Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23
Risultati da 21 a 27 di 27
  1. #21
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Gb, governo contro le norme Ue sui diritti umani
    "Per un gatto non ci fa espellere i clandestini"
    Londra - Il premier britannico David Cameron vuole abbandonare la Convenzione dell'Unione europea sui diritti dell'uomo, secondo quanto riporta il Times.
    Nei giorni scorsi il tema aveva scatenato un dibattito: il ministro degli Interni, Theresa May, si è detta convinta "personalmente" che fosse necessario per la Gran Bretagna abbandonare la carta. "Sappiamo tutti cosa succede con la Convenzione dei Diritti umani. Come lo spacciatore immigrato illegalmente che non può essere rimandato a casa perché la figlia - che nemmeno mantiene - vive qui. O come i clandestini che non possono essere mandati via perché, e non sto esagerando, magari hanno un gattino". Il ministro si riferiva ad un immigrato boliviano che, basandosi sull'articolo 8 della Convenzione, era riuscito ad imporre il suo diritto ad una "vita familiare" dignitosa, solo perché viveva con il suo gatto.
    Il dibattito - che si è meritato l'appellativo di catgate - è destinato a crescere, se l'indiscrezione del Times si rivelasse esatta: Cameron, che oggi chiuderà con il suo discorso il congresso, avrebbe infatti deciso di sposare la linea della May.



    INCHIESTA Gli immigrati? Sono un business Per l'Italia è un salasso: ci costano un miliardo
    di Stefano Filippi
    Lampedusa è deserta, svuotata. Spariti i turisti, che quest’estate comunque non erano accorsi in massa. Niente più clandestini sbarcati dalle carrette del mare, smistati sul continente dopo aver incendiato il centro di raccolta a colpi di molotov artigianali, fabbricate con gli aiuti alimentari ricevuti dalla Protezione civile: bottigliette di plastica vuotate dall’acqua e riempite di zucchero e olio d’oliva, inneschi infiammabili. Con loro, si è anche dissolta gran parte della truppa di accompagnamento. Giornalisti, fotografi, volontari e funzionari della Protezione civile, personale delle Onlus, forze di polizia. In mancanza dei vacanzieri, sono stati loro a riempire ristoranti e stanze d’albergo lampedusani.
    IL BILANCIO
    È tempo di bilanci per l’isola. E un dato giganteggia su tutto: gli sbarchi dal Nordafrica sono costati circa un miliardo di euro all’Italia, che ha sopportato da sola l’enorme peso dell’emergenza dopo lo scoppio delle rivolte nelle nazioni islamiche mediterranee. È un’operazione umanitaria di dimensioni difficilmente immaginabili. I numeri non esauriscono la complessità degli interventi, le responsabilità assunte dal governo centrale e dagli enti locali, l’immane sforzo organizzativo sostenuto dal Paese per dare a decine di migliaia di disperati cibo, vestiti, farmaci, un tetto. Per non lasciare i profughi in mare, come fanno Malta e Grecia. Per non cannoneggiare i barconi, come fa la Spagna.
    QUANTI SONO
    Secondo fonti del governo, dal 1° gennaio al 20 settembre sono sbarcate a Lampedusa 58.274 persone: una media di 1.500 ogni settimana. Il 20 settembre scorso, vigilia della drammatica insurrezione incendiaria, sull’isola erano presenti 1.219 migranti mentre altri 1.681 erano ospitati nel centro di accoglienza di Mineo (Catania) che un tempo alloggiava le famiglie dei militari americani di stanza alla base aerea di Sigonella e oggi è diventato l’imbuto che convoglia i richiedenti asilo.
    Dopo la sommossa, la situazione è drasticamente mutata. Nella settimana degli scontri sono sbarcati soltanto 365 fuggiaschi immediatamente trasferiti assieme alla quasi totalità dei rivoltosi: al 27 settembre a Lampedusa si contavano soltanto 40 irregolari mentre gli sbarchi totali ammontano a 58.639 persone.
    CHE ASSISTENZA RICEVONO
    Ufficialmente, meno del 40 per cento di questa massa di profughi è rimasta in Italia. La Protezione civile, infatti, al 19 settembre assisteva direttamente 22.268 migranti (il Viminale ne aveva previsti 25mila): degli altri non si sa nulla. Una quota consistente ha sicuramente proseguito la fuga verso la Francia, la Germania e altri Paesi europei, ma un numero imprecisato non ha varcato i nostri confini. Irreperibili, clandestini.
    In attesa del rimpatrio, i quasi 22.500 sono stati ripartiti sul territorio nazionale in proporzione al numero di abitanti di ogni regione (tranne l’Abruzzo terremotato). Sono soprattutto maschi adulti di nazionalità tunisina. Essi vengono ospitati dalle regioni, in coordinamento con Protezione civile, province e comuni, in strutture comunitarie pubbliche o private, soprattutto alberghi e vecchi edifici non più destinati a colonia estiva o casa di riposo.
    I COSTI DELL’EMERGENZA
    Per ognuno dei migranti assistiti, ai sindaci dei comuni ospitanti la Protezione civile versa 46 euro al giorno per vitto, alloggio e prima assistenza sanitaria. La retta raddoppia per i minorenni (3.500 ingressi dal 1° gennaio): può raggiungere anche i 120 euro quotidiani perché vanno affidati a strutture speciali. E siccome in Italia non ci sono posti a sufficienza in questi centri per minori, il ministero del Welfare come soggetto attuatore ha dovuto aprire una serie di comunità temporanee di prima accoglienza dotandosi di immobili, educatori, medici, psicologi, interpreti, mediatori culturali.
    Ma questa non è che una parte delle spese sostenute dal nostro bilancio pubblico. Vanno aggiunte quelle per l’ordine pubblico, i voli di rimpatrio, gli agenti di scorta, le spese legali: ogni pratica costa allo stato circa 650 euro. E ancora le spese sanitarie delle Asl, il lavoro della Croce rossa, le centinaia di militari inviati nell’isola.
    Tutti impegni ai quali governo ed enti locali non si sono sottratti. Davanti a questo epocale dramma umano, in questi mesi di crisi finanziaria generale, l’Italia ha messo in campo energie sconosciute e preziose: dagli agenti di polizia alla Protezione civile fino al personale delle Aziende sanitarie, che non hanno lesinato in vaccini, profilassi di malattie infettive e ogni altro tipo di cura, indipendentemente dal possesso del permesso temporaneo di soggiorno. Interventi che gravano pesantemente sui conti dello stato senza che dai partner internazionali sia arrivato qualcosa in più che una pacca sulle spalle. L’esecutivo calcola che l’emergenza nordafricana costerà alle casse pubbliche un miliardo di euro. Finanziato, all’italiana, con l’aumento delle accise sulla benzina.
    INCHIESTA Gli immigrati? Sono un business Per l'Italia è un salasso: ci costano un miliardo - Cronache - ilGiornale.it

