Al telefono:*
-Dove la devo spedire?*
-Strada Statale 195, Località Sailletta*
- ...e mi scusi, come si scrive Sailletta??*
- ora glielo detto, pronto a scrivere? *
- si, mi dica...*


Al telefono:*
-Dove la devo spedire?*
-Strada Statale 195, Località Sailletta*
- ...e mi scusi, come si scrive Sailletta??*
- ora glielo detto, pronto a scrivere? *
- si, mi dica...*
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Quando il maschile e il femminile di una parola fa la differenza!!!
Un massaggiatore: un Kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica: una mignotta
Un segretario particolare: un portaborse
Una segretaria particolare: una mignotta
Un uomo facile: un uomo con il quale è facile andare d'accordo
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo socievole e affabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta
Un adescatore: un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un'adescatrice: una mignotta
Un uomo molto disponibile: un uomo gentile e premuroso
Una donna molto disponibile: una mignotta
Un cubista: un pittore che si ispira al cubismo.
Una cubista: una mignotta
Un uomo d'alto bordo: un uomo che possiede uno scafo d'altura
Una donna d'alto bordo: una mignotta
Un tenutario: un proprietario terriero con una tenuta in campagna
Una tenutaria: una mignotta (che ha fatto carriera)
Uno steward: un cameriere sull'aereo
Una hostess: una mignotta
Un uomo con un passato: un uomo che ha avuto una vita che vale la pena di raccontare
Una donna con un passato: una mignotta
Un maiale: animale da fattoria
Una maiala: una mignotta
Uno squillo: il suono del telefono
Una squillo: una mignotta
Un uomo da poco: un miserabile da compatire
Una donna da poco: una mignotta
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


io ho fatto il test e nn ho detto martello rosso
ho detto martello blu :P


QUATTRO LEZIONI PER CHI LAVORA IN TEAM
Lezione n °1
Un uomo va sotto la doccia subito dopo la moglie e nello stesso
istante suonano al campanello di casa.
La donna avvolge un asciugamano attorno al corpo, scende le scale e
correndo va ad aprire la porta:
è Giovanni, il vicino.
Prima che lei possa dire qualcosa lui le dice: ti do 800 Euro adesso
in contanti se fai cadere l'asciugamano!
Riflette e in un attimo l'asciugamano cade per terra...
Lui la guarda a fondo e le da la somma pattuita. Lei, un po'
sconvolta, ma felice per la piccola fortuna guadagnata in un attimo risale in bagno.
Il marito, ancora sotto la doccia le chiede chi fosse alla porta. Lei
risponde: era Giovanni.
Il marito: perfetto, ti ha restituito gli 800 euro che gli avevo prestato?
Morale n°1:Se lavorate in team, condividete sempre le informazioni!
Lezione n° 2
Al volante della sua macchina, un attempato sacerdote sta
Riaccompagnando una giovane monaca al convento.
Il sacerdote non riesce a togliere lo sguardo dalle sue gambe accavallate.
All'improvviso poggia la mano sulla coscia sinistra della monaca.
Lei lo guarda e gli dice: Padre, si ricorda il salmo 129?
Il prete ritira subito la mano e si perde in mille scuse.
Poco dopo, approfittando di un cambio di marcia, lascia che la sua
mano sfiori la coscia della religiosa che imperterrita ripete:
Padre, si ricorda il salmo 129?
Mortificato, ritira la mano, balbettando una scusa .Arrivati al
convento, la monaca scende senza dire una parola. Il prete, preso dal
rimorso dell'insano gesto si precipita sulla Bibbia alla ricerca del salmo 129.
Salmo 129: andate avanti, sempre più in alto, troverete la gloria...'
Morale n° 2: Al lavoro, siate sempre ben informati!
Lezione n° 3
Un rappresentante, un impiegato e un direttore del personale escono
dall'ufficio a mezzogiorno e vanno verso un ristorantino quando sopra
una panca trovano una vecchia lampada ad olio. La strofinano e appare
il genio della lampada. 'Generalmente esaudisco tre desideri, ma
poiché siete tre, ne avrete uno ciascuno'.
L'impiegato spinge gli altri e grida: ' tocca a me, a me.... Voglio
stare su una spiaggia incontaminata delle Bahamas, sempre in vacanza,
senza nessun pensiero che potrebbe disturbare la mia quiete. Detto
questo svanisce.
Il rappresentante grida: ' a me, a me, tocca a me!!!!
Voglio gustarmi una pinacolada su una spiaggia di Tahiti con la donna
dei miei sogni!'
E svanisce. Tocca a te, dice il genio, guardando il Direttore del
personale.
Voglio che dopo pranzo quei due tornino al lavoro!'
Morale n°3: Lasciate sempre che sia il capo a parlare per primo!
Lezione n° 4
In classe la maestra si rivolge a Gianni e gli chiede: 'Ci sono cinque
uccelli appollaiati su un ramo. Se spari a uno degli uccelli, quanti
ne rimangono?' Gianni risponde: 'Nessuno, perché con il rumore dello
sparo voleranno via tutti'. La maestra: 'Beh, la risposta giusta era
quattro, ma mi piace come ragioni'. Allora Gianni dice 'Posso farle io
una domanda adesso? La maestra 'Va bene. Ci sono tre donne sedute su
una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai
lati, la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza dà
piccoli morsi in cima al gelato.
Quale delle tre è sposata?'
L'insegnante arrossisce e risponde: 'Suppongo la seconda...
quella che ingoia il gelato fino al cono'
Gianni: 'Beh, la risposta
corretta era quella che porta la fede, ma... mi piace come ragiona'!!!
Morale n°4: Lasciate che prevalga sempre la ragione.
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


