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Corsaro

La neve cade (Boris Pasternak)

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"La neve cade, la neve cade
Alle bianche stelline in tempesta
Si protendono i fiori del geranio
Dallo stipite della finestra:
La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
Dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
A girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
Per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole d'un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio."



Boris Pasternak

Aggiornato il 01-02-12 alle 06:15 da Corsaro

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Commenti

  1. L'avatar di primahyadum
    La neve sta nel mio cuore come il silenzio
    nelle stanze dei balneari: densa e profonda,
    indistruttibile.
    La neve sta nel mio cuore come l'edera della
    morte nelle stanze dove siamo nati.
    E il tempo fugge da me con un crepitio dolce
    di prunai.
    Nevica implacabilmente sui terreni sterili della
    mia memoria. E' già notte tra i bianchi recinti.
    Quando faccia giorno, sarà già sempre inverno.

    (Julio Llamazares)
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