  2. #22
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Tunisino arrestato per droga. 30 magrebini attaccano la polizia

    Sassi e bastoni contro le forze dell'ordine in via Piave

    Tunisino arrestato per droga 30 magrebini attaccano la polizia - Corriere del Veneto

    VENEZIA - Un tunisino, mentre veniva arrestato per droga e resistenza a pubblico ufficiale, è stato «soccorso» da una trentina di magrebini che con sassi e bastoni hanno aggredito i poliziotti. È accaduto in via Piave a Mestre, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, dove il tunisino era stato notato dagli agenti in perlustrazione. L'uomo, vista la polizia, si è dato alla fuga e una volta raggiunto ha cominciato a usare la forza contro i poliziotti (ferite per sette e otto giorni), che gli hanno trovato addosso un quantitivo di cocaina e hascisc.

    Nel frattempo in soccorso dell'uomo sono giunti una trentina di nordafricani che armati di bastoni, cocci e sassi hanno cercato di liberarlo. Sono dovuti intervenire altri poliziotti che però hanno solo potuto controllare la situazione, mentre i colleghi acceleravano i controlli e il sequestro dello stupefacente prima di avere la peggio. (Ansa)

    11 ottobre 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #23
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Tunisino arrestato per droga. 30 magrebini attaccano la polizia

    Sassi e bastoni contro le forze dell'ordine in via Piave

    Tunisino arrestato per droga 30 magrebini attaccano la polizia - Corriere del Veneto

    VENEZIA - Un tunisino, mentre veniva arrestato per droga e resistenza a pubblico ufficiale, è stato «soccorso» da una trentina di magrebini che con sassi e bastoni hanno aggredito i poliziotti. È accaduto in via Piave a Mestre, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, dove il tunisino era stato notato dagli agenti in perlustrazione. L'uomo, vista la polizia, si è dato alla fuga e una volta raggiunto ha cominciato a usare la forza contro i poliziotti (ferite per sette e otto giorni), che gli hanno trovato addosso un quantitivo di cocaina e hascisc.

