Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Rispondo a 3 domande sul Sud

    Der Oligarch: Rispondo a 3 domande sul Sud.

    Sul sito di Meridionalismo.it ho trovato una lettera di un compatriota che poneva tre domande, a cui ho dato personale risposta:

    1) Ricostruzione storica:
    Sono consapevole dell’importanza di ristabilire la verità, ricostruendo correttamente la storia del Risorgimento e quella precedente, che giustamente evidenzia la grandezza e la rilevanza che aveva il Regno delle Due Sicilie nel panorama internazionale pre-unitario.

    Queste ricostruzioni e coloro che si sono e si stanno adoperando per diffonderle hanno il grandissimo merito di rafforzare l’orgoglio di essere meridionali in un periodo in cui sembra che essere del Sud sia sinonimo di incapacità, di mafiosità e di oziosità.

    La domanda che voglio condividere è la seguente: può da sola questa attività essere la strada del cambiamento?

    2) L’antagonismo:
    E’ difficile in un Paese che tende continuamente a rimarcare e veicolare l’immagine di un Nord produttivo, operoso e rispettoso delle regole verso un Sud clientelare, parassita e incapace, resistere alla tentazione di ripagare con la stessa moneta costoro, evidenziando i motivi che hanno creato tale squilibrio, cedendo alla tentazione di porsi in un muro contro muro, Sud contro Nord.

    La seconda domanda che pongo è questa: può un popolo rinascere sull’odio e sull’antagonismo?

    3) Analisi dei fattori di sviluppo del Sud:
    Chi di noi non ha chiara nella propria mente, la ricetta per rilanciare lo sviluppo della nostra terra?
    Il turismo, le infrastrutture, il Mezzogiorno come ponte verso il Mediterraneo, la riduzione della pressione fiscale e tanti altri fattori che elenchiamo e sentiamo nei convegni anche da parte di illustri economisti.

    La terza domanda che pongo è questa: abbiamo ancora bisogno di spendere energie nelle analisi e nel definire le ricette su cui non abbiamo potere di fare nulla?

    Le mie risposte:
    1) No, non può essere la sola. Ma non può neanche essere dimenticata. Bisogna abbinare la conoscienza e coscienza storica ed identitaria, con l’interpretazione e l’azione nel presente e la progettazione di un futuro (che sia secessione, autonomia, o altro).
    2) Si. Possiamo e dobbiamo rinascere anche sull’odio e l’antagonismo nei confrotni di chi ci ha costretto, da 150 anni, a vivere in queste condizioni. L’Odio per il Nord e per la sedicente italia deve andare di pari passo. Nessuna alleanza con altri movimenti autonomisti del nord (lega nord, ad esempio) può essere attuata.
    3) Bisogna continuare con le analisi, proprio perchè le vecchie analisi potrebbero non essere più attuali. Il problema, semmai, è non fermarsi alla teoria e all’analisi per passare, FINALMENTE, alla prassi e all’azione. Anche violenta, perchè la liberazione potrebbe aver bisogno – per non dire “avra’ bisogno” – di una lotta violenta.

    Ovviamente, le mie sono riflessioni personali e come tali vanno prese.

  2. #2
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    Direi che sono i quesiti esistenziali del moderno meridionalismo...complimenti al lettore.
    Antonio, sulla prima risposta che hai dato sono pienamente daccordo con te.

    Sulla seconda io risponderei con un NI'. Direi che l'odio può essere un modo per veicolare un risveglio identitario... ma rovescerei la questione...nel senso che un'odio (che cmq trovo essere una brutta parola) subìto e restituito può portare a porsi la più banale, ma fondamentale, delle domande: PERCHE'? insomma lo vedo non più di un mezzo e giammai un fine.
    Sempre rimanendo sulla tua seconda risposta ritengo che non ci può essere nessuna alleanza o tavolo finquando non finiranno gli insulti. Dopodichè si può valutare, in un confronto che non può essere che pari e con leggittimazione reciproca, se vi può essere una convergenza d'interessi. Ovviamento al momento mancano i pesupposti di base per discutere. Aggungerei inoltre che in questo momento mancherebbe anche il soggetto idoneo a discutere...da entrambe le parti ovviamente.

