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  1. #1
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Come procedere sulla Via?

    Secondo voi per chi intraprende la Via è meglio proseguire da solo ossia solo con studi personali o cercare di ottenere l'iniziazione presso qualche ordine?
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  2. #2
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da Il Matto Visualizza Messaggio
    Secondo voi per chi intraprende la Via è meglio proseguire da solo ossia solo con studi personali o cercare di ottenere l'iniziazione presso qualche ordine?

    .

    Mi verrebbe voglia di dirti che non va bene nè l'uno, nè l'altro e , contemporaneamente, possono andare bene sia l'una che l'altra opzione..

    Mi spiego.

    "Ottenere l'iniziazione presso qualche ordine ", per usare la tua espressione, presuppone l'esistenza di un vera Iniziazione, la possibilità di riconoscerla come tale ed un Ordine in grado di dartela.

    In Occidente, nel mondo moderno, siamo messi maluccio. Tralasciamo a piè pari la massoneria, che è come un filo elettrico staccato dall'interruttore e pieno di fili inutili e fasulli aggiuntisi dopo. Un vero e proprio asino che porta reliquie miste a cianfrusaglie, senza che si capiscano le prime e facendo sì che si abusino delle seconde.

    Poi ci sono i tanti, troppi, ordini di stampo occultistico. Sono tantissimi e per tutti i gusti. Ma non possono, spesso , trasmettere alcunchè, se non le fantasie dei loro fondatori e prosecutori.

    Può essere che qui vi sia qualcosa di più serio, ma occorre scavare per anni parecchi cunicoli prima di arrivare al tesoro, se c'è.

    In Oriente le tradizioni si sono mantenute vive - talvolta inalterate- e alla luce del sole e, soprattutto, tanti esponenti di alcune tradizioni sono giunti qui da noi con bagagli iniziatici importanti. E' più facile accedere a trasmissioni e dottrine esoteriche autentiche...ma anche qui, in svariate circostanze, ci potrebbe essere la classica deriva new age che vanifica tutto. Insomma, ci sono anche qui , talvolta, deviazioni e furboni, oltre al classico "Vulgus qui vult decipi"..ovvero al popolo del week-end spirituale che vuole essere ingannato ( e che talvolta inganna, deliberatamente )

    Occorre quindi munirsi di grande pazienza e domandarsi, col massimo grado di sincerità possibile, cosa si vuole e cosa si sta cercando , anzi , direi di più : perchè si "sta cercando" qualcosa.

    Se si risponde sinceramente a questa domanda, si è già a buon punto. Non sai come, non sai quando, ma una bussola per orientarti ti verrà data. Il problema è che quasi nessuno risponde sinceramente a quella/quelle domande. Spesso senza accorgersene.

    Una volta risposto a quella domanda, solo l'esperienza diretta e lo studio ti daranno una maggiore capacità di separare ciò che è valido da ciò che non lo è, mantenando sempre ben alti acume, buon senso e una Profonda Fiducia nel Divino ( comunque inteso o presentito ).

    Allora, riassumendo : meglio "da soli" o "in compagnia" ?

    Da soli non lo si è mai, in compagnia neppure.

    Si provi.

    Prima , tuttavia, è meglio procurarsi quella bussola.

    Una cosa è certa : la Verità, per sua stessa natura, non si cela MAI a chi la chiede per davvero ( ma per davvero ! ). Ma nessuno ama farlo. E allora il brodo si allunga.

    Per carità : a volte lunghe sbrodolate sono necessarie.



    R.
    Ultima modifica di eliodoro; 09-02-11 alle 16:03

  3. #3
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da Il Matto Visualizza Messaggio
    Secondo voi per chi intraprende la Via è meglio proseguire da solo ossia solo con studi personali o cercare di ottenere l'iniziazione presso qualche ordine?
    in primo luogo Rosfebo ha scritto cose interessanti, tienine conto

    poi... ottenere l'iniziazione è ...... è sbagliato
    l'iniziazione non si ottiene, è la percezione dell'eternità, nessuno può dartela

    studia e indaga, se sei sincero potrebbero esserci novità
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  4. #4
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da Il Matto Visualizza Messaggio
    Secondo voi per chi intraprende la Via è meglio proseguire da solo ossia solo con studi personali o cercare di ottenere l'iniziazione presso qualche ordine?
    per quanto riguarda la mia esperienza, né uno né l'altro...

    premesso che la mia esperienza può non essere riproducibile (da altri), i consigli dati finora mi appaiono sani...

    mettendo in conto cocenti delusioni e porte sbattute in faccia, i problemi più grossi che possono frenare un occidentale, nel caso ci si voglia rivolgere a tradizioni orientali sono, a mio modesto vedere, l'umiltà e l'orgoglio
    Ultima modifica di baba; 09-02-11 alle 18:47

