Egregio direttore,Bondi, il caso umano
constato che dalla sinistra alla destra, la soddisfazione per le mie dimissioni è unanime. Stiano sereni, presto li accontenterò. In questo ruolo posso avere fatto degli errori, ma ho realizzato delle riforme. Purtroppo non sono stato sostenuto con la necessaria consapevolezza dalla maggioranza di governo e dai colleghi.
Questo mancato sostegno è avvenuto oltretutto nel momento in cui mi sono trovato più in difficoltà, a seguito del crollo di un muro in cemento a Pompei, pur non avendo io mai scaricato su altri la responsabilità della mancanza di fondi, che pure è stata l’accusa più frequente rivoltami dalla sinistra. Le vicende del decreto Milleproroghe hanno ulteriormente evidenziato la mia incapacità d mantenere fede agli impegni che avevo preso.
Questa decisione, nasce da una scelta di vita personale. Voglio avere più tempo per dedicarmi alla mia famiglia. Sarò più utile se libero di impegnarmi in quella che sento essere la mia più autentica vocazione, il lavoro intellettuale.
Bondi l'artista, come Nerone![]()





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