    La terza tua risposta la seguo fin quando sostieni di passare all'azione. Ho anche io l'impressione che i tanti teorici, che per carità di Dio pure servono, siano caratterizzati e pecchino di sterile autocelebrazione.
    Non ti seguo più quando ritieni accettabile l'uso della violenza. Già troppo sangue è stato versato. I modi per addivenire ad una soluzione finale pacifica esistono e sono già stati sperimentati con successo in altri contesti... mentre sempre in altri contesti (tra l'altro vicinissimi a noi) abbiamo visto cosa ha comportato l'azione violenta. Mi sembra ovvio che nessuno potrà pretendere di prevaricare le ragioni dell'altro (che tra l'altro sono abbondantemente dalla nostra)... e direi che questo sarà lo scoglio maggiore...ma in ogni caso almeno io non cerco vendetta ma giustizia.
    Ultima modifica di flender; 07-02-11 alle 21:22

  3. #3
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    La domanda principe è la seconda:Una canzone di E.Bennato diceva"per scuotere la gente non servono i discorsi servono le bombe". Le "Bombe" sono il razzismo l odio (in ultima analisi l ignoranza) del Nord....il sentirsi insultati scuote altro se scuote.
    Da ciò vi è la ricerca identitaria (storica delle radici. dalla seconda domanda scaturisce la prima).
    Abbiamo il dovere di "spendere energie nelle analisi e nel definire le ricette" poichè non è affatto vero che non abbiamo il potere di fare nulla....un popolo denigrato ,offeso , ha bisogno di parlare e confrontarsi. Sono consapevole che il percorso sarà lungo , ma confido nell imbecilità del Nord di cui non dubito.
    Ultima modifica di largodipalazzo; 08-02-11 alle 09:59

  4. #4
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Direi che sono i quesiti esistenziali del moderno meridionalismo...complimenti al lettore.
    Antonio, sulla prima risposta che hai dato sono pienamente daccordo con te.

    Sulla seconda io risponderei con un NI'. Direi che l'odio può essere un modo per veicolare un risveglio identitario... ma rovescerei la questione...nel senso che un'odio (che cmq trovo essere una brutta parola) subìto e restituito può portare a porsi la più banale, ma fondamentale, delle domande: PERCHE'? insomma lo vedo non più di un mezzo e giammai un fine.
    Sempre rimanendo sulla tua seconda risposta ritengo che non ci può essere nessuna alleanza o tavolo finquando non finiranno gli insulti. Dopodichè si può valutare, in un confronto che non può essere che pari e con leggittimazione reciproca, se vi può essere una convergenza d'interessi. Ovviamento al momento mancano i pesupposti di base per discutere. Aggungerei inoltre che in questo momento mancherebbe anche il soggetto idoneo a discutere...da entrambe le parti ovviamente.

    La terza tua risposta la seguo fin quando sostieni di passare all'azione. Ho anche io l'impressione che i tanti teorici, che per carità di Dio pure servono, siano caratterizzati e pecchino di sterile autocelebrazione.
    Non ti seguo più quando ritieni accettabile l'uso della violenza. Già troppo sangue è stato versato. I modi per addivenire ad una soluzione finale pacifica esistono e sono già stati sperimentati con successo in altri contesti... mentre sempre in altri contesti (tra l'altro vicinissimi a noi) abbiamo visto cosa ha comportato l'azione violenta. Mi sembra ovvio che nessuno potrà pretendere di prevaricare le ragioni dell'altro (che tra l'altro sono abbondantemente dalla nostra)... e direi che questo sarà lo scoglio maggiore...ma in ogni caso almeno io non cerco vendetta ma giustizia.
    Ti ringrazio, innanzitutto.

