
Originariamente Scritto da
flender
Direi che sono i quesiti esistenziali del moderno meridionalismo...complimenti al lettore.
Antonio, sulla prima risposta che hai dato sono pienamente daccordo con te.
Sulla seconda io risponderei con un NI'. Direi che l'odio può essere un modo per veicolare un risveglio identitario... ma rovescerei la questione...nel senso che un'odio (che cmq trovo essere una brutta parola) subìto e restituito può portare a porsi la più banale, ma fondamentale, delle domande: PERCHE'? insomma lo vedo non più di un mezzo e giammai un fine.
Sempre rimanendo sulla tua seconda risposta ritengo che non ci può essere nessuna alleanza o tavolo finquando non finiranno gli insulti. Dopodichè si può valutare, in un confronto che non può essere che pari e con leggittimazione reciproca, se vi può essere una convergenza d'interessi. Ovviamento al momento mancano i pesupposti di base per discutere. Aggungerei inoltre che in questo momento mancherebbe anche il soggetto idoneo a discutere...da entrambe le parti ovviamente.
La terza tua risposta la seguo fin quando sostieni di passare all'azione. Ho anche io l'impressione che i tanti teorici, che per carità di Dio pure servono, siano caratterizzati e pecchino di sterile autocelebrazione.
Non ti seguo più quando ritieni accettabile l'uso della violenza. Già troppo sangue è stato versato. I modi per addivenire ad una soluzione finale pacifica esistono e sono già stati sperimentati con successo in altri contesti... mentre sempre in altri contesti (tra l'altro vicinissimi a noi) abbiamo visto cosa ha comportato l'azione violenta. Mi sembra ovvio che nessuno potrà pretendere di prevaricare le ragioni dell'altro (che tra l'altro sono abbondantemente dalla nostra)... e direi che questo sarà lo scoglio maggiore...ma in ogni caso almeno io non cerco vendetta ma giustizia.