david777
Globalizzazione a Rischio
Di , 02-05-13 alle 04:21 (679 Visite)
Riprendo il discorso da Passannante - Monito ed archetipo
Originariamente Scritto da david777
... Nell'MD Code vi è una lunga sezione dedicata agli Albori della Teocrazia Cristiana e la dottrina sociale della Chiesa Cattolica trova spazio, sensibilità, apprezzamento "evangelico" ed attenzione per notare e verificare fino a quale punto vi possa essere consenso "etico-messianico" e scritturale al programma ed ai principi etici della teologia cattolica.
Ho trovato che sia molto arduo sostenere e riconoscere imparzialmente le verità disseminate in seno alla Cristianità in risposta al comando di "Ricercare il Regno di Dio e la Sua Giustizia" senza ritrovarsi poi in serie difficoltà con le singole parti teologiche... od anche accademiche... finendo lacerati da molte parti.
A suo tempo - parlo dell'epoca Reagan - ho dovuto ammonire la parte protestante/evangelica conservatrice/fondamentalista contro un uso smodato del liberismo economico per non ritrovarsi in conflitto con l'etica cristiana e corresponsabili delle conseguenze geopolitiche... ma naturalmente... chi son io per dover essere ascoltato...
Allo stesso tempo non sono disposto oggi a giustificare il tentativo strategico di addossare la colpa dei mali e delle sofferenze del mondo al capro espiatorio più comodo e popolare. Infatti gli abusi economici e finanziari sono stati commessi da parte di molti ed anche da coloro che oggi invocano encicliche, socialismi e Sharia... magari dopo essere scappati con la cassa e l'azienda all'estero.
Non sono neppure disposto ad andare all'altro estremo dopo aver sostenuto e difeso una misura necessaria ma moderata di "socialdemocrazia cristiana" combinata alla libertà economica ed alla proprietà privata - ossia condannare radicalmente la democrazia liberale per implementare il governo socialista di una estrema applicazione dell'etica sociale da San Tommaso a Giovanni Paolo II.
Ritorneremo sui rischi di tale nuovo regime "socialdemocratico"...
c. Affinità etico-messianiche della dottrina
sociale del magistero cattolico
... Pio XII colloca la questione sui fondamenti più ampi del diritto internazionale, sulla base della convinzione (ripresa più tardi nella Sollicitudo Rei Socialis da Giovanni Paolo II) che la pace sia frutto della giustizia, e che la giustizia sociale può emergere solo dalla pace.
... il magistero cattolico ha confermato la legittimità e la responsabilità di riferirsi alla tradizione biblica per attingervi i principi dell'etica sociale e di uno sviluppo equilibrato e globale dell'umanità. L'insegnamento sociale del magistero cattolico risulta dunque ancorato all'etica giudeocristiana e giunge alla elaborazione di un pluralismo cristiano che tollera le ideologie e riconosce tutte le entità nazionali. Le riserve riguardano piuttosto il modello antropologico che soggiace alla dottrina sociale. Il rischio consiste nell'affidare i buoni propositi etici ad un mondo che s'identifica sempre di più con i modelli della citta terrena, nonostante la sua veste religiosa, ragion per cui l'insegnamento sociale deve procedere di pari passo con l'annuncio delle fondamentali verità evangeliche relative alla rigenerazione del cuore dell'uomo, nonostante l'antropologia cristiana riconosca la possibilità di corrette ed ordinarie attitudini umane animate dall'opera dello Spirito Santo. L'impressione è che le lacerazioni nella cristianità corrispondano ad un'alterazione degli equilibri antropologici e dell'integrità del modello etico e teocratico giudeocristiano, all'origine dello smarrimento di porzioni del sistema e dei contenuti teologici, interdipendenti. Se la pace è legata alla giustizia, l'etica è compromessa dove la verità è resa frammentaria. E dove l'etica è compromessa, l'avventura individualistica è destinata a tradursi prima o poi nell'avvento del Piccolo Corno e della città terrena...
Originariamente Scritto da david777;423777
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L'Homo Erectus di Mauro e Ruini
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Mi limiterò a poche, "cardinali" [e.c.] ed essenziali riflessioni...
Il progetto cattolico per un governo globale "socialdemocratico" derivato dalle encicliche sociali è insomma rischioso e se applicato indiscriminatamente produrrà gravissimi danni.
1. Non tiene conto della condizione "antropologica" irrisolta o parzialmente risolta di masse di popoli...
Dal punto di vista dottrinale... la condizione umana è conseguenza del Peccato ed il rimedio non è semplicemente ideologico e politico. La dottrina etico-sociale legittimamente in linea con le fonti scritturali è chiamata a riflettere l'annuncio evangelico della Grazia in Cristo.
2. Produrrà una riedizione sincretistica del Comunismo col Vaticano quale garante e le minoranze dissidenti quali vittime - e vittime non solo di espropri e confische... bensì anche di feroci e globali persecuzioni.
3. Determinerà l'instaurazione di un Cesarismo Imperiale sottoposto al potere temporale del Papa, il quale finirebbe per dover cedere il potere spirituale a Cesare per la semplice ragione che Cesare non potrebbe essere veramente tale senza recuperare la sua antica autorità pontificia.
Sarebbe invece auspicabile che i Gesuiti ed il resto dell'Intelligentia cattolica ponderasse le fonti bibliche e storiche per rendersi conto che l'unica soluzione è una vera riforma scritturale e che l'unica "socialdemocrazia" globale possibile non può che essere prudentemente calibrata e responsabile nei termini richiesti dalla sicurezza internazionale e dalle regole della reciprocità implicite nell'attuale diritto internazionale ed in sintonia con le costituzioni occidentali.
Il contesto è apocalittico e dunque è arrivato il tempo per il Vaticano di prendere delle decisioni forti che nel bene o nel male potrebbero essere vitali o fatali per la stessa Chiesa Cattolica e per il mondo intero.
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