    Per quanto concerne il tuo NI: concordo con te che l'odio non può essere il fine, bensì il mezzo. Anzi, uno dei mezzi per arrivare a concepire nuovamente la nostra identità di Popolo. Anche perchè, spero e credo tu convenga, l'Identità ha una essenza prettamente "antagonistica": se uno ancora non sa COSA E' e a COSA APPARTIENE, certamente sa cosa NON E' e a COSA NON APPARTIENE. Anche la presenza (reale o immaginaria, nel nostro caso reale) di un nemico può aiutarci nella (ri)presa di coscienza della nostra identità.

    Per quanto concerne la violenza: essa è la levatrice della storia. Non ne è la madre, si badi bene. Quindi le posizioni violente o non violente "a prescindere" non hanno ragion d'essere.
    Il problema da porsi, quindi, è diverso: se con mezzi pacifici e democratici non riesco ad ottenere ciò che mi spetta (perchè era mio 150 anni fa, e perchè è giusto), che faccio? Divento un riformista che prova a correggere l'esistente, o radicalizzo la mia lotta rivoluzionaria? In questo secondo caso, la strada è quella tracciata - ad esempio - dall'I.R.A.

    Infine: io voglio GIUSTIZIA, ma permettimi di citare un fumetto che ho tanto amato in adolescenza: "Non vendetta, ma Punizione!" (The Punisher)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    Citazione Originariamente Scritto da largodipalazzo Visualizza Messaggio
    La domanda principe è la seconda:Una canzone di E.Bennato diceva"per scuotere la gente non servono i discorsi servono le bombe". Le "Bombe" sono il razzismo l odio (in ultima analisi l ignoranza) del Nord....il sentirsi insultati scuote altro se scuote.
    Da ciò vi è la ricerca identitaria (storica delle radici. dalla seconda domanda scaturisce la prima).
    Abbiamo il dovere di "spendere energie nelle analisi e nel definire le ricette" poichè non è affatto vero che non abbiamo il potere di fare nulla....un popolo denigrato ,offeso , ha bisogno di parlare e confrontarsi. Sono consapevole che il percorso sarà lungo , ma confido nell imbecilità del Nord di cui non dubito.
    Esatto.
    Noi abbiamo solo una grande mancanza: non abbiamo una "lega nord" al sud, nel senso che non abbiamo un partito unico ed unitario dei meridionali. Il movimento politico più identitario è, secondo me, Insorgenza Civile, ma esso pecca nella rivisitazione storica. Viceversa, PdSud e CDS sono eccezionali nella analisi ed interpretazione storica, ma - secondo me - peccano molto nella battaglia politica del Presente.
    Una fusione tra questi due aspetti, in un partito unico meridionale, e quei bifolchi sedicenti padani non avrebbero scampo.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio, innanzitutto.

    Per quanto concerne il tuo NI: concordo con te che l'odio non può essere il fine, bensì il mezzo. Anzi, uno dei mezzi per arrivare a concepire nuovamente la nostra identità di Popolo. Anche perchè, spero e credo tu convenga, l'Identità ha una essenza prettamente "antagonistica": se uno ancora non sa COSA E' e a COSA APPARTIENE, certamente sa cosa NON E' e a COSA NON APPARTIENE. Anche la presenza (reale o immaginaria, nel nostro caso reale) di un nemico può aiutarci nella (ri)presa di coscienza della nostra identità.

    Per quanto concerne la violenza: essa è la levatrice della storia. Non ne è la madre, si badi bene. Quindi le posizioni violente o non violente "a prescindere" non hanno ragion d'essere.
    Il problema da porsi, quindi, è diverso: se con mezzi pacifici e democratici non riesco ad ottenere ciò che mi spetta (perchè era mio 150 anni fa, e perchè è giusto), che faccio? Divento un riformista che prova a correggere l'esistente, o radicalizzo la mia lotta rivoluzionaria? In questo secondo caso, la strada è quella tracciata - ad esempio - dall'I.R.A.

