



IL BACICCIA E' BULICCIO
Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.
(Silvio Berlusconi, 1994)


Mappa strategica della situazione a Misurata:
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IL BACICCIA E' BULICCIO
Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.
(Silvio Berlusconi, 1994)




Se provassero a uscire dai porti e fare operazioni militari verrebbero colati a picco in pochi minuti dalle navi della NATO.
Invece i francesi hanno martellato con i cannoni delle loro navi le posizioni dei Lealisti intorno a Misurata:
Mer et Marine : Toute l'actualité maritime
Ultima modifica di Alexandri Magni; 15-05-11 alle 11:02


Si, esiste.
Marina Militare Libica
Parte delle navi è malmessa, i sommergibili ad esempio non sono più dati come in grado di navigare. Infine, una parte della navi è caduta nelle mani dei ribelli.


la NATO potrebbe "casualmente" far fare una brutta fine a questa voce fuori dal coro, magari accusando Gheddafi, tant'è capace di farlo.PeaceReporter - Libia, l'accusa del vescovo di Tripoli: 'La Nato sta uccidendo civili''
Monsignor Martinelli accusa l'Alleanza di bombardamenti indiscriminati: "Sono una cosa immorale". L'invito ai politici: "Venite a vedere cosa state facendo"
Informazioni distorte per coprire i crimini della Nato, morti innocenti, donne, vecchi e bambini e un Paese in cui è stata distrutta la vita sociale. A Tripoli non si può più nemmeno dormire, i bombardamenti sono costanti e indiscriminati: ordigni esplodono neile vicinanze di case e ospedali. Monsignor Martinelli, vescovo della capitale libica, racconta a Peacereporter la disperata resistenza di una popolazione stretta tra le bombe dell'Alleanza e la morsa di un regime che è ancora in piedi e non sembra in procinto di cadere.
Cosa sta accadendo in Libia?
Quello che succede è quello che la Nato fa succedere. Sono le bombe che cadono senza tregua. Lei può immaginare quello che dicono giornali e televisioni: la tv libica non fa che mostrare vittime civili a Brega, Tripoli, in ogni parte della Libia. L'Europa sta compiendo un diastro, distruggendo la vita sociale di un Paese.
Le vittime mostrate dalla televisione di regime sono vere? Non sono una messinscena?
Sono vere! Le bombe cadono sulle case e io che devo pensare, che sono vittime false? Le bombe cadono sugli ospedali. Venga a vedere! Dica ai responsabili che vengano a vedere quello che stanno facendo le loro bombe che cadono vicino alle case. Muoiono bambini, muoiono anziani. Adesso a Marsa el Brega ieri sono morti sessanta imam, uomini di religione. Non sono storie, basta venire a vedere e constatatre. La televisione sta documentando costantemente quello che accade, le morti di innocenti. La notte, poi, è una cosa impossibile: tutta la notte sembra che ci sia un terremoto. Io non capisco che cosa vogliono colpire ancora, perché colpiscono siti civili. Dicono che sono siti militari ma non è vero. Forse non conoscono la Libia. Forse hanno una topografia sbagliata, informazioni sbagliate. Chiedo quindi di venire a vedere cosa sta facendo l'Europa, solo questo.
Quali cifre fornisce la tv libica per quanto riguarda i morti civili?
Non lo so con certezza. So dei 60 imam morti nei bombardamenti Nato nella zona di Brega e di alcuni bambini morti vicino all'ospedale degli ustionati a Tripoli.
Noi siamo stati invitati in una moschea della capitale per partecipare alla commemorazione degli imam morti giovedì.
Dalla Libia giungono informazioni contraddittorie ed è difficile farsi un'idea su come si stia evolvendo il conflitto. A Tripoli qual è la situazione?
Al di fuori delle bombe della Nato, la situazione è tutto sommato tranquilla. Certo, ci sono molti problemi. La gente ha paura di uscire. La paura è il problema principale, perché impedisce una vita sociale normale.
Quindi le notizie che compaiono periodicamente su alcune testate occidentali, circa defezioni, ammutinamenti e rivolte nella capitale libica non corrispondono al vero?
No, no, sono tutte bugie, per reggere il gioco della Nato e coprire quello che sta facendo con le sue bombe. L'Alleanza ha persino rifiutato una tregua per dare respiro alla popolazione, nonostante le richieste dell'Onu e del Santo Padre. Di notte e di giorno si bombarda, non si può più nemmeno dormire. Continuare a bombardare è una cosa immorale.
A lei che ha un punto d'osservazione privilegiato chiedo quale sia, a suo giudizio, la capacità di tenuta del regime: è ancora in piedi, è sul punto di crollare?
Non credo crollerà, per lo meno non a Tripoli. Va avanti come sempre, anche se ha ridotto la sua attività e mantiene la sua autorità sulla capitale e su parte della Tripolitania. Certo, c'é un certo irrigidimento ma mi sento abbastanza sicuro. Le autorità ci proteggono, se ci sono problemi ci avvisano.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


