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    Predefinito Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    di Paolo Guzzanti prima e pg.5 de ilgiornale.it di oggi 01 05 2011

    Ne ho viste abbastanza di bombe in vita mia, da quelle stragiste a quelle dimostrative, compresi quei petardoni che si chiamano bombe-carta e so per esperienza di cronista e di osservatore storico che questi oggetti non sono mai davvero frutto di «spontaneismo» e mai innocenti.
    Ricordo, ad esempio, che il 4 agosto del 1969 fu fatta esplodere una bomba carta come quella lanciata ieri contro il comitato elettorale del sindaco di Napoli che già ieri l’altro ha dovuto rifugiarsi co*me ai tempi dei bravi manzo*niani in una chiesa per sfuggi*re ai nobili squadristi dei cen*tri sociali che volevano inflig*gergli una lezione morale.

    Quel 4 agosto di 42 anni fa il botto al Senato introdusse un elemento dinamitardo in un panorama simile a quello dei nostri giorni, già avvelenato dall’odio e da fosche profezie.
    Allora si andava verso l’otto*bre caldo delle rivendicazioni sindacali, verso gli scontri di piazza di novembre e la strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre.
    La storia per fortuna non si ripete quasi mai, ma sarebbe un errore non guardare in filigrana una escalation di spontaneismo indignato che sceglie di allu*dere, per ora solo alludere, al*la violenza.
    Una bomba-carta contro un comitato elettorale non è un grande evento bellico, ma un preoccupante segnale poli*tico e morale.

    Politico perché serve a far politica;
    morale per*ché viene scandito secondo categorie morali formulate in modo da giustificare in manie*ra subdola e obliqua atti ag*gressivi che attingono alla simbologia del kamikaze isla*mico, della strage annuncia*ta, dell’attentato in luogo pub*blico.

    Prendiamo il caso di questo ordigno rozzo e per fortuna quasi innocuo.
    Se si ascolta il Tg3 che dà notizia del fatto, fa impressione una inattesa in*dulgenza: il servizio televisivo non dà dettagli, non mostra buchi, non dice nulla sulle in*dagini ma ricostruisce un re*troterra giustificazionista rife*rendosi a scontri all’universi*tà fra studenti di destra e di si*nistra, enfatizzando il fatto che uno studente neonazista e certamente grottesco aveva celebrato il giorno della nasci*ta di Adolf Hitler, un infausto evento che risale al 20 aprile del 1889, ovvero a 122 anni fa.

    Celebrare il compleanno di uno degli uomini più abomi*nevoli dell’umanità – ma Jose*ph Vissarionovich Dzugašvili detto Stalin (Acciaio) fu un macellaio ancora più inferna*le e tuttavia il suo complean*n*o viene spesso celebrato sen*za troppo scandalo nel mon*do – è certamente indizio di di*sturbo culturale.
    Tuttavia ci ha colpito il fatto che la noti*zia della bomba-carta contro il comitato pro Lettieri veniva data suggerendo che si trattas*se di una «morale» reazione ad una azione ignobile, come rendere omaggio ad Hitler.

    Questo meccanismo di fatto giustificazionista ci preoccu*pa francamente più della bomba-carta che, fatto il suo mestiere, lascia soltanto fu*mo e puzza senza ulteriori sco*rie dannose ai cervelli.
    Il fatto è che da tempo lo smerlettato fronte antiberlu*sconiano non riesce a impedi*re che passi il messaggio se*condo cui agire contro il parti*to del presidente del Consi*glio è comunque azione «mo*rale » prima che politica, e che alla fine ogni mezzo è buono per ottenere la sconfitta del centrodestra, magari anche qualche cazzotto, petardo, duomo in faccia o cavalletto alla nuca.

    Questo legame fin*tamente moralista fra «azio*ne » aggressiva e politica non è un fenomeno soltanto italia*no visto che il 93enne france*se Stéphane Hessel ha vendu*to più di centomila copie di un testo noto quasi soltanto per il titolo «Indignez-vous!», «Indignatevi!», in cui, da vec*chio partigiano, invita i più giovani connazionali non sol*tanto ad indignarsi ma a tra*durre la propria indignazione in ribellione aperta, dunque in atti –almeno da un punto di vista iconografico – violenti.
    A quel libro francese ha ri*sposto in modo sommesso e vigoroso ad un tempo, un al*tro grande vecchio, stavolta di sinistra, e cioè Pietro Ingrao di 5 anni più vecchio del fran*cese.

