
Originariamente Scritto da
Paolo Arsena
C'è un limite nelle cose, però. Non si può parlare di proporzionale pensando al ripristino del proporzionale puro. Sarebbe una sconfitta in partenza, perché vissuto nell'opinione pubblica come una restaurazione tout-court della Prima Repubblica.
Occorre piuttosto predere atto che alla gente non interessa la proliferazione indiscriminata di partiti e partitini. Il problema è soltanto che dalla moltiplicazione infinita, si è voluti passare alla semplificazione brutale: due e basta. O al massimo tre o quattro.
Allora, in medio stat virtus, il concetto è semplice. Diamo un taglio solo ai partiti che non arrivano al 2-3% (2 secondo me è sufficiente), così da evitare la frammentazione in numerose formazioni che non offrono una rappresentanza significativa. Credo che questo sia sufficiente a semplificare i gruppi parlamentari (importanti sono anche le clausole di cui ho parlato), senza offendere la rappresentanza.
Quanto al potere di ricatto, la tua tesi non regge (e neppure la mia, se sostenessi di risolvere il problema). Il ricatto esisterà sempre, tra alleati maggiori e minori. Meglio farlo col 2 o più, piuttosto che con l'1,2 di Mastella. E comunque, a volte tali forme di ricatto sono salutari e positive. Soprattutto per chi crede nella ragione delle minoranze illuminate e davvero riformatrici, e nell'incapacità di riformare delle maggioranze (che devono badare al consenso largo e non amano scontentare interi segmenti di società, anche se incancreniti).