  5. #5
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    ...né l'uno né l'altro nel senso che ho cercato il Guru, senza preoccuparmi prima di studiarlo o di cercare un particolare ordine, il resto vi era collegato
    Ultima modifica di baba; 09-02-11 alle 19:07

  6. #6
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    in primo luogo Rosfebo ha scritto cose interessanti, tienine conto

    poi... ottenere l'iniziazione è ...... è sbagliato
    l'iniziazione non si ottiene, è la percezione dell'eternità, nessuno può dartela

    studia e indaga, se sei sincero potrebbero esserci novità
    Ma le novità ti piovono addosso?
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  7. #7
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Non so se sono chiaro. Da quando mi sono accostato alla metafisica e alla saggezza attraverso letture di opere di filosofia sia orientale che occidentale, è come se sia caduto in una sorta di vortice. Insomma non riesco più a gioire appieno delle cose per cui gioiscono tutti e al contempo ho perso quel mordente che avevo prima, quella voglia puramente terrena per raggiungere gli obbiettivi che un ventiduenne come me deve raggiungere per stare a 'sto mondo, semplicemente perchè ormai li trovo banali e inutili. Non ho più un obbiettivo, ma al contempo voglio vivere nella società. Sto a metà fra due mondi: il mondo della coscienza e quello mondano. E' una situazione strana, e per niente piacevole. Insomma sono diventato apatico, tuttavia sto parecchio tempo a pensare a concetti astratti ( devo dire per altro che alle volte mi vengono delle folgorazioni geniali), sono diventato molto profondo, intuitivo, ma ho bisogno assolutamente di parlare con persone esperte in materia, perchè nel mio ristretto circolo di conoscenze non si parla d'altro che di cose futili, quindi che so, speravo che la frequentazione di qualche gruppo od ordine mi avrebbe fatto bene. Oppure devo smettere di interessarmi a tutto ciò fino a quando non sarò giunto ad avere una stabile posizione sociale mah...
    Ultima modifica di Strapaesano; 09-02-11 alle 20:48
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da Malaparte Visualizza Messaggio
    Ma le novità ti piovono addosso?
    come si dice?
    il maestro arriva quando l'allievo è pronto

    ci sono un sacco di informazioni intorno, man mano che l'attenzione aumenta ne catturi sempre di più

    io non ho regole da dare, chiediti da solo qual'è la miglior cosa che puoi fare e falla, poi con calma vedi se qualcosa è cambiato o sta cambiando
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  9. #9
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Un saluto al buon Rosfeboiaociao:



    Ho come un sentore di deja vu..hefico:

  10. #10
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    Predefinito Rif: Come procedere sulla Via?

