"Temo il momento in cui la Serbia entrera' nell'Unione Europea..."
INTERVISTA ESCLUSIVA di Karadzic a La Voce della Russia
7.04.2011, 13:45
Photo: EPA
Domanda: Tutto il mondo vi conosce come uomo politico, ex presidente della Repubblica serba e dottore in psichiatria. In Russia invece le e’ stato attribuito un prestigioso riconoscimento letterario come il Premio Sciolokhov. Eppure le sue opere hanno avuto non poche edizioni nell’ex Jugoslavia e nella nuova Serbia. Forse perche’ e’ vero che “nemo profheta in patria?”
Risposta: Vorrei proprio credere che la giuria mi abbia dato il Premio Sciolokhov non perche’ sia un politico.Comunque sia sono molto contento di questo riconoscimento. Sono pochi i poeti che suscitano l’attenzione di numerosi lettori. La nostra e’ una vita complicata per cui non sono molti i motivi che possano spingerci verso cose elevate. Non sono un grande profeta, pero’ forse presto ascolto alla mia anima. Lo puo fare chiunque. Gesu’ Cristo disse: chi ha occhi veda e chi ha orecchie ascolti. Il profeta Maometto obbligo’ alla preghiera cinque volte al giorno. Io vorrei che l’uomo abbia tutti i momenti sacri di cui ha bisogno. Allora ognuno potra’ sfiorare con la sua anima le altezze divine. Allora tutti gli uomini si apriranno alla verita’.
Domanda: Nella raccolta poetica “Autunno” pubblicata in russo nel 2004 c’e la poesia “Saraevo”. E’ significativo che nell’eroe di quei versi possa identificarsi qualsiasi cittadino di Saraevo, sia esso serbo, croato o mussulmano. Nel dramma “ Sitovazia” scrivete inoltre che “ la Bosnia e’serba, croata e mussulmana”. Ora l’autore di queste righe viene accusato di genocidio. Cosa ne direbbe il suo collega Freud?
Risposta: Questo poema risale a 30 anni fa. Non parla della guerra, ma della predeterminazione dell’essere. L’umanita’ ha subito non solo terremoti e e emanazioni industriali, ma anche l’esaurimento dell’essere nella sua accezione piu’ profonda. David Strabaz, personaggio di una commedia del grande scrittore serbo Petar Kocic, diceva che la Serbia non appartiene ne’ a David e ne’ all’imperatore e nemmeno all’esercito. I comunisti dicevano che la Serbia fosse costituita da serbi, croati e mussulmani. A me sembra che David Strabaz sia stato piu preciso. In questo caso sarebbe piu’ facile definire la non-Bosnia che la Bosnia. Per quanto riguarda le accuse nei miei confronti Freud direbbe: “Riprendetevi le vostre proiezioni.”
Domanda: Di recente la vostra commedia satirica “Sitovazia” e’ stata pubblicata in russo. Uno dei personaggi dice di non amare gli umanisti. Di quali umanisti si parla?
Risposta: Con il termine “umanisti” mi riferisco a coloro che coprono le loro azioni con i nostri interessi comuni. Il grande poeta russo scrisse “ siamo finiti nelle mani degli umanisti”. E’ molto facile ingannare il mondo intero coommettendo crimini orribili nel nome dell’umanita’. Ricordate come la Nato defini’ i bombardamenti sulla Yugoslavia “ Operazione misericordia”. Adesso il mondo e’ pieno di pericolosi umanisti che creano nuove nazioni, impongono una nuova cultura e un nuovo political correct. Per comprendere il fenomeno dell’umanesimo ci vuole un nuovo Freud, perche’ l’umanesimo e’ assolutamente menzognero. Gli umanisti fanno con gli uomini quanto i vegeteriani fanno con le verdure.
Domanda: Dai tempi di “Sitovazia” e’ cambiata la vostra percezione dei valori europei specialmente dopo che la Merkel, Cameron e Sarkozy hanno annunciato la fine del multiculturalismo?.
Risposta: No, non e’ cambiata in quanto ritengo che i valori europei fondamentali siano eterni perche’ veri.
Ma c’e’ sempre il rovescio della medaglia. E non parlo dei grandi malvagi del passato che hanno dato fuoco all’Europa. Ma del dominio di coloro che guidano le nazioni e le culture. Edouard Balladour, un grande primo ministro francese, ha scritto un libro che conferma ancora una volta che la nazione e’ la base necessaria per la liberta, la democrazia e prima di tutto di una speciale cultura. Il che troverebbe d’accordo anche Malraux.
Coloro che vorrebbero “disculturarci”, annientare la ricchezza e la varieta’ delle culture per trasformarci in una massa di consumatori individuali sono disposti a distruggere le nostre risorse culturali, cosi’ fanno i nemici della diversita’ biologica distruggendo le specie.
Se il Creatore avesse voluto non avrebbe incontrato difficolta’ a farci tutti uguali.
Il multiculturalismo dell’Europa e’ minacciato da chi vorrebbe modificarlo e non godere dei suoi frutti. Io temo piu’ che altro che la Serbia possa entrare nell’Unione Europea, perche’ allora incomincera a perdere i suoi valori fondamentali e terminera’ con una decadenza inevitabile. Gia’ oggi il paese ha disperso gran parte della sua spiritualita’.
La ricchezza dell’Europa discende in parte dai tempi del colonialismo che definitivamente appartengono al passato e la spiritualita’ cristiana rappresenta l’eccezionale opportunita’ di conquistare la ricchezza dello spirito.
Senza il pane divino saremo tutti condannati alla fame spirituale.
INTERVISTA ESCLUSIVA di Karadzic a La Voce della Russia: La Voce della Russia





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