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ULTIMA LEGIONE
La definizione di signoraggio la si trova ovunque si tratti l'argomento, anche in altri 3D di questo stesso forum.
Ora vorrei a modo mio, privilegiando il contributo della riflessione logica che accomuna tutti gli uomini di buona volontà, affrontare il primo scoglio di questo percorso, l'incredulità di fronte ad una situazione "estrema", nel senso che c'è un contrasto stridente tra la gravità di un reato doloso e la rispettabilità per lo più indiscussa delle istituzioni e dei personaggi pubblici che lo commettono da anni, nella fattispecie la Banca d'Italia e il suo governatore Draghi, oltre ai suoi omologhi di qua e di là dell'atlantico. Effettivamente chi siamo noi "signoraggisti", illustri sconosciuti, di fronte al gotha della finanza mondiale? Non siamo nessuno, questo è chiaro, ma la nostra forza è la forza della ragione, che richiede pazienza e, come dicevo, buona volontà nel voler conoscere una verità che ci riguarda molto da vicino.
Riassumo in breve l'argomento.
Limitandoci agli ultimi anni, ad esempio dall'introduzione dell'euro che tutti ricorderanno, sappiamo che il volume complessivo di denaro contante, in particolare le banconote, aumenta in continuazione per assecondare le crescenti esigenze dell'economia (in quanto strumento di scambi commerciali). Parlo dell'Italia perchè qui viviamo e per delimitare il fenomeno.
Questo cosiddetto circolante è interamente gestito dalla nostra banca centrale, nota come Banca d'Italia, d'ora in poi chiamata emittente, che emette frequentemente nuovi lotti di banconote fresche di stampa, sia per sostituire quelle vecchie e logore, ritirate dal mercato e distrutte, sia per aumentarne il volume complessivo in circolazione, detto tecnicamente massa monetaria M0. Trascuriamo le monete metalliche perchè emesse direttamente dallo Stato, ma comunque minoritarie come valore complessivo, così da semplificare il discorso. La quota che ci interessa è rappresentata dalle banconote emesse in un anno in aggiunta al circolante preesistente, che rappresenta una percentuale fissa in tutta l'area euro pari alla quota di proprietà della BCE da parte della Banca d'Italia, che è del 12,5% (non male! Ogni 8 euro nuovi stampati nell'eurozona 1 è italiano! Nell'ultimo decennio la media annua di banconote emesse da Banca d'Italia, secondo i bilanci pubblicati, è dell'ordine dei 4 miliardi di euro, l'equivalente di una "manovra finanziaria" pesantuccia.)
Ma come fa un emittente di valuta in forma di banconote ad emetterle? Prima ovviamente le produce nella quantità stabilita, al costo industriale di pochi centesimi di euro per banconota indipendentemente dal taglio di 5, 10, 20, 50, 100, 500 €, ma poi l'emissione vera e propria consiste nel "varo" della banconota immettendola nel mercato, dove circolerà indefinivamente passando di mano in mano. L'atto dell'emissione consiste nel cedere (vedremo che è un cedere in forma di prestito) l'oggetto fisico banconota in cambio di altro bene di valore equivalente al valore nominale stampato a chiare lettere sulla banconota stessa. In parole povere emettere significa spendere per la prima volta quella banconota. Questo è un punto fisso inequivocabile, che vale per qualunque emittente di denaro dell'universo, non esistono altre forme alternative, se non la donazione a titolo gratuito che non è però praticata in alcun paese della Terra. Ma cosa ci compra il nostro emittente con le nuove banconote? Titoli di Stato emessi dal Tesoro, tipo BOT, CCT, ecc. (titoli del debito pubblico). E cosa se ne fa di questi titoli? Semplice, essendo una banca privata, posseduta da altre banche private, li "colloca" sul mercato, cioè li vende al pubblico attraverso il circuito delle banche commerciali, in cambio di contanti. E' ampiamente dimostrato che il valore complessivo dei titoli di stato conservati dalla stessa Banca d'Italia è assai limitato e relativamente costante, a controprova che il flusso di nuovi titoli in entrata anno dopo anno viene interamente venduto.
Ora nessuno dubita della correttezza formale dei bilanci della nostra banca centrale, regolarmente pubblicati e reperibili via internet. Però questi 4 miliardi di utile non figurano, altrimenti andrebbero quasi interamente restituiti allo Stato, secondo Statuto interno, concordato tra le parti. Come mai? Per uno strano modo d'interpretare la voce di bilancio "banconote emesse", postata nel passivo del conto patrimoniale anzichè nell'attivo del conto economico, come farebbe qualunque altro produttore di beni. La logica contabile, se così la possiamo chiamare, si rifà ai tempi antichi, quando la banconota, o biglietto di banca, era una semplice ricevuta dell'oro ricevuto (per essere custodito) dai clienti della banca stessa. Allora sì che la baconota rappresentava un debito dell'emittente, esigibile dal portatore in forma di oro in quantità equivalente al valore nominale della banconota restituita. Già, perchè la banconota poteva essere posseduta da chiunque, ma la sua proprietà era sempre e comunque della banca emittente. E questo è rimasto. Le banconote che abbiamo in tasca non sono nostre, sono della banca centrale, noi le possediamo solamente, ne siamo i portatori, ma per legge moderna non possiamo più esigere dalla banca emittente il debito che la banconota moderna s'intestardisce a voler rappresentare. Non sarebbe comodo anche per noi emettere debiti inesigibili? Mi compro casa col mutuo e poi non lo pagherò mai. Molti ora fanno proprio così perchè non riescono più a pagare le rate del mutuo, ma vediamo bene, proprio in questi giorni, quale terremoto finanziario stia provocando questo fenomeno, sia pur limitato ad una piccola parte dei debitori del prestito detto mutuo bancario.
Dubbi? Sì, di due tipi: 1) non capisco questo o quello, 2) non credo a questa o quella informazione che fa parte di questo relativamente semplice discorso. Siamo qui (non solo io) per parlarne e addivenire insieme a conclusioni certe, oltre ogni ragionevole dubbio, senza pregiudizi di sorta.
Se tutto è invece chiaro e assodato, la nostra ovvia conclusione è che i soldi rastrellati da Banca d'Italia attraverso i suoi soci vendendo i titoli di Stato ottenuti in cambio delle banconote stampate esistono eccome, nell'ordine dei 4 miliardi all'anno, e non si sa che fine fanno dal momento che non compaiono come utile di bilancio, ma come falsa voce di pareggio di un bilancio palesemente truccato, sia pure in forma accettata dalla legge di stato. Detto papale papale sono fondi neri, il che non si addice per niente alla rispettabilità dell'emittente monopolista delle banconote a corso legale, anche se privatizzato. Lo so è grossa, molto grossa, si chiama signoraggio primario, ed è solo la prima puntata!
Alberto Conti
Quanto ho riportato sopra, non è farina del mio sacco, magari fossi così bravo ad argomentare e scrivere, ma l'ho tratta dal Meet Up del Bene Comune di Ferrara.
Io trovo che quanto scritto corrisponda alla realtà dei fatti, adoperando il cervello e cercando di ragionare. Sbaglio? Forse si o forse no. Una cosa però dico: io non do mai niente per scontato, non credo a scatola chiusa a niente, tantomeno alla verità "ufficiale", e, come Lenin, sempre mi chiedo: chi governa i governanti? A chi giova?