LIBIA, RUSSIA METTE A BANDO GHEDDAFI E LA SUA FAMIGLIA
TRIPOLI -
Gheddafi e la sua famiglia sono stati messi al bando dalla Russia. Ad annunciare la clamorosa decisione è stato lo stesso presidente russo Dmitri Medvedev, che ha fatto sapere che
il colonnello e i suoi parenti non potranno entrare in Russia e che sarà bandita la possibilità di condurre operazioni finanziarie libiche nel loro territorio. Il provvedimento - sottolinea l'agenzia - risponde alle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite nei confronti del regime di Gheddafi: il 26 febbraio l'Onu ha adottato una serie di sanzioni che prevedono tra l'altro un embargo sulla vendita di armi alla Libia, il divieto di viaggi per il colonnello e un congelamento dei suoi beni. In un decreto citato dall'agenzia Interfax viene stilato un elenco
«di 15 persone per le quali è vietato entrare in territorio russo e passare attraverso esso». Coinvolti nelle sanzioni sono anche tutta la sua famiglia, i ministri e i responsabili militari.
ARMI PESANTI A AJDABIYA Quattro obici sono caduti questa mattina nei pressi di Ajdabiya, a sud di Bengasi, nuovo obiettivo delle forze pro Gheddafi nel processo di riconquista dell'est del paese. Lo hanno riferito fonti degli insorti all'agenzia France Presse. Le quattro granate non hanno fatto vittime, hanno precisato. I quattro obici sono caduti vicino all'uscita ovest della città che si trova a 80 km a ovest di Brega e a 160 km a sud di Bengasi. I giornalisti della France Presse presenti sul posto hanno visto due crateri di quattro metri di diametro. Inoltre, riferiscono di molti civili che questa mattina lasciavano Ajdabiya in direzione est a bordo di camionette cariche di valigie, borse e materassi. Il timore è che oggi le forze pro Gheddafi sferrino un attacco contro la città per poi muovere in direzione di Bengasi. Ieri, l'esercito fedele al leader libico avevano annunciato la riconquista della vicina Brega, in serata gli insorti ne avevano rivendicato invece il controllo ma sulla notizia non ci sono conferme.
GHEDDAFI OFFRE PETROLIO A TRE PAESI Il leader libico Muammar Gheddafi ha invitato aziende cinesi, russe e indiane a recarsi in Libia per sfruttare il petrolio locale, dopo che le maggiori compagnie del mondo hanno lasciato il paese in preda a gravi sconvolgimenti.
«Il capo della rivoluzione ha ricevuto ieri gli ambasciatori di Cina, Russia e India con i quali ha esaminato l'evoluzione delle relazioni bilaterali e l'invito delle compagnie dei tre paesi a sfruttare il petrolio libico», scrive la Jana. L'ultimo carico di petrolio ad aver lasciato la regione petrolifera della Libia risale al 19 febbraio e secondo le ultime notizie la produzione di greggio al giorno si è attestata sui 500 mila barili, contro il milione e 600 mila del periodo precedente la rivolta. Ieri la tv di stato libica aveva invitato gli «stranieri» a tornare nel paese affermando che i porti petroliferi libici sono «sicuri» e stanno riprendendo le attività dopo la fine degli «atti di sabotaggio» compiuti dagli insorti.
GENERALE RIBELLI: RICONQUISTEREMO POSIZIONI I ribelli libici riusciranno a riconquistare le località costiere e dell'interno della Libia centro-orientale dopo esser stati respinti dalle forze governative del leader Muammar Gheddafi: lo afferma il generale Abd al Fattah Yunis, membro del consiglio militare della rivoluzione, in un'intervista pubblicata stamani dal quotidiano Asharq al Awsat. «A breve riprenderemo il controllo di quelle città e presto sentirete che il nostro esercito marcia verso Sirte e Tripoli», ha detto il responsabile dell'organo dei ribelli, che ha ammesso le difficoltà dei rivoltosi di far fronte all'avanzata delle forze governative: «Usano armi pesanti, mentre i nostri giovani hanno solo armi medie e leggere».
BANKITALIA: UBAE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA La Banca d'Italia
ha disposto l'amministrazione straordinaria per Ubae, l'istituto controllato a maggioranza dalla Lybian Foreign Bank e nel cui azionariato figurano Unicredit e Intesa Sanpaolo. In una nota la Banca d'Italia ricorda che, in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu del 26 febbraio 2011, l'11 marzo il Consiglio Ue ha disposto misure di congelamento nei confronti, tra gli altri, della Banca Centrale Libica (BCL) e della Libyan Foreign Bank (LFB). «Tali soggetti - sottolinea la nota di Via Nazionale - risultano controllanti e principali finanziatori di Banca UBAE Spa di Roma. In relazione a ciò, la Banca d'Italia, con provvedimento del 12 marzo 2010, assunto in via di urgenza, ha disposto la sospensione degli organi con funzioni di amministrazione e di controllo di Banca UBAE e la sottoposizione della stessa alla gestione provvisoria, ai sensi dell'art. 76 del d.lgs. 385/93 (TUB). Sono stati nominati commissari il dott. Vincenzo Cantarella e il dott. Maurizio Losavio» che si sono insediati il 14 marzo. «La gestione della banca - prosegue la nota - è affidata agli organi straordinari, che operano sotto la supervisione della Banca d'Italia, tenendo conto delle indicazioni del Comitato di Sicurezza Finanziaria. Il provvedimento è volto a presidiare la gestione di Banca UBAE, con specifico riguardo all'esigenza di assicurare il rispetto delle misure internazionali; la banca prosegue regolarmente la propria attività».