    Nel frattempo in soccorso dell'uomo sono giunti una trentina di nordafricani che armati di bastoni, cocci e sassi hanno cercato di liberarlo. Sono dovuti intervenire altri poliziotti che però hanno solo potuto controllare la situazione, mentre i colleghi acceleravano i controlli e il sequestro dello stupefacente prima di avere la peggio. (Ansa)

    11 ottobre 2011


    succede anche quando arrestano i delinquenti e i mafiosi in teronia

  4. #24
    Forumista senior
    Data Registrazione
    02 Sep 2009
    Località
    MARCA DI VERONA E AQUILEIA
    Messaggi
    2,068
     Likes dati
    0
     Like avuti
    91
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    succede anche quando arrestano i delinquenti e i mafiosi in teronia
    I magrebbini non sono ancora a quei livelli.
    Europeo, Veneto - Friulano, Longobardo. Non italiano

  5. #25
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Controllo per droga a un senegalese. Poliziotti aggrediti da 15 extracomunitari

    Controllo per droga a un senegalese Poliziotti aggrediti da 15 extracomunitari - Cronaca - L'Eco di Bergamo - Notizie di Bergamo e provincia

    Stavano effettuando un controllo antidroga su un senegalese già conosciuto dalle forze dell'ordine, quando sono stati accerchiati e aggrediti da una quindicina di extracomunitari. È successo in via Bonomelli, angolo via Paglia, nella serata di mercoledì 13 ottobre.

    Intorno alle 20.30 4 poliziotti stavano controllando un senegalese di 31 anni, noto per le sue attività illegali di detenzione e spaccio di droga. Il senegalese si trovava fuori dal bar che fa angolo tra le due strade e durante la perquisizione e la verifica dei documenti, ha chiamato alcuni connazionali che si trovavano nei paraggi. In pochi minuti i 4 poliziotti sono stati circondati da una quindicina di senegalesi che hanno aggredito i rappresentanti delle forze dell'ordine: 3 di dei 4 poliziotti sono finiti in ospedale per essere medicati. La loro prognosi è di 5 giorni.

    Subito i poliziotti hanno chiamato i soccorsi e nella zona sono sopraggiunte 3 pattuglie. All'arrivo degli altri poliziotti, i senegalesi sono scappati e si sono dileguati. Arrestato solo il 31enne, con l'accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

