



Gli INGLESI ! come voi! due secondi dopo che hanno saputo Gheddafi caricava i lingotti sull'aereo hanno annunciato che faranno la no fly zone!
UGUALI!
siete uguali, almeno gli inglesi sono una potenza industriale!
voi che cazzo fate?
la cioccolata! e riciclate i soldi dei dittatori
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Se Gheddafi ordina ai piloti libici di bombardare l'Italia ne approfittano per disertare...
Un bell'annuncio. E poi? Qualcosa di concreto?iaociao:
Vuoi che mandiamo i nostri aerei, a fare la No-Fly-Zone? Probabilmente dovremo farla noi per davvero, qui nessuno sembra voglia muovere un dito. Abbiamo bisogno delle basi italiane e maltesi, ce le concedi tu?
I soldi dei dittatori, quelli veri, sono in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Luoghi in cui questi dittatori poi vanno spesso anche in esilio.
Riguardo alla potenza industriale, non è da escludere che la Svizzera abbia una maggiore densità industriale dell'Inghilterra. Sarebbe interessante verificarlo.
Stefaboy, dai, sembri un disco rotto. Ogni volta ripeti le stesse cose, ogni volta bisogna spiegartele di nuovo, ogni volta non le capisci, o non vuoi capirle. Spero sia la seconda, perché l'alternativa sarebbe troppo avvilente...
Ultima modifica di Halberdier; 24-02-11 alle 22:24


Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!




Libia: Gheddafi contrattacca, ribelli conquistano città | Prima Pagina | ReutersLibia: Gheddafi contrattacca, ribelli conquistano città
BENGASI (Reuters) - In Libia la ribellione minaccia sempre più da vicino la capitale Tripoli e le forze di sicurezza fedeli al leader Muammar Gheddafi hanno sferrato il contrattacco, mentre lo stesso capo di Stato in un intervento telefonico alla tv del Paese ha accusato al Qaeda di manipolare il popolo e di organizzare le rivolte nel paese nordafricano.
Stasera, intanto, dopo che alcune voci sul ferimento o sull'omicidio di Gheddafi avevano fatto calare i prezzi del petrolio, un funzionario americani che vuole restare anonimo ha detto che governo degli Stati Uniti non ha alcuna ragione di ritenere che il leader libico sia morto.
L'opposizione controlla già centri importanti nell'est, inclusa la capitale regionale Bengasi, e nell'ovest la rivolta ha raggiunto Zuara e Misurata.
A Zawiyah, centro petrolifero a 50 chilometri da Tripoli, sono 10 dieci persone negli scontri a fuoco, secondo un quotidiano libico.
Intanto, l'ambasciatore francese per i diritti umani François Zimeray ha indicato che le vittime della rivolta finora sarebbero circa 2.000.
Gheddafi in un collegamento telefonico con la tv libica ha fatto le condoglianze per le vittime dei disordini definendole "figli della Libia" e ha aggiunto che le persone stanno combattendo le une contro le altre e che stanno assumendo droghe.
Facendo appello alla calma Gheddafi ha accusato il leader di al Qaeda Osama bin Laden di manipolare il popolo organizzando rivolte contro il governo.
"Bin Laden è il nemico che sta manipolando la gente", ha detto Gheddafi, secondo cui i rivoltosi "hanno 17 anni. Gli danno pillole la notte, mettono pillole che creano allucinazioni nelle loro bevande, nel loro latte, nel loro caffè, nel loro Nescafé". (repapelle: )
Sul fronte degli interventi internazionali, gli Stati Uniti hanno detto stasera che "nessuna opzione è esclusa", compresa l'istituzione di una no-fly zone, per rispondere alla repressione violenta da parte del regime libico contro la protesta popolare.
Intanto la Svizzera ha congelato i beni di Gheddafi, mentre la Francia ha chiesto una nuova riunione del Consiglio di Sicurezza.
