Con Frattini e La Russa?
Per cortesia, siamo seri.
L'unica , e non sto scherzando, sarebbe riprendersi in mano i testi della Guerra in Libia del 1911 e della pacificazione post-I G.M. dove si utilizzò parecchio il concetto di mettere una tribù contro l'altra in un'ottica divide et impera.
E' il motivo per cui il nazionalismo libico è in primis fondato sul mito unificante dell'antiItalianismo.
Non è reducismo, ma lo studio di una realtà.
O pensate davvero che l'apertura di studi, cattedre e borse di studio dedicati all'arabistica, all'antropologia ed al nordafrica nelle università Italiane fosse solo una chicca di culturalismo spinto?
Uno dei mille problemi del ministero degli esteri nostrano è spesso e volentieri una crassa ignoranza della conoscenza a fondo degli equilibri di fondo etnici, sociali, culturali e politici (che in Libia si riassumono in una sola parola : tribali)
Dov'è possibile il ministero degli esteri mendica al Vaticano dritte di ogni tipo.
Per intuibili ragioni, in Libia ciò non è possibile.
E si vede.





