della storia di Roma? In un contesto socio-culturale che opera alacremente per cancellare le nostre radici, la nostra memoria, è paradigmatico ristudiare continuamente Roma, per capire

    - come mai potesse dominare il suo vastissimo impero con così pochi soldati (quelli che gli americani hanno in Iraq);

    - per capire cosa funzionò nell’impero, e come mai smise di funzionare;

    - per capire le lotte del potere romano, che tanto possono illuminare le lotte del potere d’oggi;

    - per capire come mai, nella decadenza, Roma seppe condurre la gestazione di un’altra civiltà, diversa ma a lei collegata come figlia.

    Insomma, tale studio è funzionale alle nostre urgenze vitali, non mitologia.

    La mia recente rilettura di una vecchia biografìa del leggendario Annibale (1) suggerisce un singolare parallelo con il tempo presente. Caos da fine di un’epoca, caduta di muri e di ideologie, tecnica ed economia disumane sono realtà con cui misurarsi all’inizio di un nuovo millennio. La comune matrice di queste ultime, discesa dal calo di tensione spirituale, risiede in gran parte nell’oblio della politica.

    Intendiamoci: morta questa non scompaiono i suoi rappresentanti, ma a qualificarli rimane solo la forma. La sostanza, ormai, è banale ratifica di decisioni maturate altrove, nei circoli finanziari, apolidi per loro natura.

    Oggi la politica è schiava dell’economia, con tutto ciò che consegue in termini di freno alla civilizzazione, squilibri demografici, disordine morale e materiale. Questo segna il successo di una visione della vita e del mondo che nei secoli è stata mitigata, quasi trattenuta dall’arte di governo. Ogni grande impero, dal romano al britannico, dall’austro-ungarico al moderno – piaccia o no – americano, ha avuto origine da una sola presunzione: incarnare il migliore sistema politico-istituzionale esistente. L’economia sinora ha viaggiato al pari di tale concezione, mai al di sopra. Ma nella storia, il rischio di un capovolgimento si è già manifestato in tempi remoti.

    Dietro i futili pretesti che le scatenarono, le guerre puniche furono il primo autentico scontro tra due civiltà fondate su queste differenti filosofie.

    Da una parte Cartagine, florida ed emancipata colonia fenicia, retta da un’oligarchia mercantile tetragona al più piccolo mutamento sociale, dall’altra l’astro nascente di Roma, forte di leggi e di istituzioni uniche al mondo. Cartagine, il dominio dei mercati (la città fenicia aveva conquistato il monopolio commerciale del mondo mediterraneo) Roma, la grandezza della polis.

    Fu anche la sfida tra due caratteri: il fenicio, impenetrabile, calcolatore, duttile e superstizioso contro il romano: severo, inclusivo, legalitario e pratico. Due tipi umani che, con le dovute varianti ed eccezioni, hanno distinto da sempre l’uomo d’affari dall’uomo di Stato.

    L’ordine cartaginese, anche se più antico del romano, non fu autentico. La sua cellula sociale, rigida ed esclusiva, non potè essere un modello esportabile. Dalla stessa natura elitaria del governo punico discendeva poi l’idea che le colonie fossero luoghi di sfruttamento e di dipendenza commerciale. La relativa facilità nella formazione di nuovi insediamenti e la propria ricchezza, portarono Cartagine ad estraniarsi dalla guerra. Per il fenicio non era un dovere comunitario, ma una necessità che egli affidava di buon grado ad eserciti mercenari.

    E’ facile sin d’ora osservare le analogie con i nostri tempi. Nei progetti dell’impero-mercato mondiale che va delineandosi, il tessuto sociale deve essere quanto mai sfibrato, destrutturato, prono ai gusti e alle false necessità instillate dalle eminenze grigie economiche e monetarie. I conflitti, lo si vede già, sono ridotti a sanguinosi rigurgiti locali, blanditi con diplomazia e dispiegamenti di quelle moderne truppe mercenarie che sono i contingenti ONU. Nel mercato globale non esiste amor di patria, perché questa è il mondo. Ai popoli è lasciato solo un ménage spinto ai limiti della sopravvivenza. L’intelligenza speculativa è bandita in nome di una cultura specialistica, ipersettoriale, aderente ai consumi. La spiritualità è degradata ad ottusa superstizione, becero supermarket dell’anima. Questa visione, oggi in itinere avanzato, è quanto Cartagine avrebbe prospettato al mondo – ovviamente in forma arcaica – una volta sconfitta Roma.

    Il loro lungo confronto quasi assunse contorni metafisici.

    Annibale
    Annibale Barca
    Annibale vi emerge in una fase delicata, quando fortuna ed abilità si sono equamente divise tra i contendenti. Egli non rompe – come si è tentati pensare – la mentalità propria della sua gente, ma la sublima. Nato in Spagna, versato nella guerra – caso raro per la sua stirpe che, come detto, s’interessava più che altro di traffici – acuto, carismatico, imprevedibile, Annibale è naturaliter un dittatore; come Alessandro e Napoleone è da collocare tra i più originali e brillanti grandi condottieri. Annibale fu dunque uno degli uomini più importanti tra quelli che dettero origine ad un governo personale, in opposizione al potere di un’Assemblea o di un Senato. Le sue doti di condottiero dì uomini sono passate alla storia. L’influenza che egli esercitò sulle generazioni posteriori può essere paragonata a quella di Alessandro, da cui pur si differenzia.