In Italia, sono atterrati questa sera all'aeroporto militare di Pratica di Mare due C-130 provenienti dalla Libia su cui viaggiano cittadini italiani e personale Onu.
CONTRATTACCO
Le forze di sicurezza fedeli a Gheddafi hanno attaccato le milizie antigovernative che hanno preso il controllo dell'aeroporto di Misurata, uccidendo diverse persone, secondo quanto riferito telefonicamente da un testimone a Reuters.
Misurata si trova a circa 200 chilometri a est di Tripoli. Il testimone, che si chiama Mohamed, ha detto che un'unità di forze paramilitari controllata da uno dei figli del Raìs, Khamis, ha attaccato vicino all'aeroporto.
Milizie antigovernative hanno il controllo di Zuara, circa 120 chilometri a ovest di Tripoli, secondo quanto riferito oggi a Reuters da lavoratori edili egiziani arrivati in Tunisia.
Non c'è alcun segno di polizia o militari e la cittadina è controllata da "comitati del popolo" che hanno armi automatiche.
"La gente ha il controllo. Le stazioni di polizia sono state bruciate e non abbiamo visto polizia o esercito negli ultimi giorni", ha detto uno dei lavoratori egiziani, Ahmed Osman, dopo aver lasciato la cittadina e aver attraversato il confine entrando in Tunisia.
La rivolta ha drasticamente ridotto la produzione di petrolio, ha detto Eni, il principale gruppo estero presente in Libia. L'AD Paolo Scaroni ha spiegato che la produzione libica è crollata a 400mila barili al giorno dai precedenti 1,6 milioni.
In seguito alla crisi, i prezzi del petrolio hanno raggiunto i 119 dollari circa al barile, alimentando i timori sulla ripresa economica.
CONDANNA DEI LEADER MONDIALI
I leader mondiali hanno condannato Muammar Gheddafi per la sanguinosa repressione della rivolta che ha spaccato in due la Libia, ma non hanno intrapreso azioni energiche per fermare il bagno di sangue. Russia ed Unione Europea, unendosi alla condanna della violenza, hanno detto di essere pronte a fornire assistenza economica e di altro tipo al mondo arabo.
Il presidente Usa Barack Obama è intervenuto pubblicamente per la prima volta, condannando gli "inaccettabili" e "vergognosi" attacchi ai dimostranti che hanno fatto centinaia di vittime in 10 giorni.
Washington e Bruxelles hanno parlato di possibili sanzioni contro Gheddafi, al potere da 41 anni in un Paese che produce quasi il 2% del greggio mondiale. Il presidente della Repubblica Giorno Napolitano, in vista a Berlino, ha detto che l'Italia è disposta a discutere di sanzioni senza porre alcun veto. Intanto l'opposizione di sinistra e di destra ha chiesto al governo italiano di sospendere il trattato di amicizia che lega Italia e Libia dal 2008.
Sempre oggi, l'Italia e altri cinque Paesi Ue del Mediterraneo - Spagna, Grecia, Francia, Cipro e Malta - hanno chiesto all'Unione di condividere il peso della massiccia ripresa dei flussi migratori a seguito della crisi nel Maghreb.
"Quello che succede ... è un problema per l'Europa", ha detto stamani il ministro dell'Interno Roberto Maroni ai giornalisti arrivando al Consiglio Giustizia Affari interni. "Chiediamo la solidarietà degli Stati nell'accoglienza e nella sistemazione".
Ma lo stesso Maroni ha detto successivamente che non c'è accordo tra i vari Ue sulla "ripartizione" degli immigrati.
A ieri erano 6.300 le persone arrivate in pochi giorni dalle coste nordafricane in seguito alle crisi politiche in atto nei loro Paesi.
Le esportazioni di petrolio, che Gheddafi ha usato per mettere fine al suo isolamento negli ultimi 10 anni, gli hanno dato finora i mezzi per non fare la fine dei suoi vicini, i presidenti di Tunisia ed Egitto, cacciati dal potere grazie alla mobilitazione popolare delle ultime settimane.
