Molti dei problemi del mondo del lavoro nascono da una visione distorta di esso. Ci hanno fatto credere per decenni che dovessimo tutti aspirare ad un lavoro da fare alla scrivania. Ci hanno fatto credere che dando la laurea a tutti, tutti sarebbero potuti diventare avvocati, medici, ingegneri. Questo è impossibile. Una società di soli dottori crollerebbe in un secondo. I lavori devono essere diversificati. In Italia questo non succede e ci ritroviamo - ad esempio - con vagonate di laureati in lettere che non hanno alcuna possibilità di diventare professori, non vogliono abbassarsi a lavori manuali in quanto laureati e allora si ritrovano a lavorare nei call center.
Bisognerebbe azzerare tutto e far capire bene che ogni tipo di lavoro ha pari dignità sociale. La società ha bisogno sia del dottore, del professore, del matematico che del contadino, del falegname, dello spazzino. Questi lavori devono poter essere svolti tutti in modo che chi li faccia non si senta degradato o superiore. Ogni lavoro che ha una funzione positiva nella società deve essere visto in modo positivo. Bisogna smettere di con l'illusione di voler fare tutti lavori da scrivania. Ci sono tante persone scontente perché hanno inclinazione ai lavori manuali e nemmeno lo sanno, né si sognano di poter lavorare con le proprie mani, perché la società li ha portati a credere che quel tipo di lavoro è inferiore. E intanto si deprimono in cerca dell'ennesimo lavoro alla scrivania.
Al di là dei casi personali dei forumisti, esistono oggi dei lavori sicuri e remunerativi che non sono presi in considerazione: dalle mie parti i falegnami chiudono tutti perché non trovano nessun giovane che voglia continuare l'attività: un amico di mio padre, ad esempio, sta per chiudere il laboratorio di falegnameria perché comincia ad essere troppo vecchio; il genero, precario, non ha voluto sapere di imparare il mestiere nonostante ci fossero guadagni sicuri e clientela consolidata. E non è riuscito nemmeno a trovare un estraneo che volesse prendere in mano il laboratorio.
Una volta gli studenti o chi era in cerca di occupazione faceva volentieri lavori stagionali come la vendemmia o la brucatura delle olive. Adesso sei costretto a chiamare degli stranieri a farlo perché dei nostri nessuno più vuol fare quel tipo di lavoro.
Secondo me una parte della soluzione agli attuali problemi, economici ma anche di stress e depressione, potrebbe venire da una diversa coscienza di quello che è davvero il lavoro e delle attitudini di ognuno di noi.




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