



E' una tattica che funziona quando ci cerca di attirare un nemico verso forze a lui superiori, di cui ignora la presenza. Ma i governativi sanno esattamente cosa li aspetta, se danno alla forza aerea internazionale un pretesto per agire.
Secondo me, molto più semplicemente, la prima volta i ribelli sono avanzati sperando che Sirte insorgesse come altre città della Tripolitania. La seconda volta, sperando che insorgesse dopo la batosta subita dai governativi a seguito delle incursioni aeree. Entrambe le volte, quando a Sirte non c'è stata alcuna insurrezione, ai ribelli non è rimasto che ritirarsi, incalzati dalle truppe governative.
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 31-03-11 alle 14:21


i lealisti hanno cambiato tattica, usano i mezzi militari come cavie e si muovono come i ribelli, con pickup e armati fino ai denti, in gruppi non eccessivamente numerosi per non destare sospetti, i ribelli non sanno nemmeno chi sono perchè anche fra loro c'è diffidenza vista la presenza nascente di infiltrati, inoltre i ribelli sembrano pure in guerra fra loro per spartirsi ciò che si guadagna.
Ultima modifica di Lawrence d'Arabia; 31-03-11 alle 15:37
"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Tra gli alleati occidentali c'è chi ha fatto brutte esperienze nel rifornire di armi i momentanei mujaheddin "alleati".
Non penso si andrà oltre gli armamenti leggeri un pò datati dei depositi occidentali o i classici AK e RPG triangolati da qualche paese un tempo nell'orbita sovietica e ora filo-NATO.
Ritrovarsi tra un paio d'anni coi qaedisti cirenaici dotati di Stinger e MIM-104 Patriot non sarebbe un grande affare.
Ultima modifica di Ivan; 31-03-11 alle 16:08


Oggi sentivo da Rai News che i ribelli avrebero cercatro aiuto perfino ad Al Qaeda (qualsiasi cosa sia in realtà) e a Hezbollah, però facendo chiaramente capire che non voglionoi ingerenze a carattere religioso, non so se sia vero, ma secondo me gli interessati stanno ancora ridendo.
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


Sembra che le forze della coalizione abbiano attaccato le forze lealiste attorno a Brega, e che esse si siano ritirate in una città vicina...


http://fr.wikipedia.org/wiki/Moussa_Koussa
tornato a Londra
I matti dei manicomi, una volta liberati da altri matti che stavano fuori dai manicomi, unitisi si riprodussero tra di loro e vogliono adesso comandare il mondo


IL BACICCIA E' BULICCIO
Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.
(Silvio Berlusconi, 1994)


Guerra in Libia: otto caccia della Svezia parteciperanno al conflitto | Direttanews.itGuerra in Libia: otto caccia della Svezia parteciperanno al conflitto
GUERRA LIBIA SVEZIA – Ieri il voto in parlamento, oggi i caccia sono decollati. La Svezia è pronta a fare la sua parte nel conflitto libico, così come la Nato gli ha richiesto.
Il parlamento ha approvato a larga maggioranza l’intervento militare: Stoccolma contribuirà con otto aerei da combattimento Gripen, velivoli da caccia e da ricognizione, gli ultimi arrivati tra le fila della forza aerea svedese.
I caccia sono decollati stamattina da una base svedese: destinazione la Sardegna. Non appena atterrati, sono passati sotto il comando Nato. Gli altri cinque Gripen lasceranno la Svezia domenica, insieme a un Hercules che trasporterà tutte le attrezzature necessarie. Gli aerei avranno il compito di contribuire al mantenimento della no-fly-zone, ma non effettueranno raid contro le forze fedeli a Gheddafi. Nove dei dieci piloti che saranno coinvolti nelle missioni hanno chiesto di restare anonimi per evitare alle proprie famiglie pressioni da parte della stampa.
Così, dopo 48 anni, militari della forza aerea svedese tornano a operare su teatri esteri. Oltre all’avallo del parlamento, anche il re di Svezia Carlo XVI Gustavo si è detto convinto della necessità di un intervento.
Da questo articolo posso dedurre due considerazioni.
Prima di tutto, che la neutralità svedese, che ad oggi è (era), dal punto di vista giuridico, la più antica del mondo, è ormai andata a farsi benedire, se già non lo era quando gli svedesi hanno inviato truppe in Afghanistan.
La seconda, è che ormai in Libia stanno partecipando alle operazioni, in vari modi, tutti i grandi costruttori aeronautici occidentali con i loro modelli d'esportazione; gli USA con gli F/A-18 Super Hornet, l'Inghilterra con gli Eurofighter, la Francia con il Rafale e, infine, la Svezia con il JAS-39 Gripen. Tutti questi aerei hanno, da qualche parte, una gara d'appalto in sospeso in cui sono in competizione l'uno con l'altro.
Quando si dice il marketing...