APPENA GIUNTO IN UFFICIO...
..squilla il telefono.
Il Carabiniere
alza la cornetta e dice: ' Chi osa rompere i coglioni già a quest'ora?'
A quel punto si sente strillare dalla cornetta: 'Lei non ha la minima
idea chi sono io!! Sono il GENERALE !!!!'
A quel punto il Carabiniere
risponde: '..e lei sa chi sono IO?'
Il generale sbalordito risponde:
'No.'
A quel punto il Carabiniere dice: 'Che culo!' e riaggancia la cornetta.
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Non c'è niente da fare... Silvio è più furbo di Romano !
Cena di compleanno del presidente della Repubblica Napolitano. Presenti tutte le personalità di spicco del mondo della politica e del jet set. I commensali si siedono al tavolo tutti esterrefatti dal lusso e dalla ricchezza della tavola imbandita. La moglie di Prodi dice a suo marito:
- Romano. guarda, guarda che lusso a tavola, e guarda le stoviglie, guarda le posate! I coltelli, guarda i coltelli: sono in oro zecchino, con brillanti e smeraldi incastonati! Mi dispiace Romano, non ci sono storie, ne voglio uno in ricordo da portare a casa!
- Ma per favore cara.
- Non voglio sentire stronzate! Prendimi subito un coltello!!!
- Va bene cara, ma non ti arrabbiare, ok?!?
Al che, Prodi, molto cautamente, prende il coltello e lo fa sparire nel taschino della giacca.
Proprio di fronte alla coppia Prodi, siedono Veronica Lario e Silvio Berlusconi che hanno visto tutta la scena. Veronica, invidiosa, dice a suo marito:
- Dai Silvio, prendine uno anche a me!
- Cribbio Veronica, come posso fare una cosa del genere?
- Non si discute: se quella vacca della Prodi ce l'ha, allora lo voglio avere anch'io!
- Se insisti tanto.
Cosicché, con la stessa cautela di Prodi, il Cavaliere si prepara all'insano gesto. allunga la mano che però, data l'emozione, lo tradisce e per sfiga il coltello batte varie volte su un bicchiere. TLIN, TLIN, TLIN, TLIN, TLIN. Nell'immensa sala tutti tacciono. Con il suo solito sorrisino, senza saper bene cosa fare, il Berlusca si alza in piedi e dice:
- Brindiamo tutti al Nostro Presidente, garante delle istituzioni, al Presidente degli Italiani! Cento di questi giorni! Auguri PRESIDENTE!!
Tutti brindano e Berlusconi tira un gran sospiro.
- Silvio, sei proprio un pirla. Comunque sappi che io da qui non me ne vado senza quel coltello, per cui datti da fare!
- Dai Veronica, ho già combinato un mezzo pasticcio, lasciamo stare, ok?!?
- Lasciamo stare un par de palle caro il mio Cavaliere: la Prodi ce l'ha?!? Bene, LO VOGLIO ANCH'IO!
- Ma quanto sei cocciuta. però in effetti il coltello è proprio bello.
Quindi Silvio si prepara per effettuare il furto, ma la scena si ripete: la tensione del momento lo frega ancora, e la sua mano fa sbattere ripetutamente il coltello sui bicchieri. Silenzio tombale nel salone dei ricevimenti Silvio non può che alzarsi in piedi ed esclamare:
- Un brindisi anche per la Signora Clio, per la sua ospitalità e la sua gentilezza!
Tutti brindano ed il Cavaliere tira il secondo sospiro di sollievo.
- Sei proprio un uomo inutile! Non sei nemmeno capace di fregare uno stupido coltello per me!
- Cara, è che.
- Cara un cazzo! Voglio quel coltello e lo voglio adesso!!!
- Ma non posso, hai visto che l'emozione mi gioca brutti scherzi, non sono abituato a certi piccoli furti.
- Non puoi?!? Puoi eccome. e ti conviene farlo subito, altrimenti mi alzo e ti sputtano qui, davanti a tutti!
- Dai Tesoro, non fare così.
- "Tesoro" ci chiami Emilio Fede! Prendi quel coltello per me ORA altrimenti fra 5 minuti sei un uomo finito!
Così Silvio, vista la furia della moglie, per l'ennesima volta fa scattare l'operazione coltello. TLIN, TLIN, TLIN, TLIN, TLIN. Silenzio totale. Sudori freddi pervadono il Cavaliere. Si alza in piedi, e vedendo la faccia infuriata della moglie dice:
- Permettetemi di fare un gioco di prestigio. Vedete questo coltello che ho in mano?!? Lo farò sparire. lo infilo nella tasca della mia giacca e .... sim-sala-bim..... Romano, controlla la tua tasca per favore!!!
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


