

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Va la, va là piattone. Adesso fai finta anche di non ricordare di non essere stato minimamente in grado di rispondere a una sua considerazione, da me riportata. Dimostrando non solo il tuo infimo livello di conoscenza di questo autore, ma anche la tua miseria culturale. Preparati bene per la maturità, eh, mi raccomando.......... :sofico: :gluglu:


Non tanto. E' politica. Se i miei rappresentanti sono più numerosi dei tuoi, il mio metodo viene utilizzato ed il tuo no. E viceversa. Per secoli la chiesa ha dominato il modo di porre certi argomenti in Italia: forse si avvicina finalmente il giorno in cui il suo parere sarà minoranza. Tutto molto democratico in ogni caso, non trovi?
Resta la convinzione mia e di chi la pensa come me, sulla validità di un metodo rispetto alla tradizione mescolata alla credenza mitologica reinterpretata infinite volte.
Come dicevo poco prima, l'arte dell'insulto è stata molto sviluppata da quelli come te, anche a vantaggio di quelli come me... :sofico:
Affermare in palese contraddizione con astronomia, geologia, fisica, chimica e biologia che la terra ha qualche migliaio d'anni, che l'uomo esiste dal medesimo tempo, etc... è esattamente come dire al calabrone di fermarsi perché non può volare. E' esattamente come voler piegare la realtà ad una teoria esteticamente "bella" (per alcuni, ma non per altri) ma che non trova riscontro col mondo.


Però a me che sono libertario il metodo suona un pò primitivo, mi piacerebbe più una società del genere:
Libreria del Ponte
Vabbè, mi sono concesso una battuta perché anche tu ti sei dato da fare in tal senso, cmq su Star Trek, non scherzavo è molto istruttivo, certe volte mi sembra di essere Q che parla con Picard, naturalmente la metafora ci sopravvaluta parecchio. :sofico:
C'hai presente le teorie di Julian Barbour?
La scienza ci dice veramente cos'è il tempo?
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Ho dato una lettura sommaria: su alcune cose concordo, su altre no. Resta il fatto che il decidere in maniera pseudodemocratica il metodo da usare mi risulti più interessante che il farmi imporre credenze più o meno vetuste sulla base della loro supposta sacralità. Impippandosene, magari, di quelle stesse conoscenze a cui tutti si inchinano quando si tratta di salvarsi la pelle da una malattia o da un incendio o da un terremoto.
Sono, personalmente, un grande estimatore del Mitico Pelatone e allegri compagni. E benché in molti casi Q dica quel che io reputo il vero, in altri si limita ad una retorica un po troppo evidente. Come al solito, non si può prendere tutto assieme e dire "è tutto giusto", ma bisogna fare gli adeguati distinguo.
Onestamente no. Mi riservo di documentarmi ed argomentare in seguito...
Ma ti dirò questo: qualsiasi cosa sia davvero il tempo, la Scienza ci fornisce modi assai precisi per misurarlo e per metterlo in relazione con le altre quantità dell'universo osservabile (con le tolleranze del caso, ovviamente).
Così come non ti serve di conoscere l'intima struttura di un grosso masso rotolante per restarne schiacciato, o per scansarlo, allo stesso modo puoi analizzare gli effetti del tempo su te stesso e sul mondo che ti circonda, traendone vantaggio, senza per questo sapere esattamente cos'è.
Ovviamente gli studi proseguono, e nulla impedisce che quel che oggi sappiamo risulterà ridicolo ai nostri discendenti: ma non è un buon motivo per buttar tutto alle ortiche ed abbandonarsi alle credenze più disparate, non credi?


Non mi pare nemmeno una buona cosa affidare la nostra pseudodemocrazia a quello che in futuro potrà diventare ridicolo, poi allo stato attuale più o meno posso accettare la vostra pretesa di arrabbattarvi con la scienza, basta che si tenga presente che il modello "politico" necessita di miglioramenti e dovremmo remare tutti dalla stessa parte per ottenerli.
A proposito di questo, ti propongo un piccolo test:
http://forum.politicainrete.net/sond...poll-72-a.html
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Tengo a precisare che, a mio modo di vedere, basandomi sulle tendenze passate, il ridicolo di cui parlavo si riferisce alla semplicità delle nostre idee attuali rispetto a quelle di cui godranno i nostri futuri discendenti.Un po lo stesso sentimento che prova l'adulto quando sente il piccolino che ripete le tabelline: non è che siano sbagliate le tabelline, è che al confronto con quello che oggi è l'analisi matematica fanno ridere.
Io non penso che oggi basiamo tutto su delle cazzate, penso al contrario che oggi ci dilettiamo con le tabelline perché siamo degli autodidatti del mondo, e per arrivare alle equazioni differenziali, ai vettori ed alle matrici devi per forza passare dagli elementi più semplici: che tuttavia restano validi, pur nella loro semplicità.
Al testo rispondo con la risposta numero 1, con riserva: la 1 è la scelta per l'immediato, ma l'unica risposta permanente si dovrebbe fondare sulle istituzioni culturali, visto che la discriminazione non dipende da un pezzo di carta ma dalla cultura degli abitanti di una nazione. E quella nessuna legge potrà mai istituirla di punto in bianco.




Sbagliato, visto che essere sposati è per molti estremamente importante. E da che mondo è mondo c'è sempre stata la necessità di stabilire ufficialmente una unione.
Per me il matrimonio può restare, sia il civile che il religioso. Non considero le due cose mutualmente escludentisi.
Ma se la cultura che fa da sfondo resta uguale a quella estremamente razzista dell'italietta odierna, non c'è legge che possa raddrizzarla per intero.
Quindi ti invito a prendere atto che la mia risposta resta la numero (1), ma con la riserva accennata.


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.