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Discussione: In Libia.

  1. #201
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Dovresti iniziare fin da adesso a puntare su qualcuno per il dopo-Gheddafi.
    Il che non è certamente facile, dato che trattasi di rivolta "acefala" (almeno apparentemente). Ma volendo lo puoi anche creare tu.
    Con Frattini e La Russa?

    Per cortesia, siamo seri.

    L'unica , e non sto scherzando, sarebbe riprendersi in mano i testi della Guerra in Libia del 1911 e della pacificazione post-I G.M. dove si utilizzò parecchio il concetto di mettere una tribù contro l'altra in un'ottica divide et impera.

    E' il motivo per cui il nazionalismo libico è in primis fondato sul mito unificante dell'antiItalianismo.

    Non è reducismo, ma lo studio di una realtà.
    O pensate davvero che l'apertura di studi, cattedre e borse di studio dedicati all'arabistica, all'antropologia ed al nordafrica nelle università Italiane fosse solo una chicca di culturalismo spinto?
    Uno dei mille problemi del ministero degli esteri nostrano è spesso e volentieri una crassa ignoranza della conoscenza a fondo degli equilibri di fondo etnici, sociali, culturali e politici (che in Libia si riassumono in una sola parola : tribali)
    Dov'è possibile il ministero degli esteri mendica al Vaticano dritte di ogni tipo.
    Per intuibili ragioni, in Libia ciò non è possibile.
    E si vede.
    Preferisco di no.

  2. #202
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Con Frattini e La Russa?

    Per cortesia, siamo seri.

    L'unica , e non sto scherzando, sarebbe riprendersi in mano i testi della Guerra in Libia del 1911 e della pacificazione post-I G.M. dove si utilizzò parecchio il concetto di mettere una tribù contro l'altra in un'ottica divide et impera.

    E' il motivo per cui il nazionalismo libico è in primis fondato sul mito unificante dell'antiItalianismo.

    Non è reducismo, ma lo studio di una realtà.
    O pensate davvero che l'apertura di studi, cattedre e borse di studio dedicati all'arabistica, all'antropologia ed al nordafrica nelle università Italiane fosse solo una chicca di culturalismo spinto?
    Uno dei mille problemi del ministero degli esteri nostrano è spesso e volentieri una crassa ignoranza della conoscenza a fondo degli equilibri di fondo etnici, sociali, culturali e politici (che in Libia si riassumono in una sola parola : tribali)
    Dov'è possibile il ministero degli esteri mendica al Vaticano dritte di ogni tipo.
    Per intuibili ragioni, in Libia ciò non è possibile.
    E si vede.
    Come risposto prima. Il nano sifilitico invece di puntare ad una classe dirigente formata ha puntato su mignotte ed idioti, che anche con costosi staff di esperti al loro fianco, non ci arriverebbero mai a certe valutazioni.
    Altro che pippe geopolitiche, qui cè il vuoto più totale.

  3. #203
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Ecco cosa scrivevano il 2 febbraio gli opinion-makers vicini a Berlusconi sul giornale di famiglia.
    Rendiamoci conto della lungimiranza politica di questa gente.





    Altro che alleato inaffidabile: per fortuna che c’è rimasto Gheddafi
    di Paolo Liguori

    Il leader libico, al di là delle sue stravaganze, conosce benissimo i rischi nascosti dietro le rivolte. Per questo ha scelto l'Occidente. Considerata l'influenza di questa crisi sui mercati di petrolio e gas è una bella fortuna l'amicizia che lega il colonnello a Berlusconi