UNA DONNA MI HA PREGATO DI MANDARVI QUESTO MESSAGGIO
Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni, è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
"La posizione" e una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" e terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. E la posizione ufficiale di "me la sto facendo addosso".
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina piccola che non puo piu trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'e la chiave (non c'e mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'e (non c'e mai), ispezioni la zona, il pavimento e pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla li, per cui te la appendi al collo ed e pesantissima, piena com'e di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perche non si sa mai.
Tornando alla porta... Dato che non c'e la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perche sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza ne di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti
risuona in testa "non sederti mai su un gabinetto pubblico!", cosi rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione.
Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'e...! (mai).
Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcunola spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!", continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno osera aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono
tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo cosi minuscolo non sara tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perche l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per
uscire di li, sudando perche hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perche in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse cosi; perche il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perche davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui".
Ma la debacle non e finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti piu le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire piu da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. E tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finche riesci finalmente a lavarti le mani in
una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani e cosi scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perche non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternita la dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me e capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!
Esci e vedi il tuo ragazzo che e gia uscito dal bagno da un pezzo e gli e rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. "Perche ci hai messo tanto?" ti chiede irritato.
"C'era molta coda" ti limiti a rispondere.
E questo e il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarieta, perche una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; cosi e molto piu semplice e veloce perche tu devi concentrarti solo nel mantenere "la posizione". E la dignita.
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi




Oggi mi sono svegliato presto, mi sono infilato i pantaloni, vestito
lentamente, preparato caffè, preso le mie mazze da golf e sono andato piano verso il garage, ho messo le mazze nell'auto e ho tirato fuori la macchina dal garage sotto una pioggia torrenziale. La strada era totalmente inondata e il vento gelido soffiava a100 km orari. Sono rientrato con l'auto in garage, acceso la radio e sentito che le previsioni dicevano che quel tempaccio sarebbe durato tutto il giorno. Che delusione! Sono rientrato in casa, mi sono rispogliato e silenziosamente sono scivolato a letto. Piano mi sono avvicinando a mia moglie stringendola e, mettendole una mano sulla natica, le ho sussurrato all'orecchio: "il tempo fuori è orribile" Lei mezza addormentata mi ha risposto: Sì lo so, e tu pensa a quel cretino di mio marito che è andato a giocare a golf!
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi