Un predone scaltro, astuto e calcolatore.
Un guerrafondaio travestito da profeta.
Un folle con aspirazioni messianiche
Un uomo del suo tempo, con relativa mentalità.
Un vero profeta inviato da Dio
Un uomo frainteso dai suoi seguaci
Lo scopriremo solo nell'aldilà






No, non sparisce, perchè come ho già detto prima è un thread che non contiene alcun tipo di offesa verso chicchessia.
Se qualcuno vi intravede dei tentativi di delegittimazione nei confronti di singoli individui o di intere comunità non è un problema mio, eviti il thread ed eviti di mandare in vacca il sondaggio con false accuse.
Questo è quanto.
Il nestorianesimo era certamente un componente della Weltanschauung filosofica e teologica del mondo orientale alla vigilia dell'Egira. Il punto è che se si vuol parlare di qualcosa come l' "Islam integrale" si devono operare doverosi distinguo; d'altra parte se ci si riferisce solo alla persona del Profeta, si può dire che fu amico di diversi seguaci di nestorio, così come di cristiani, ebrei, manichei, ecc.
Ultima modifica di donerdarko; 09-07-11 alle 16:39
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)




La caduta del Califfato ottomano nel 1924 segna un notevole cambiamento nella cultura musulmana. Questa caduta portò lo Sharîf Hussayn, sovrano ereditario della Mecca e custode dei Luoghi Santi, a proclamare su di sé il Califfato, cosa che scatenò l'ostilità immediata degli wahhâbiti sauditi, e la loro conquista della Mecca l’anno seguente. I nuovi conquistatori dei Luoghi Santi, non solo non sosterranno l'insegnamento di Ibn 'Arabî, ma ne diventeranno i più ostinati avversari appoggiandosi sulle tesi di 'Abd al-Wahhâb la cui ispirazione teorica essenziale si trova generalmente negli scritti del più notevole oppositore alla dottrina di Ibn 'Arabî e del sufismo: Ibn Tavmiyya. Da allora, le tesi di quest’ultimo sono state sostenute e conosciute con una diffusione sempre più crescente.
Ibn Tavmiyya fu, nella sua epoca, condannato e trattato da eretico e da miscredente. I suoi attacchi contro Ibn 'Arabî e gli sceicchi sufi, così come la sua negazione dell'intercessione del Profeta, gli valsero l’arresto nelle prigioni del Cairo; più tardi, a Damasco, la sua fatwā che bandisce le visite alle tombe dei profeti e dei santi gli varrà ancora una carcerazione nella Cittadella. Il suo rifiuto dell'invocazione (istigâta) del Profeta lo fa tacciare di “zindîq" (eretico) dal giurista Ibn Hajjar. Questo muftì shafiita ha compilato una lista di pratiche "devianti" di Ibn Tavmiyya e ha concluso «il suo kufra (eresia) è evidente e manifesto».
Questo autore era "comodo" alla monarchia saudita perchè di fatto sosteneva la loro politica assolutista e conservatrice di usanze ma non di sostanza, è da quest'epoca che in seno all'Islamismo si sono prodotte faide intolleranti che hanno portato alle recenti devianze integraliste.




Ultima modifica di Cuordy; 09-07-11 alle 20:34
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.




"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.