





Ma cos'è questa, una lezione di storia "anticomunista" 101?
Il Biennio Rosso è una bufalona che certa destra utilizza per far apparire il fascismo come frutto di una volontà popolare e non come il bel frutto dell'alleanza tra industrialotti settentrionali, latifondisti meridionali, chiesa, esercito e monarchia (le forze del progresso del paese, eh).
Già nel 1920 il PSI era diviso. La fiammata di scioperi e di contestazioni (sacrosante, aggiungerei, considerando quali condizioni di lavoro e sociali c'erano nel paese allora) del primo dopoguerra si stava spegnendo e la lotta intestina tra rivoluzionari massimalisti e moderati aveva paralizzato il PSI, che politicamente stava anche perdendo consensi ed influenza a causa della nascita del PPI e del suo avvicinamento ai liberali. Fondamentalmente i socialisti (eh, l'Italia, il paese dei ricorsi storici. I socialisti erano i comunisti di allora) erano uno spauracchio utilizzato dalle destre per avere consenso elettorale.
E la cosa comica è che quando già ormai il PSI era in ginocchio e ben lungi dall'essere realmente in grado di fare la rivoluzione erano i fascisti quelli che facevano violenza.
Quanto a Craxi consentimi una osservazione: i socialisti politicamente con craxi si erano già estinti in gran parte. Chi faceva sopravvivere il PSI erano elettori che di socialista (salvo poche, onorevolissime eccezioni) erano i soliti fan dell'uomo forte, anticomunisti viscerali che vedevano nella DC dei traditori che avevano OSATO aprire al PCI. Quindi io andrei piano a parlare di sopravvivenza, caro occidentale.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Evidentemente anche a sinistra ci sono convenienti dimenticanze.
Ti faro' un simpatico esempio, riguardo la presunta debolezza delle forze di sinistra. Partendo dalla mia regione, la Toscana.
I Fatti di Empoli.
http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Empoli
Altro che immaginaria, la speranza di certi socialisti di rovesciare tutto in nome della Rivoluzione Proletaria.
Riguardo Craxi ti sbagli e di grosso. Al Congresso del Midas i socialisti si presentarono con circa il nove per cento dei voti, quindi erano tutto tranne che una forza inesistente, anche se erano divisi su tutto.
Non ti far sentire da Manfr, che ti rincorre con Libro, Falce e Martello. Oltre al Garofano, ovviamente.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Grazie della conferma di quanto pensavo, carissimo occidentale.
Leggiamo un momentino il link che hai postato (confesso che questo episodio non lo conoscevo):
Nel febbraio 1921 Spartaco Lavagnini[1], sindacalista empolese, uscì dal Partito Socialista fondando la sezione locale del Partito Comunista d'Italia, a cui aderirono intere sezioni del suo vecchio partito, in particolare i giovani, le Guardie Rosse di Maltagliati ed un gran numero di sindacalisti.
Insomma. Parliamo di una scheggia impazzita uscita dal PSI per entrare nell'allora nascente PCI, portandosi dietro un pezzo della corrente più massimalista del suo ex partito.
Se questo non è segno che il PSI era diviso e paralizzato e che la violenza era rara e che se c'era era disorganizzata e non certo causata dal PSI...
Solo in Italia ci si sposta a destra mentre la sinistra lotta per spostarsi su posizioni riformiste.
Poi ci si lamenta se il PCI si rafforzò e si sposto su posizioni rivoluzionarie successivamente...
Quanto al PSI: parliamo del 9% dopo un lungo periodo di trend negativo, se non ricordo malissimo. Sbaglio o dall'epoca della costituente ( quando il PSI superava il PCI, se non ricordo malissimo) agli anni '80 si erano persi parecchi votini?
Manfr è una di quelle onorevolisssime eccezioni, uno che all'epoca avrei considerato un socialista a pieno titolo. Mi basta dire che soggetti come kobra e tolomeo votavano PSI. Leggi le loro posizioni.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Intendi dire forse che il PSI non aveva cavalcato per tutto il 1920-21 l'onda delle proteste (non del tutto ingiustificate, sono d'accordo) con la bandiera della rivoluzione senza avere una idea chiara di cosa fare....![]()
IL PSI lo fece, espellendo i moderati lungo la strada, e perdendo cosi' la sua classe dirigente. Rimanevano i "vorrei ma non posso" come Lazzati e i professionisti del caos....e i giovani come Lavagnini, che era uno dei piu' determinati e come tanti di loro passo' nel gruppo che era piu' attrezzato a farla davvero la rivoluzione di cui i vecchi cianciavano.
Troppo tardi, perche' nel frattempo Mussolini aveva organizzato la sua, di rivoluzione.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
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Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Suvvia, non far fita di capire. Intendo dire che il PSI era spaccato su cosa fare e che solo una parte, per di più in maniera disorganizzata e sporadica, fece alcune azioni violente.
Un partito diviso, isolato ed in calo di consensi difficilmente puà fare una vera rivoluzione, salvo che nella propaganda della destra sciovinista e di alcuni bei tipi di cui ho parlato prima (industria, latifondo, chiesa, esercito ed ambienti monarchici). I dirigenti "caccati" (erano loro ad andarsene), poi, erano una minoranza e per lo più erano dirigenti della fazione rivoluzionaria che se ne andavano nel PCI (l'esempio che tu stesso mi hai portato).
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


"Non seguire l'ombra, ma fa' che l'ombra segua te."
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Con tutti accenti strani che avette per me e o è sono uguali
La mia lingua e romeno




e allora facciamo incetta di telefonini
l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.
jesus died for somebody's sins but not mine