Andrea Carancini: Gruppo libico associato ad al-Qaeda incontra funzionari di Obama
GRUPPO LIBICO ASSOCIATO AD AL QAEDA INCONTRA FUNZIONARI DI OBAMA[1]
Di Kurt Nimmo
Prison Planet.com
Venerdì 13 maggio 2011
Il capo dell’ufficio esecutivo del Consiglio Nazionale di Transizione, Mahmoud Jebril, si è incontrato con Tom Donilon, consigliere di Obama per la sicurezza nazionale, e con altri dirigenti di alto grado, ha detto la Casa Bianca in una dichiarazione, riferisce Reuters[2] oggi.
È stato riferito che Obama ha firmato una direttiva presidenziale che approva aiuti segreti nelle ultime due o tre settimane, secondo certi funzionari[3].
Jibril è l’auto-nominato, istruito negli Stati Uniti, primo ministro della repubblica libica, una delle due entità artificiali che sostengono di rappresentare il popolo libico. Il suo governo è stato riconosciuto come l’”unico rappresentante legittimo” della Libia da Francia, Portogallo, Regno Unito e Qatar ma, attualmente, il riconoscimento non è stato concesso dalla grande maggioranza degli stati membri delle Nazioni Unite. Jibril condivide la rappresentanza dell’opposizione libica appoggiata dalla NATO con l’elemento della CIA Khalifa Hifter[4].
Un altro leader dei ribelli, Abdel Hakim Al-Hasidi[5], ha riconosciuto nel marzo scorso che la sua fazione è legata ad al Qaeda. Al-Hasidi ha detto al giornale italiano Il Sole 24Ore che i suoi combattenti “sono patrioti e buoni musulmani, non terroristi”, ma ha aggiunto che “anche i membri di al-Qaeda sono buoni musulmani e stanno combattendo contro l’invasore”.
Al-Hasidi era membro del Libyan Islamic Fighting Group, o LIFG, che nel 1995 e nel 1996 uccise dozzine di soldati libici in attacchi di guerriglia vicino a Derna e a Bengasi. Ha combattuto anche nella guerra della CIA in Afghanistan.
Durante il corso del 2007, scrive Webster Tarpley[6], il LIFG si autodefinì riserva di al-Qaeda, per poi successivamente assumere il nome di al-Qaeda nel Maghreb. In conseguenza di questa fusione del 2007, arrivò in Iraq dalla Libia un maggior numero di guerriglieri. Nel 2008, Ayman al-Zawahiri affermò che il Libyan Islamic Fighting Group si era unito ad al-Qaeda.
Jibril ha sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero dare al suo gruppo circa 180 milioni di dollari dai fondi rubati a Muammar Gheddafi quando hanno deciso di invadere il paese sotto copertura umanitaria.
L’incontro segue quello tenuto a Londra tra Mustafa Abdel Jalil[7] e il Primo Ministro inglese David Cameron. Jalil è stato ministro della giustizia di Gheddafi. Oltre a promettere finanziamenti, Cameron ha detto che l’Inghilterra dovrebbe incrementare la propria presenza nella roccaforte dei ribelli creata a Bengasi, dove ora risiedono i diplomatici inglesi.
Il denaro degli Stati Uniti e dell’Inghilterra assicurerà che la cosiddetta opposizione libica rimanga sotto il controllo dell’Occidente e che le entità create in Libia funzionino come stati fantoccio.
Oggi, in precedenza, la NATO ha bombardato il bunker di Gheddafi a Tripoli[8] per la seconda volta in una settimana. L’attacco è giunto qualche ora dopo che un Gheddafi con aria di sfida era apparso alla televisione di stato.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
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