    Citazione Originariamente Scritto da Il Matto Visualizza Messaggio
    Non so se sono chiaro. Da quando mi sono accostato alla metafisica e alla saggezza attraverso letture di opere di filosofia sia orientale che occidentale, è come se sia caduto in una sorta di vortice. Insomma non riesco più a gioire appieno delle cose per cui gioiscono tutti e al contempo ho perso quel mordente che avevo prima, quella voglia puramente terrena per raggiungere gli obbiettivi che un ventiduenne come me deve raggiungere per stare a 'sto mondo, semplicemente perchè ormai li trovo banali e inutili. Non ho più un obbiettivo, ma al contempo voglio vivere nella società. Sto a metà fra due mondi: il mondo della coscienza e quello mondano. E' una situazione strana, e per niente piacevole. Insomma sono diventato apatico, tuttavia sto parecchio tempo a pensare a concetti astratti ( devo dire per altro che alle volte mi vengono delle folgorazioni geniali), sono diventato molto profondo, intuitivo, ma ho bisogno assolutamente di parlare con persone esperte in materia, perchè nel mio ristretto circolo di conoscenze non si parla d'altro che di cose futili, quindi che so, speravo che la frequentazione di qualche gruppo od ordine mi avrebbe fatto bene. Oppure devo smettere di interessarmi a tutto ciò fino a quando non sarò giunto ad avere una stabile posizione sociale mah...
    Ciao,
    io ho 21 anni, quindi siamo quasi coetanei. Ti posso descrivere la mia situazione e la mia posizione, tanto per scambiare due vedute tra noi. Neanche io ho nessuno a cui parlarne, dato che non si può certo dire che in genere la Tradizione attiri molto i giovani.
    Il mio primo approccio alla spiritualità l'ho avuto a 15 anni, con la lettura di Dostoevskij: da allora è stato un continuo "cammino". Dapprima attraverso il Cattolicesimo, che ho però poi abbandonato dopo aver constatato quanto esso fosse ormai compromesso con la modernità e non mi offrisse generalmente adeguati appigli, non conformandosi alla mia spiritualità.
    Da allora non aderisco a nessuna tradizione ortodossa, e mi sto limitando a studiare le dottrine tradizionali (Canone Pali, Upanishad, Veda, Stoicismo romano, Platonismo) e libri di autori moderni (Evola e Guenon, generalmente). Questo non vuol dire che stia "fermo" da un punto di vista spirituale: non hai bisogno di nessuna iniziazione per giungere a comprendere (da un punto di vista teorico) l'esistenza di un Principio Trascendente e tentare di porre in esso il tuo Centro. Certo, riuscirci è tutto un altro discorso, ma un primo tentativo di contemplazione puoi provare a farlo per conto tuo. Le modalità con cui farlo dipendono da individuo a individuo, non è detto che quelle che uso io siano adatte anche per te. Diciamo che già solo sforzandoti di tenere fisso il pensiero in esso, qualche frutto puoi coglierlo.
    Ti do il mio punto di vista sulla necessità dell'iniziazione. Io credo fermamente alla dottrina della preesistenza dell'anima: se ci siamo incarnati nell'Occidente moderno, ciò è dipeso solo da noi. Il contesto in cui viviamo non offre strutture tradizionali cui aggrapparsi, e non so quanto noi possiamo adattarci a Tradizioni che, pur partecipando tutte di un Principio comune, ci risulterebbero comunque, in misura più o meno grande, estranee.
    Se viviamo nell'Occidente moderno, dobbiamo utilizzare i mezzi che esso ci fornisce. Nulla vieta di avvicinarsi a Tradizioni ortodosse (io ad esempio mi sto avvicinando sempre più al Buddhismo), ma ciò pone molte problematiche: in che misura la versione di queste tradizioni che ci viene proposta è genuina? Quanto stabili possono essere gli appigli che tali tradizioni ci offrono in un mondo immerso sempre più nella decadenza e nella disgregazione? Queste forme tradizionali possono garantire una opportunità di realizzazione spirituale anche a chi per nascita e formazione ne è estraneo? All'interno di queste tradizioni, in che misura è lecito sperare di ricevere una vera iniziazione e di trovare un vero maestro (ammesso che esista)?
    Questi sono alcuni degli interrogativi che mi pongo. Come ho già detto, sono certo che, a monte della nostra discesa nel mondo moderno, ci sia una nostra scelta. E che quindi è in questo contesto che dobbiamo essenzialmente muoverci ed agire.
    Lo studio delle dottrine tradizionali, tanto occidentali quanto orientali, è fondamentale per la formazione di una forma mentis adeguata a tener fermo in un contesto tanto gramo. Nulla vieta poi di passare alla pratica: penso si possa aderire a una Tradizione a noi particolarmente affine e che se ne possa trarre giovamento. Solo, non riporrei in essa le mie speranze di realizzazione.
    Realizzazione che, nel presente ciclo, io ritengo pressochè impossibile. Essa è già un'impresa eroica in un mondo integrato e tradizionale, figurarsi in questo! Penso che il massimo cui possiamo aspirare sia questo: tenere fermo sulle nostre posizioni, magari avanzare di qualche passo, e sperare di tornare nel mondo in condizioni più favorevoli. Possibilità di realizzazione non ne vedo. E dato che essa è la meta ultima di un percorso di cui l'iniziazione è una tappa, penso che quest'ultima non debba essere vista come assolutamente fondamentale. Anche perchè poi ci sarebbe da chiedersi se sia possibile riceverne una "autentica".
    Penso che la nostra condotta debba informarsi essenzialmente alla massima evoliana: "Tener fermo interiormente nel proprio nudo, assoluto Essere, senza nulla temere e nulla sperare". Cercare di immergersi quanto più in uno stato di contemplazione che, anche se si è momentaneamente senza guide, agisce su di noi anche in profondità.
    E qui mi ricollego all'ultima parte del tuo post. I rapporti tra noi e la "società". Credo che sia assolutamente fuorviante pensare alla contemplazione, al lavoro spirituale come ad una fuga materiale dal mondo. Ormai neanche chiudersi in un eremo serve più: il mondo moderno ce lo portiamo sempre appresso, ormai ce l'abbiamo in parte anche dentro di noi. Pensare a scappare, significa semplicemente distogliere lo sguardo dall'unica cosa importante: noi. Se ci conformiamo internamente ai principii che ressero il Mondo e l'Uomo tradizionali, potremo immergerci nel brulicante caos della vita moderna senza esserne conquistati, potremo trasfigurare anche gli elementi più bassi e volgari di questo mondo, se ci armeremo di una disposizione interiore adeguata.
    Spero che il mio post non riesca troppo confuso. In definitiva penso che la battaglia da combattere sia tutta dentro di noi: tutto è un mezzo, compresa l'iniziazione. Iniziazione che, però, devi mettere in conto che non abbia la stessa efficacia che può avere in un contesto integralmente tradizionale. Non farne una questione di vita o di morte. Studia, lavora su te stesso nel modo e con i mezzi che riterrai più consoni e non farti risucchiare dalla decandenza del mondo che ci circonda. Questo è il mio pensiero e la mia linea, per ora.

    Ciao!

 

 
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