Io credo che sia un po’ perverso…chi è ossessionato dal sesso di Formigoni…
Formigoni appartiene ai “Memores Domini”: in pratica è un monaco che vive nel mondo. Ma sono sicuro che lei, nella sua ossessione anticattolica, considera perversi tutti i monaci…
Dagospia
Paolo Berizzi
Chi lo conosce bene racconta che se c'è un posto dove Formigoni
riesce a staccare la spina, a svuotare i pensieri, a far decantare
gli infiniti tormenti della politica, questo è la «Casa».
La chiamano proprio così: «La Casa».
L'articolo prima del sostantivo.
Perché la «Casa» non è una casa qualunque.
È un posto dove un gruppo di persone di provatissima fede
e altrettanto solidi principi sceglie di vivere in comunità.
Si prega tutti insieme, si condivide fraternamente una vita improntata
al rigore dei consigli evangelici: povertà, obbedienza, castità perfetta.
Lo impone lo statuto dei memores domini, chiamati anche Gruppo
Adulto, i religiosi laici di Comunione e Liberazione che, recita
lo statuto stesso, «seguono una vocazione di dedizione totale a Dio
vivendo nel mondo».
La «Casa» è una palazzina in zona Niguarda. Né bella né brutta.
Né appariscente né nascosta. Chi vi abita, attualmente una decina
di persone - ma il numero può variare, le comunità dei memores,
140 in tutta Italia, concentrate soprattutto al Nord, molte a Milano,
sono composte da 3 a 12 membri - non ne parla volentieri.
Non è che ci siano particolari segreti. È che la riservatezza,
al pari del silenzio che regna in questa casa-monastero, è abitudine.
Formigoni vive qui. Assieme ad altri uomini single di diversa
estrazione e professione. C'è il politico e c'è il bidello,
l'architetto e l'impiegato...
Da ormai diversi anni il presidente della Regione, come alcuni
suoi stretti collaboratori, ha scelto di "comprimere" la propria
vita all´interno di questa organizzazione: è lui il memor domini
più famoso; è lui che dà lustro a quella che la Santa Sede ha
riconosciuto giuridicamente (nel 1998) come «associazione
ecclesiale privata universale».
Fino a due anni fa l'alloggio di Formigoni era in via Colleoni,
a due passi dalla Fiera; poi ha traslocato qui, nella nuova «Casa»
dalle parti di via Murat.
L'appartamento è arredato in modo sobrio, senza fronzoli: ognuno
ha delle stanze per sé. Poi ci sono spazi comuni, dedicati soprattutto
alla preghiera (attività che occupa almeno due ore al giorno).
Il memor Formigoni trascorre in casa pochissimo tempo.
Esce presto al mattino, e rientra la sera a orari estremamente
variabili, a seconda degli impegni.
A raccontare il Formigoni di queste ore è un memor
che chiede l'anonimato.
Una persona per cui il presidente della Regione è prima
di tutto e semplicemente un Adulto, «un religioso laico che ha maturato
una vocazione all'interno di un´intensa e lunga consuetudine ciellina.
Uno come noi, insomma». Uno che «è sempre riuscito a lasciare
la politica fuori dalla casa-comunità. Un po' per scelta e forse
un po' anche per necessità. Proprio per un suo equilibrio esistenziale.
Perché qui dentro facciamo tutti così. Anche chi di mestiere
fa l´impiegato alle poste. In questa sua dimensione privata
- racconta il nostro interlocutore - quando è con la sua «grande
famiglia» Bobo, come lo chiamano gli intimi, cerca di sbollire
nella preghiera e nella fratellanza tutte le tensioni che gli derivano
dal suo ruolo...».
«Di solito quando rientra è difficile che stia aggrappato al cellulare.
In queste ore invece non se ne stacca un attimo. Si capisce che ci sono
delle cose da risolvere. E se posso dire la mia, in questi casi anche
la preghiera aiuta». Dice l'assessore allo sport Aldo Brandirali:
«I memores hanno una radice benedettina. Ora et labora».
Formigoni al Santo Sepolcro di Gerusalemme