    Il libretto di Ingrao, edi*to da Aliberti, si intitola «Indi*gnarsi non basta » e sostiene la coraggiosa e onesta tesi secon*do cui tutti coloro che o*stenta*no indignazione e urlano e vo*ciferano indignati, non agisco*no in modo morale e nemme*no politico.
    L’indignazione fa rima con finzione e non è buo*na moneta politica.
    Mai, alme*no da sola.
    Napoli è d’altra parte una città per sua natura eccitata ed eccitabile, ma non politica*mente violenta: non è Roma, non è Milano e neanche Tren*to e Padova dei tempi andati e non ha tradizioni recentissi*me di natura insurrezionale «morale».
    Diciamo pure che Napoli ha tanti problemi mo*rali interni al proprio tessuto sociale da non avere tempo e modo per dedicarsi ad altre in*dignazioni.
    Eppure, ecco che anche Napoli sembra avviarsi verso una china avventurista e fracassona che sembra cede*re al richiamo semplificatore della violenza, benché anco*ra stracciona.
    Si tratta dun*que di un segnale e va colto.

    Allora noi vorremmo, con se*rafica calma e senza attribuire ai fatti maggior valore di quan*to la loro natura suggerisca, in*dicare non tanto ai responsa*bili dell’ordine pubblico, mai ai politici e ai nostri colleghi giornalisti un vecchio, antico e ripetitivo grave rischio: quel*lo della minimizzazione con cui si giustifica qualsiasi vio*l*enza contro la democrazia al*l’insegna dello slogan secon*do cui «bisogna pur compren*dere la rabbia degli indigna*ti ».

    Ecco: in democrazia esiste e va protetto lo spazio della lot*ta politica durissima, fronta*le, senza sconti e anche con le dita negli occhi.
    Ma deve esse*re smascherato, denunciato e immediatamente chiuso lo spazio per una lotta che consi*ste nell’uso delle armi proibi*te della paura, della minaccia, del linciaggio, della sopraffa*zione.
    Vogliamo denunciare oggi quel che temiamo con un filo di allarmismo, affin*ché domani nessuno possa ri*trarsi dalle proprie responsa*bilità politiche (e morali) se la pratica della violenza «mora*le » producesse danni più gra*vi e versasse sangue.

    completamente d'accordo .....saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    armi proibite della paura, della minaccia, del linciaggio, della sopraffazione....

    ma se è da più di quarant'anni che vengono usate....
    nelle scuole furono linciati gli insegnanti che osavano opporsi alle sinistre...
    vennero sopraffatti... venne loro praticamente proibito di insegnare... e così, probabilmente anche in altri luoghi di lavoro...
    Ultima modifica di DanielGi.; 01-05-11 alle 22:35

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    E la giustizia che li protegge.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    E la giustizia che li protegge.
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° °°°°°°°°°°°°°°°°°°posso suggerire?
    Non è la Giustizia che li protegge ma sono alcuni magistrati che l'hanno prostituita in nome del popolo dei soviet.
    GLF

  5. #5
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° °°°°°°°°°°°°°°°°°°posso suggerire?
    Non è la Giustizia che li protegge ma sono alcuni magistrati che l'hanno prostituita in nome del popolo dei soviet.
    Come posso non condividere tutto il pensiero raccolto in questa brevissima frase?:giagia:
    La Giustizia (con la G maiuscola) è amministrata anche (sic!) dagli incolti venditori di tonni. Pescivendoli della sentenza (senza offesa per questa nobilissima millenaria attività). Empietà tanto al kilo.
    Una legittimazione osservata dalla fine degli anni settanta che ha raggiunto la sommità a far data dal '93.
    Oggi sempre in vetta alle classifiche della planetaria iniquità.
    Ciao amico Joseph.iaociao:
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 02-05-11 alle 19:15
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il vero violento è chi giustifica i violenti.

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° °°°°°°°°°°°°°°°°°°posso suggerire?
    Non è la Giustizia che li protegge ma sono alcuni magistrati che l'hanno prostituita in nome del popolo dei soviet.
    :giagia:

    Stra..super ..arci condividevolissimevolmente.

    afm
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