Le differenze di posizione tra le potenze mondiali su come procedere - alcune guidate dal timore di non mettere a rischio la sicurezza dei connazionali intrappolati nel paese - sembrano limitare le prospettive di un'immediata azione internazionale.
A Tripoli, che rimane vietata ai media stranieri, alcuni abitanti hanno detto che le strade sono calme, ma che loro non escono per paura di essere colpiti dalle forze filo-governative.
Le ultime righe sono interessanti. In effetti, finché i cittadini stranieri non se ne andranno tutti, Gheddafi avrà in mano potenziali ostaggi. Déjà vue...
Ultima modifica di Halberdier; 25-02-11 alle 00:12




Chi sono i mercenari che combattono per Gheddafi | Secondo Protocollo
Dall’esplosione delle violenze in Libia si è subito parlato di “soldati mercenari africani” al soldo del dittatore libico responsabili di stragi e di immani violenze. Ma chi sono veramente questi mercenari tra i quali, secondo un sito web dell’opposizione libica ma non è confermato, ci sarebbero anche elementi italiani?
Ci sembra di poter smentire con quasi certezza che vi siano mercenari italiani mentre si parla con insistenza di mercenari bianchi che, secondo diversi testimoni, parlano francese e afrikaans il che farebbe supporre anche la presenza di mercenari sudafricani. Di sicuro la maggioranza delle truppe mercenarie al soldo del dittatore libico sono nere africane, per lo più provenienti dal Kenya, dal Mali, dal Niger e dal Ciad.
La presenza di mercenari kenioti è una novità. A parlarne per primo è stato l’ex capo del protocollo del col. Gheddafi, Nouri Al Misrahi, in una intervista ad alcuni media arabi. Al Misrahi ha raccontato che negli ultimi giorni sono arrivati dal Kenya migliaia di ex militari rimasti disoccupati in patria e che avrebbero costituito questo esercito al soldo di qualsiasi dittatore li possa pagare. Secondo quanto afferma Nouri Al Misrahi, supportato da altre testimonianze, i mercenari kenioti sarebbero molto ben addestrati e inquadrati in gruppi che fanno capo ad ufficiali altamente professionali. La truppa keniota sarebbe l’ultima linea di difesa del Col. Gheddafi e non sarebbe implicata nelle violenze contro i civili. Discorso diverso per i mercenari provenienti da Ciad, Niger e Mali. Questi sarebbero disorganizzati, senza una vera e propria linea di comando, una sorta di cani sciolti che commettono ogni tipo di abuso, entrano nelle case e violentano le donne per poi, molto spesso, ucciderle. Sono quelli che sparano in maniera indiscriminata sui civili che vedono radunati o addirittura semplicemente in coppia. In Libia sono stati soprannominati “Dogs of war”. Alcuni di questi gruppi sono comandati e coordinati da mercenari bianchi che, secondo diversi testimoni, parlerebbero francese o afrikaans i quali le poche volte nelle quali ci sarebbe un coordinamento, individuano gli obbiettivi da colpire lasciando però completa mano libera ai mercenari.
Viene invece smentito che tra i mercenari vi siano anche militari dello Zimbabwe. E’ stato il Ministro della Difesa dello stato africano, Emmerson Mnangagwa, a smentirlo categoricamente parlando di “vile speculazione” ai danni dello Zimbabwe.
In ogni caso tutte le fonti sono concordi con l’affermare che questi gruppi di mercenari sono molto bene armati con fucili di ultima generazione, lanciarazzi, lanciarazzi anticarro, esplosivi di ogni tipo, bombe a mano, mine di ogni tipo e, in alcuni casi, mezzi blindati dotati di armi pesanti e antiaeree. Proprio le armi antiaeree sarebbero nella disponibilità di un gruppo sudafricano che ha la propria base a Tripoli e sarebbe costato al Colonnello Gheddafi diversi milioni di dollari. Lo stesso gruppo gestirebbe le batterie di armi antinave dispiegate lungo la costa e alcune batterie di missili Scud a media e lunga gittata. La decisione di lasciare ai mercenari la gestione delle armi più potenti sarebbe stata presa dal Colonnello Gheddafi alla vigilia dello scoppio delle rivolte quando era chiaro che non poteva fare affidamento sul proprio esercito. Ne parla sempre Nouri Al Misrahi il quale riferisce di aver visto arrivare i mercenari sudafricani il 14 febbraio.
