





Tutto è ciclo, fasi, cambiamento. Senza che nemmeno ce ne accorgiamo la gente cambia, s’immiserisce, involve, volge lo sguardo al materiale, privilegia tutto ciò che può soddisfare in modo animale la sua struttura più grossolana, perde di vista quanto è più sottile e inerente la vita del pensiero e delle emozioni più nobili. Non ne conosciamo la ragione: di fatto questa decadenza si verifica e nella fattispecie si lega alla nostra socità postindustriale opulenta, satolla, ipertrofica. Il paradosso è che proprio oggi che, placati i bisogni primari con l’avvento della tecnologia, avremmo modo di dedicarci a qualcosa di meno cogente in senso materiale, proprio oggi invece, dicevo, l’uomo sembra non sapere più distogliere lo sguardo dall’effimero e dalla vacuità del superficiale. E’ la sua struttura interiore che è decaduta in qualità e in causa di questo tutto il resto intorno a lui diviene mediocre e misero: l’ambiente e la società sono lo specchio dell’uomo e ne riflettono ogni pochezza.
Perciò dobbiamo tenere presente che i fenomeni che tu descrivi non rappresentano la CAUSA bensì l'EFFETTO dell'immiserimento umano. La causa prima è interna all'uomo stesso, non alle fenomeniche che sono da lui innescate. Ad uomo decaduto corrisponderanno società, ambiente, vita interiore, gusti, educazione impartita, comportamenti sociali decaduti e non l'inverso.
E' sicuro che lo studio della Commedia abbia qualità intramontabili: La formula Impresa-Inglese- Internet io la detesto nel modo più assoluto: si adatta allo schiavo, non all'uomo libero.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Non è morta la creatività, semplicemente oggi non si persegue più nulla di culturale in quanto un prodotto deve durare 5 minuti e poi essere gettato via, mentre la cultura è memoria.
150 anni fa in Europa la musica "popolare" erano i Lieder di Schubert, le operette e la canzone napoletana classica, la letteratura di massa erano "i Miserabili" di Hugo (tutta roba comunque fruita da un numero assai minore di persone rispetto ad oggi); 50 anni fa sono stati i Beatles e Rex Stout e Liala, ma anche Faulkner o Hemingway.
Oggi i Beatles sono Cultura ai massimi livelli, De Andrè "il più grande poeta italiano", Mogol un grande vate................ mentre quelli che scrivono qualcosa di interessante non li compra nessuno, in quanto le uniche cose che riscuotono successo sono le operazioni commerciali costruite a tavolino
Non ricordo chi anni fa ha detto "per diventare un grande scrittore devi essere di lingua inglese, possibilmente ebreo, di mezza età, altezza 1.77, occhiali"


Un tempo si riteneva che il volgo incolto dovesse essere "educato" al bello e alla cultura per acquisire valore e qualità...oggi invece si assecondano proprio le bassezze e l'incultura di fondo della massa per propinarle in pasto quello che vuole e soddisfare la sua pochezza.
Una rivoluzione chiamata "democratica".![]()
Ultima modifica di primahyadum; 27-03-11 alle 21:22
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens




Per me il confronto va fatto non col Medioevo, ma con alcuni decenni fa
Anche allora c'erano le operazioni commerciali, ma non era tutto stabilito a tavolino (magari con una equipe che scrive il libro al posto tuo o con un generatore automatico di suoni), mentre più ci si avvicina ai giorni nostri più ciò che è di massa è spazzatura PURA
Scusate, ma anche per quanto riguarda anni vicinissimi ed anche a livello infantile, notate o non notate che i Puffi erano "UN PO' PIU' INTELLIGENTI DEI POKEMON"???????????? E qualche bambino oggi si sorbetta ancora le trasposizioni giapponesi dei romanzi europei?
Secondo me è anche una questione di target. La gente è molto incompetente in fatto musicale o artistico in generale, non è esigente, non si interessa veramente, si accontenta di cose banali, non va nel profondo, e di conseguenza non ci sono stimoli per creare cose veramente buone.