    Infine: io voglio GIUSTIZIA, ma permettimi di citare un fumetto che ho tanto amato in adolescenza: "Non vendetta, ma Punizione!" (The Punisher)
    Ciao Antonio, è difficile non condividere ciò che dici...è tutto molto logico.
    In ogni caso abbiamo il dovere, nel tracciare un percorso, di determinare che i solchi vadano in una certa direzione piuttosto che in un'altra. E questo può dipendere da noi...o lasciare che gli eventi, che non abbiamo indirizzato, facciano il loro corso. In questo caso però ci rimetteremmo al caso ed al caos.
    Detto questo ritengo che il problema maggiore almeno per ora sono i meridionali stessi...che non sanno chi sono, a cui sono stati tolti, anche a causa dell'emigrazione, i riferimenti di una società che era strutturata in senso patriarcale e se vogliamo anche paternalistico (su questo è ottima l'analisi di Pino Aprile in Terroni).
    In particolare ritengo che vada trovato un catalizzatore intorno al quale far partire una risposta, dapprima identitaria e poi re-azionaria. Serve inoltrre un uomo da piazza, un trascinatore, un capopopolo... che sappia esprimere in un linguaggio comprensibile a tutti ed immediato i concetti che più aulicamente si discutono nei consessi...qualcuno potenzialmente idoneo all'ultimo convegno di Gaeta l'ho notato...
    Ottima credo sia la tua analisi sui due partiti politici che hai citato.

    Infine il mio concetto di Giustizia... si avvicina molto a quello di punizione... e noi sappiamo chi ha sbagliato.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Rispondo a 3 domande sul Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    Der Oligarch: Rispondo a 3 domande sul Sud.

    Sul sito di Meridionalismo.it ho trovato una lettera di un compatriota che poneva tre domande, a cui ho dato personale risposta:

    1) Ricostruzione storica:
    Sono consapevole dell’importanza di ristabilire la verità, ricostruendo correttamente la storia del Risorgimento e quella precedente, che giustamente evidenzia la grandezza e la rilevanza che aveva il Regno delle Due Sicilie nel panorama internazionale pre-unitario.

    Queste ricostruzioni e coloro che si sono e si stanno adoperando per diffonderle hanno il grandissimo merito di rafforzare l’orgoglio di essere meridionali in un periodo in cui sembra che essere del Sud sia sinonimo di incapacità, di mafiosità e di oziosità.

    La domanda che voglio condividere è la seguente: può da sola questa attività essere la strada del cambiamento?
    NO
    2) L’antagonismo:
    E’ difficile in un Paese che tende continuamente a rimarcare e veicolare l’immagine di un Nord produttivo, operoso e rispettoso delle regole verso un Sud clientelare, parassita e incapace, resistere alla tentazione di ripagare con la stessa moneta costoro, evidenziando i motivi che hanno creato tale squilibrio, cedendo alla tentazione di porsi in un muro contro muro, Sud contro Nord.

    La seconda domanda che pongo è questa: può un popolo rinascere sull’odio e sull’antagonismo?
    NO, ma è bene ricordare sempre quello che è stato
    3) Analisi dei fattori di sviluppo del Sud:
    Chi di noi non ha chiara nella propria mente, la ricetta per rilanciare lo sviluppo della nostra terra?
    Il turismo, le infrastrutture, il Mezzogiorno come ponte verso il Mediterraneo, la riduzione della pressione fiscale e tanti altri fattori che elenchiamo e sentiamo nei convegni anche da parte di illustri economisti.

    La terza domanda che pongo è questa: abbiamo ancora bisogno di spendere energie nelle analisi e nel definire le ricette su cui non abbiamo potere di fare nulla?
    di analisi ce ne sono tante, ora è il momento di agire !

 

 

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