    Le idee trasmesse da Annibale sono idee di metodologia e di azione individuali. Egli ha insegnato al mondo le modalità di agire per guidare grandi masse di uomini, per nulla limitate dalle contingenze di tempo o di luogo, ma universali ed eterne quanto l’uomo stesso; ciò grazie ad una personalità versata ad agire sulle speranze, i timori, le virtù, le debolezze e i difetti degli uomini. Se volessimo risalire alla sorgente dei concetti moderni sul comando, potremmo dimostrare che i più corretti e i più creativi provengono tuttora da lui.

    Cartagine non lo amava, ma su di lui, sulla sua potenza quasi interamente fondata sull’influenza personale che egli riusciva ad esercitare su altri uomini, riponeva le speranze di vittoria. Condotto ai nostri giorni, somiglia – per spregiudicatezza, rapidità e vastità d’azione, ascendente sui fedelissimi, indifferenza all’autorità - ad un Soros, il finanziere di punta del liberismo anarcoide.

    Conosciamo l’esito del formidabile urto tra le due antiche potenze. Da una parte, come detto, un potere derivante appunto dal genio personale di un condottiero, che esercita il suo carisma di autorità assoluta, non dipendente, se non in minima parte, da qualche forma costruita dì governo e dall’altra una forza derivante da una stretta associazione di uomini riuniti in una società dalla forte ossatura politica. Meno note sono le cause del successo finale di Roma, che il nuovo libro edito da EFFEDIEFFE analizza.

    Sarebbe riduttivo credere, come ancora pensano tanti storici vittime dell’oscurantismo marxista e di quello – speculare – liberale, che la sola economia sia generatrice di guerre. Sì tratta di un pensiero tipico di queste ideologie, ove anche l’ordine giuridico e civile è monetizzabile.

    Roma vinse, invece, in ragione del suo sistema istituzionale: lungi dall’affidarsi al talento contingente di un solo uomo e a smisurate ricchezze, potè contrapporre a Cartagine il potere di Assemblea e Senato e la dedizione dei suoi cittadini-legionari.

    A Roma vigeva un ordine atto ad espandersi, a civilizzare popoli diversi e a renderli partecipi di obiettivi comuni, superiori alla mera egemonia mercantile. Per questo, quando fu sentenziato che Cartagine era stata distrutta non tirarono un sospiro di sollievo solo gli abitanti dì una (ancora per poco) modesta città sul Tevere.

    Da Canne a Zama
    Preferisco di no.

  2. #2
    .
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Un pò forzato il paragone Soros-Annibale, ingeneroso nei confronti di Annibale che era pur sempre un uomo d'azione e non un 'filantropo', ma concordo con Blondet, la guerra fra Roma e Cartagine incarna l'eterna lotta fra due opposte visioni del mondo, la terra contro il mare, l'ordine contro il caos.

    Ceterum censeo Carthaginem esse delendam.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Ottima segnalazione! Grazie!

  4. #4
    Dio e Po***o
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Chartago delenda est!
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  5. #5
    IGNORANTE COSMICO
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    A proposito, se qualcuno qui ha il no. di cellulare di Soros mi mandi un mp, grazie.

  6. #6
    Mangiare gli evasori!
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Se Annibale è Soros, bisogna vedere chi è un mix di Caligola, Commodo ed Eliogabalo.
    Un'ideuzza ce l'avrei...
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

  7. #7
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Se Annibale è Soros, bisogna vedere chi è un mix di Caligola, Commodo ed Eliogabalo.
    Un'ideuzza ce l'avrei...
    La tua ossessione per Berlusconi è qualcosa di psichiatrico.
    E francamente ha rotto il cazzo.
    Preferisco di no.

  8. #8
    Mangiare gli evasori!
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    La tua ossessione per Berlusconi è qualcosa di psichiatrico.
    E francamente ha rotto il cazzo.
    Tu mal pensi, caro Miles...

    Comunque in questo articolo Blondet almeno una cosa giusta la dice "La politica è schiava dell'economia".
    Chi mette in discussione questo assunto è "delenda est".
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

  9. #9
    iperboreo
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Roma rappresenta i valori indoeuropei virili solari, come l'onore, la volontà di potenza e il cameratismo assenti nella "civiltà" semitica cartaginese basata sul mercantilismo e la talassocrazia.

  10. #10
    Dio e Po***o
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    Predefinito Rif: Cartagine, ieri ed oggi.

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Se Annibale è Soros, bisogna vedere chi è un mix di Caligola, Commodo ed Eliogabalo.
    Un'ideuzza ce l'avrei...
    ma un po' di storia di Roma almeno ...
    all'epoca di Annibale i Romani nominarono il dittatore Quinto Fabio Massimo...
    detto il TEMPOREGGIATORE ...
    il quale diede filo da torcere alle truppe di Annibale..
    dopo la disfatta di Canne..
    e prima che le stesse si andassero ad ubriacare a Capua...
    cosa c'entreranno Caligola e Commodo..
    che erano Imperatori..
    ???
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

 

 
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