E chiaro che un quadro come quello appena descritto restituisce una situazione tutt’altro che rosea per gli insorti. Sembra infatti evidente che la maggior parte dell’arsenale militare sia ancora nelle mani del Colonnello Gheddafi soprattutto se si parla di armi pesanti. Se a questo aggiungiamo il mix formato dalla spietatezza dei mercenari africani e dalla preparazione dei “professionisti della guerra”, si capisce che prima di cadere (se mai dovesse cadere) Gheddafi scatenerà contro gli insorti tutta la sua forza con migliaia e migliaia di perdite in termini di vite umane. Su come evitare tutto questo è aperto un dibattito tra le cancellerie dei maggiori Paesi occidentali. Si pensa anche a un intervento armato “umanitario” del tipo di quello fatto in Jugoslavia, ma Gheddafi potrebbe non aspettare che questa idea si concretizzi. I suoi “Dogs of war” sono già all’opera.
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


Libia nega che Gheddafi abbia beni in Svizzera o altri Paesi | Prima Pagina | ReutersLibia nega che Gheddafi abbia beni in Svizzera o altri Paesi
TRIPOLI (Reuters) - Il ministero degli Esteri libico ha negato che il leader libico Muammar Gheddafi abbia conti in Svizzera o nelle banche di qualunque altro Paese nel mondo.
"Chiediamo che ... la Svizzera provi che il fratello leader abbia fondi o conti bancari nelle sue banche o in qualunque altra banca nel mondo", dice un comunicato del ministero.
"Il ministero degli Esteri avvierà le procedure legali per fare causa al governo svizzero per queste dichiarazioni infondate".
Ieri la Svizzera ha riferito che sono in corso le procedure per congelare gli asset che Gheddafi e la sua famiglia potrebbero avere nel Paese.
Il ministero libico precisa che le dichiarazioni della Svizzera dimostrano "il grado della sua animosità verso la Libia e il suo leader".
Ci fanno causa...repapelle:
ostridicolo:
repapelle:
ostridicolo:
repapelle:
Edit:
Stando così le cose, non si sta solo preparando a resistere agli insorti, ma pure a difendersi da un intervento esterno e a contrattaccare.
Ultima modifica di Halberdier; 25-02-11 alle 13:40


Secondo me il problema di Gheddy siete proprio voi svizzeri... non aveva capito il beduino che la Svizzera è neutrale perchè è alleata di tutti, e che tutti i potenti del mondo hanno i loro intrallazzi con la Svizzera perchè quella è la cupola mondiale della massoneria.
Questo aveva dichiarato solo sei mesi fa:
Il 10-11 luglio, al vertice del G8 all'Aquila, Gheddafi avrebbe poi dichiarato, secondo un dispaccio pubblicato dall'agenzia nazionale libica Jana, che la Svizzera "è una mafia mondiale, non uno Stato" ed "è formata da una comunità italofona che deve riunirsi all'Italia, da una tedescofofona che deve ritornare alla Germania e da una francofona che deve ricongiungersi alla Francia". Dichiarazioni analoghe anche al vertice dei Paesi non allineati del 15-16 luglio a Sharm el-Sheik (Egitto).
SVIZZERA / LIBIA
Gheddafi non scherzava: voleva smantellare davvero la Svizzera
http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/a...ito=1&idtipo=2
Mettersi contro la Svizzera significa peredere. E infatti nessuno è contro la Svizzera e la Svizzera non è contro nessuno.