



Ultimatum Nato: «Basta colpire i civili» - Corriere della SeraUltimatum Nato: «Basta colpire i civili»
Rasmussen: «Non possiamo rimanere a guardare».
Ma poi frena sull'intervento militare
MILANO - Aerei da ricognizione Awacs della Nato stanno sorvegliando 24 ore su 24 i cieli della Libia. Lo ha indicato in una conferenza stampa telefonica Ivo Daalder, rappresentante permanente Usa alla Nato che con l'Onu lancia un monito alla Libia: basta attacchi sui civili. Obama aggiunge: l'opzione militare è allo studio. I Paesi del Golfo chiedono all'Onu di «agire per salvare il popolo libico». Fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro indicano che Gran Bretagna e Francia stanno lavorando a una mozione per avere il via libera dal Consiglio di sicurezza per l'istituzione di una no-fly zone. Ma da Mosca, il Cremlino mette tutti in guardia: siamo contrari a qualsiasi tipo di missione militare internazionale in Libia. Questi i movimenti diplomatici odierni sulla crisi libica, mentre sul terreno sono in corso scontri e bombardamenti a Misurata, Ben Jawad e Ras Lanuf con decine di vittime.
[...]
La sorveglianza AWACS è probabilmente il primo passo per l'istituzione della No-Fly Zone, la quale potrebbe essere l'anticamera dell'intervento militare. Specialmente se aerei NATO impegnati nell'eventuale NFZ verranno attaccati. Questo darebbe alla stessa NATO la giustificazione ad attaccare aerei sulle piste, aeroporti e postazioni di terra libiche della contraerea, ma anche a "sbagliare" bersaglio e a colpire carri armati o altri bersagli non legati alle attività nello spazio aereo.
Ultima modifica di Halberdier; 07-03-11 alle 21:43


Pare che la Lega Araba sia a favore dell'imposizone di una zona di interdizione al volo in Libia:
LIBIA LEGA ARABA SOSTIENE NO-FLY ZONE PER IMPEDIRE ATTACCHI A RIBELLI - Agenzia di stampa Asca
Saluti.
Midìl


Russia: cartelli della droga dietro le rivolte del Maghreb
Pur provocate dalla poverta' diffusa e dalle grandi disparita' sociali, le rivoluzioni in Maghreb non avrebbero avuto luogo senza la miccia accesa dai potenti cartelli della droga, ormai fortemente radicati nel nord Africa. Ne e' convinto Victor Ivanov, direttore del servizio federale russo per il controllo sul traffico di stupefacenti, che in una conferenza nell'ambasciata russa a Roma, dedicata alla collaborazione italo-russa nella lotta alla droga, ha delineato uno scenario a dir poco preoccupante.
L'Africa e' divenuta territorio di transito di tre grandi rotte degli stupefacenti: la cocaina dall'America latina, l'eroina dall'Afghanistan e l'hashish dall'Africa nera. Una grande circolazione di droga destinata a rifornire soprattutto il mercato europeo. "La crescita di questi traffici - ha spiegato Ivanov - ha aumento il numero di armi presenti sul territorio africano e ha favorito la formazione di gruppi paramilitari". Oltre, naturalmente, a far affluire grandi risorse di danaro e, particolare non irrilevante, a favorire la diffusione di mezzi di comunicazione assai sofisticati, necessari per gestire i traffici. "Tutto cio' - ha fatto notare il direttore del servizio federale russo per il controllo sul traffico di stupefacenti - ha aumentato il potenziale esplosivo della regione", divenuta "un mucchio di legna pronta ad infiammarsi con un solo fiammifero". Questa situazione e' stata sfruttata dai cartelli della droga che, dunque, hanno avuto "un ruolo non trascurabile nella destabilizzazione" del nord Africa. D'altra parte, ha evidenziato Ivanov, "se guardiamo alla catena dei colpi di Stato avvenuti negli ultimi anni in Africa, essa coincide esattamente con le rotte della droga".
ADUC - Droghe - Notizia - AFRICA - Russia: cartelli della droga dietro le rivolte del Maghreb
Dannato Barone Rosso.


Si sono mossi i sauditi, e i petroemirati del Golfo sono tutti in preda alle rivolte.
Bella ipocrisia dei clientes americani, che sparano sui dimostranti o ingabbiano gli scioperanti, ma poi invocano la no fly zone per proteggere i civili libici in lotta per la democrazia :gluglu:


Dannato Barone Rosso.


Più che altro questo dà l'idea di quanto Gheddafi sia ormai bollito e indifendibile. Se persino gli altri arabi che rischiano rivolte in casa lo vorrebbero togliere di mezzo... (cmq può anche essere una mossa per accattivarsi i popoli che di sicuro stanno tutti coi ribelli)
Resta il fatto che Gheddafi di suo sia cmq odiatissimo tra i colleghi emiri e dittatori visto che sono 40 anni che cerca di destabilizzarli e l'anno scorso cercò persino di ammazzare il re saudita! Ti credo che quello ora tifi per i ribelli! XD
Ultima modifica di Qassim; 07-03-11 alle 22:40


Quindi si mandano aerei con la "speranza" che vengano colpiti... una strategia da golfo del Tonchino riproposta nei cieli libici...mah, ma non aggiornano le strategie oltreoceano?
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


È probabile che più che altro vogliano togliere di mezzo le notizie delle rivolte, perché temono l'emulazione da parte della loro gente. E visto che Gheddafi è ormai scaricato da tutti ed è difficile che vinca, allora sperano che se ne vada in fretta, con meno clamore possibile.
No, non che vengano colpiti. Basterebbe che vengano coinvolti in scontri aerei o attaccati dalla contraerea. Poi inizieranno, in varie fasi, le rappresaglie e l'escalation, dagli scontri occasionali nei cieli al bombardamento al suolo.
Almeno, questo è quello che penso.


Gheddafi, proprio quando sembrava che stesse prevalendo, offre le proprie dimissioni. Ma i ribelli le rifiutano:
LIBIA GHEDDAFI OFFRE LE DIMISSIONI - Secondo la televisione del Qatar Al Jazeera ieri sera Gehddafi avrebbe offerto le proprie dimissioni in cambio di adeguate garanzie. Dimissioni che sarebbero state rifiutate dagli insorti perché costituirebbero una via d'uscita onorevole per lui e sarebbero un insulto per le migliaia di vittime da lui stesso causate. La situazione libica è più confusa che mai.
Da una parte le truppe fedeli al colonnello continuano a bombardare le città occupate dai ribelli e soprattutto i pozzi petroliferi, dall'altra i ribelli stessi chiedono l'intervento militare degli eserciti occidentali e lanciano il grido d'allarme: Gheddafi è pronto a sommergere l'Europa di clandestini. Anche il figlio di Gheddafi ha parlato di una Libia che potrebbe diventare una nuova Somalia, in perenne guerra civile e con i pirati in giro per il Mediterraneo. Intanto la Nato che ieri aveva lanciato un ultimatum a Gheddafi suggerendo anche la possibilità di azioni militari (a cui il governo italiano aveva risposto con un deciso no) ha cominciato a muoversi: aerei militari Awacs sono già in volo sopra la Libia, stanno pattugliando i cieli 24 ore su 24 mentre il rappresentante americano alla Nato annuncia che le navi militari potrebbero presto essere riposizionate nel Mediterraneo in modo strategico.
LIBIA/ Gheddafi: dimissioni, i ribelli rifiutano | PAGINE 1