    Forse mi sono distratto, ma non ho sentito una sola autocritica, in questi giorni di caos nordafricano, sul colonnello Gheddafi. Intendo un ragionamento, una riflessione da parte di quanti - politici e giornali - hanno sputato veleno contro il leader libico, per via dei suoi rapporti amichevoli con il Presidente Berlusconi.
    Soltanto per questa colpa, apparentemente, Gheddafi è diventato l’uomo nero, secondo la vulgata della nostra opposizione, durante la sua storica visita di riappacificazione. Incredibile, tanto più che, per anni, era stato una delle icone della resistenza antiamericana e anti israeliana, a detta degli stessi partiti e degli stessi soggetti. Miracoli italiani, nel paese dove ho visto matti che preferirebbero il diluvio, se solo gli dicessero che Silvio Berlusconi ha voglia di prendere un’ora di sole. Maniaci, autolesionisti, ma torniamo a Gheddafi, come direbbe il compagno D’Alema (che invece il colonnello lo apprezza), «alla luce dei fatti di Egitto e Tunisia». A occhio, è rimasto l’unico nostro alleato certo ed affidabile sulle coste nordafricane, a poche ore di barca e a tiro di missile dalle nostre spiagge. E, se si considera anche soltanto l’influenza di queste crisi sui mercati del petrolio e del gas, è una bella fortuna che il nostro Presidente del Consiglio abbia un forte rapporto personale, oltre che politico, con il leader libico.
    Per fortuna, che c’è Gheddafi. Altro che leader autoritario, poco rispettoso delle donne. Sono barzellette buone per una sinistra italiana rincitrullita ed incanaglita. I leader autoritari li abbiamo visti più da vicino in Tunisia ed Egitto ed oggi, dietro la sbornia degli inni alla santa rivolta popolare, in Occidente pregano di non doverli addirittura rimpiangere. La grande paura è, che in altre parti del mondo islamico, si segua l’esempio di Teheran. Anche in Iran, nel 1979, la rivolta fu eroica e popolare. La lotta di Liberazione contro i soprusi dello Scià divenne la bandiera della nostra sinistra e perfino gli Usa, guidati dal democratico imbelle Carter, favorirono la naturale fuga del loro alleato più importante. Poi, vennero Khomeini e gli ayatollah e sappiamo come è finita con i loro successori: siamo appesi ad un filo dal riarmo atomico, col terrorismo rilanciato e finanziato in mezzo mondo. Può succedere anche in Tunisia e in Egitto? Gli esperti si dividono. In Tunisia, dicono, è tornato dall’esilio il principale leader integralista islamico ed il potere ufficiale, dopo Ben Alì, è debole e diviso. In Egitto, invece, è molto forte l’esercito e l’apparato militare, che potrebbe opporsi alla leadership politica dei Fratelli Musulmani che, per chi non lo sapesse, sono tra gli antenati dell’integralismo di Bin Laden e Al Qaeda. Insomma, il peggio può succedere ed Israele già avverte il mondo distratto, come in altre precedenti terribili occasioni.
    Gheddafi lo sa per primo e meglio di tutti: per questo motivo da qualche anno ha deciso la svolta che lo ha riportato verso l’Occidente, fino a chiedere ed ottenere dall’amico Berlusconi di sedere a tavola in una cena ufficiale al fianco del Presidente Obama. E, per chi non l’avesse notato, la famosa rievocazione del martire libico trucidato dall’esercito fascista, era l’icona di un nazionalismo assolutamente diverso da quello integralista. Sfumature incomprensibile per chi, in Italia, gioca al «Tutti contro Berlusconi», anche a scapito degli interessi nazionali. Si insulta il colonnello, salvo aggrapparsi ai carri dei generali egiziani, si cita la Tunisia per paragonare in modo grottesco Ben Ali al Presidente del Consiglio. La sinistra italiana è vacua da almeno vent’anni: ha scelto la commedia, per far dimenticare le responsabilità nelle tragedia. Penosi, invece, Fini ed i terzo polisti, neppure l’allarme di Israele (di cui si sono dichiarati ammiratori) li distrae dalla nuova fissazione: attaccare Berlusconi. Costi quel che costi, anche l’unica amicizia che abbiamo in Nordafrica.

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    Ultima modifica di Canaglia; 21-02-11 alle 12:43
    Passata la buriana facciamo i conti

  4. #204
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    Predefinito Rif: In Libia.

    già è impagabile definire Ben Alì e Mubarak veramente autoritari, altro che quel nazionalista laico di Gheddafi

  5. #205
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    destino cinico e baro, avrebbe detto Saragat :giagia:
    ... tz tz.. mancò la Fortuna, non il valore....
    difatti il valore del future stà uppando
    108 gggiorni da ppecoraa
    _____ _____

  6. #206
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    già è impagabile definire Ben Alì e Mubarak veramente autoritari, altro che quel nazionalista laico di Gheddafi
    Stiamo parlando di giornali di famigghia dove:

    1)Fanno gossip con soldi pubblici al pari di quelle merde di Repubblica

    2)L'articolo è scritto da Paolo Liguori (ed ho detto tutto).

    3)Non sanno neanche farsi da soli un comunicato delle Br

    Esistono persone coraggiose che comprano le copie cartacee?

  7. #207
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Chicca del giorno:

    - La Farnesina sconsiglia qualunque viaggio in Libia, ma per il momento non pensa di procedere al rimpatrio degli italiani presenti nel Paese, alle prese con rivolte diffuse e una repressione violenta.

    "Consigliamo di evitare i viaggi di qualunque natura in tutta la Libia", ha detto stamani al telefono un funzionario del Ministero degli Esteri.

    "Siamo in contatto con tutti gli italiani presenti nel Paese", ha detto il funzionario. La Farnesina però al momento non quantifica la presenza di connazionali in Libia.

    "Al momento non è prevista l'evacuazione degli italiani", ha aggiunto il funzionario.

    Nel Paese, oltre all'ambasciata a Tripoli, l'Italia ha una postazione consolare a Bengasi.

    ----------


    Ultima Reuters: Libia, attaccato cantiere sudcoreano,18 stranieri feriti
    Ultima modifica di Sonne; 21-02-11 alle 13:09
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  8. #208
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    Predefinito Rif: In Libia.

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  9. #209
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Il mercenario macellato indossava una maglietta ENI.
    Ovviamente difficile dire se si tratti effettivamente di un mercenario africano, di che nazionalità sia, se non si tratti magari di un semplice poliziotto, quali siano precisamente i luoghi del linciaggio.
    Ultima modifica di amerigodumini; 21-02-11 alle 13:21

  10. #210
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    Predefinito Rif: In Libia.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Il mercenario macellato indossava una maglietta ENI.
    Ovviamente difficile dire se si tratti effettivamente di un mercenario africano, di che nazionalità sia, se non si tratti magari di un semplice poliziotto, quali siano precisamente i luoghi del linciaggio.
    Via Twitter si dice fosse il nipote di Caeacescu :sofico:
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