Dando per scontato che difficilmente qualcuno in questo forum voterà No al quesito sul legittimo impedimento, vorrei sapere cosa voteranno, e perché, i forumisti del centrosinistra su Acqua e Nucleare, essendo io a tutt'oggi indeciso...![]()


Dando per scontato che difficilmente qualcuno in questo forum voterà No al quesito sul legittimo impedimento, vorrei sapere cosa voteranno, e perché, i forumisti del centrosinistra su Acqua e Nucleare, essendo io a tutt'oggi indeciso...![]()


Astensione, rifiuto le schede dei primi tre quesiti.
Ultima modifica di Morfeo; 02-06-11 alle 13:37
Dannato Barone Rosso.


pensavo di rifiutare le 2 schede sull'acqua e votare si cioè no al legittimo impedimento e al nucleare


4 sì.
Il nucleare è un'energia pericolosa e costosa. Al di là della demagogia comprare dalla Francia è anche economicamente vantaggioso, come ricordato da economisti.
Sul quesito dell'acqua sono stato indeciso, ma l'acqua è un monopolio naturale, si tratta di darla in gestione al privato, evidentemente interessato al profitto. Questo comporta potenzialmente un aumento dei prezzi dell'acqua. Gli esperimenti di concessione dell'acqua ai privati poi non hanno avuto buoni risultati.
4 Sì.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Sicuramente due SI SI all'acqua pubblica.
Scontato il SI per abrogare il legittimo impedimento.
Sul nucleare boh, probabilmente SI ma deciderò alla fine, potrebbe starci anche la scheda bianca. :giagia:
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


Rifiuta la scheda.
Dannato Barone Rosso.




http://antoniolucignano.blogspot.com...eferendum.html
L'epopea del "privato è meglio" sta crollando. Il privato non solo non è meglio, non solo non è meritocratico, non solo non abbassa i prezzi e le tariffe, ma si è dimostrato incapace di gestire "socialmente" le strutture della nazione.
Il pubblico non funziona bene? Giustissimo. Allora la battaglia va fatta affinchè il pubblico funzioni meglio, non dando tutto in mano ai privati.
Quindi: 2 si convinti sull'acqua.
Energia nucleare. Invece di ricordarci che la francia ha le centrali ai nostri confini, il governo italiano dovrebbe farsi paladino, in Europa, dell'abbandono continentale del nucleare.
Inoltre: un territorio sismico e dissestato come quello italico è inadatto alle centrali nucleari.
Inoltre: se si iniziasse a costruire oggi, le centrali produrrebbero una energia tale da legittimare gli intensi capitali utilizzati per costruirle tra 20 anni.
Sono certo che tra 20 anni, invece, gli sviluppi e le scoperte scientifiche sulle fonte alternative di energia avranno fatto passi da gigante.
Già OGGI, anno 2011, è possibile avere condomini e quartieri TOTALMENTE autosufficienti dal punto di vista energetico. Tra 20 anni INTERE CITTA' saranno indipendenti, grazie al solare, l'eolico, l'idroelettrico, ecc...
Quindi: SI all'energia pulita e no al nucleare.
Legittimo impedimento. La legge è uguale per tutti. E chi ha incarici pubblici o di governo deve non solo ESSERE una persona onesta, ma anche APPARIRE tale. Quindi dovrebbe PRIMA risolvere i propri problemi con la giustizia, e POI fare attività politica.
Nel caso specifico, inoltre, è chiaro che questa legge è stata fatta SOLO ET SOLTANTO per Silvio Berlusconi, non per la collettività.
Quindi: SI all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Ultima modifica di Antonio; 03-06-11 alle 11:29


Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


VOCE SINISTRA: Non ci vogliono far votare!
Tipico esempio di democrazia liberale: il Regime Berlusconi ricorre alla Consulta (che lunedì eleggerà come presidente un uomo del centrodestra) per rendere inammissibile il referendum sul nucleare, che fa da traino anche per gli altri (e al dittatore interessa soprattutto quello sul legittimo impedimento).
di SILVIO BUZZANCA
ROMA - Silvio Berlusconi con una mano giura di voler rispettare il verdetto popolare sui referendum, soprattutto quello sul nucleare. Ma con l'altra lavora ancora al "sabotaggio" del quesito. Il governo, infatti, il primo giugno, con una lettera firmata da Gianni Letta, ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato, di "intervenire" all'udienza della Corte costituzionale sull'ammissibilità del nuovo quesito sul nucleare dopo il via libera dato dall'Ufficio per il referendum della Cassazione. Con il mandato chiarissimo di "evidenziare l'inammissibilità della consultazione".
Dunque gli avvocati dello Stato martedì chiederanno che ai cittadini sia impedito di votare sul nucleare. Mentre il premier giura in tv che "i referendum sono inutili e fuorvianti", ma che "il governo si rimetterà alla volontà dei cittadini; l'esito del referendum non ha nulla a che vedere con il governo: se i cittadini non vorranno il nucleare, il governo ne prenderà atto". "Inutili?", chiede Pierluigi Bersani: "Credo - dice - che quello del referendum sia un voto utilissimo". Gli avvocati nella loro memoria di fatto sollevano anche un conflitto di attribuzione "mascherato" su chi debba "verificare la permanenza dell'originaria intenzione del legislatore". E sostengono che il potere non spetta alla Cassazione. Nel merito, i legali di Palazzo Chigi spiegheranno ai giudici che non si deve andare a votare perché il referendum "avrebbe a questo punto un oggetto del tutto difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme". Il quesito inoltre sarebbe inammissibile perché non sarebbe di tipo abrogativo, ma consultivo o propositivo.
Insomma il governo questo referendum non lo vuole proprio celebrare. E a Palazzo Chigi sperano ancora di potere ribaltare l'esito di una battaglia che al momento li vede perdenti. Lo rivela l'interesse con cui segue la vicenda il ministro Paolo Romani e quello che dice: "Ritengo che la Cassazione abbia riproposto un quesito referendario che non è stato sottoscritto da coloro che hanno chiesto di fare il referendum, quindi per dare un giudizio: aspetto la sentenza della Consulta". La questione si fa ancora più complessa alla luce delle motivazioni dell'Ufficio per il referendum che sono state rese note ieri. Intanto c'è da notare che il relatore non ha scritto la sentenza: segno di grande divisione fra i giudici. Che hanno constato, a maggioranza, che nelle nuove norme c'è una "manifesta contraddizione con le dichiarate abrogazioni" e si "dà luogo a una flessibile politica dell'energia che include e non esclude anche nei tempi più prossimi la produzione a mezzo di energia nucleare". Per i giudici il famoso comma 1 dell'articolo 5 "apre nell'immediato al nucleare (solo apparentemente cancellato". La sentenza appare molto "politica" e potrebbe prestare il fianco a qualche critica da parte dei giudici costituzionali, lasciando sul tappeto qualche dubbio sulla decisione della Consulta. Consulta che proprio lunedì eleggerà Alfonso Quaranta, che piace al centrodestra, nuovo presidente.