    13 ottobre 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #26
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Atm, crollano i biglietti ed è boom di portoghesi
    di Luca Fazzo
    Milano
    Pagare il biglietto del tram è un optional, e i controlli contro i portoghesi sono praticamente inutili. Questa è la realtà che emerge dai conti dell’Atm, ed è una realtà disarmante perchè racconta che contro l’esercito dei furbi (il 12 per cento di chi viaggia in tram e il 2 per cento di chi prende la metropolitana, per un totale di centoquarantamila biglietti non timbrati al giorno) non c’è rimedio. Intensificare i controlli non serve a niente, per la semplice ragione che la grande maggioranza di chi non paga il biglietto, se viene preso non paga neanche la multa. La prende, la appollottola, la butta nel primo cestino, o se la dimentica su una mensola di casa. E non gli succede niente.
    É un fenomeno che agli addetti ai lavori era noto da tempo, ma che - messo nero su bianco - fa decisamente impressione: anche perché il crollo delle vendite dei biglietti del tram registrato dopo l’aumento del costo a 1,50 euro (un milione e mezzo di tagliandi in meno a settembre 2011 rispetto a settembre 2010) non è causato tanto dalla diminuzione dei passeggeri quanto dall’aumento dei «portoghesi». Il numero di chi viaggia a scrocco, insomma, aumenta: una pletora di disonesti contro i quali non sembra esserci rimedio possibile. E il fatto che la percentuale di abusivi sui mezzi milanesi sia sensibilmente inferiore alla media nazionale (7 per cento complessivo a fronte del 19,3) è una esigua consolazione.
    Gli ultimi dati disponibili sono relativi al 2010, ma il trend è costante. Raccontano che ogni giorno, in media, i 150 controllori dell’Atm elevano poco più di un migliaio di multe: complessivamente circa 375mila nel corso del 2010. Di queste, una piccola parte - circa il 12 per cento - viene «conciliata», ovvero pagata sul momento: sono in genere i passeggeri più innocui, quelli che per davvero si sono dimenticati di timbrare o sono saliti senza biglietto per fretta o per dimenticanza. E che, presi in castagna, pagano in contante e senza fiatare.
    Nel restante 88 per cento dei casi, circa 330mila, il «portoghese» non paga e gli viene consegnato il verbale con la multa, e qui iniziano i problemi. A pagare la multa nei termini previsti è appena il 30 per cento dei passeggeri abusivi incappati nei controlli. Il 70 per cento, oltre 230mila, se ne infischia.
    E a quel punto non c’è rimedio, perché davanti ad una simile massa di morosi una azione di recupero crediti a tappeto è un’impresa disperata. Si tratta, oltretutto, di una massa di irriducibili habitué dell’evasione composta in ampia maggioranza (l’89 per cento, per l’esattezza) di stranieri, formalmente nullatenenti o quasi, e quindi insensibili a minacce amministrative o giudiziarie. Paradossalmente, ad Atm converrebbe che i controllori concentrassero le loro attenzioni sui passeggeri «normali», quelli che omettono sporadicamente di pagare il biglietto ma che, quando inciampano nei controlli, pagano la multa, anziché pagare i controllori perché riempiano centinaia di migliaia di verbali destinati a restare carta straccia.
    Come si fa a rimediare? Si fa come all’estero, dove si sale solo dalla porta davanti ed è il guidatore a controllare e a rilasciare i biglietti? Dicono in Atm: farlo sulle linee turistiche è facile: provate a farlo alle 8 del mattino in piazza Cadorna, quando i tram vengono presi d’assalto dai pendolari...
    Atm, crollano i biglietti ed è boom di portoghesi - Milano - ilGiornale.it

    L’assessore s’inventa il verde solo per stranieri
    di Chiara Campo
    Milano
    I leghisti arrivarono ad organizzare una maxi-grigliata di protesta. Per denunciare che il parco Testori, in via Mac Mahon, dal venerdì alla domenica diventa terra dei latinos, e off limits per i cittadini del quartiere. «Migliaia di immigrati sudamericani rendono l’area un inferno: barbecue abusivi, musica, bottiglie, basta con l’occupazione abusiva dei nostri parchi». Era l’estate del 2010, al governo della città c’erano (anche) loro. Per dire che il fenomeno era preoccupante e andava colpito. E ci ha provato l’allora vicesindaco Riccardo De Corato, facendo presidiare i parchi tutti i weekend d’estate dai vigili, «il 33% delle aree è frequentata da stranieri che nella maggior parte dei casi sono i responsabili di episodi di inciviltà e degrado». Musica a tutto volume, grigliate sull’erba nonostante i divieti, bottiglie di vetro sparse ovunque (e lavoro extra per l’Amsa), spesso maxi-risse.
    Soluzione del Comune di centrosinistra? Dalla prossima estate intende, di fatto, consegnare le chiavi di alcuni parchi alle comunità straniere. Marco Granelli, l’assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, si concentra soprattutto sulla seconda delega e anticipa il piano per la prossima estate. Coinvolgere Consolati e associazioni straniere per la gestione di alcune aree verdi. Si pensa al parco di Trenno, dove la presenza degli immigrati è variegata. al Cassinis dove nei weekend si concentrano soprattutto peruviani ed ecuadoregni, al parco delle Cave, al Testori già «occupato» dai sudamericani. Nelle ultime settimane il sabato e la domenica pattuglie di vigili hanno monitorato i parchi, e gli abusivi si sono tenuti alla larga. Ma «dobbiamo pensare di fornire dei servizi agli stranieri che frequentano numerosissimi queste aree» anticipa Granelli. Che pensa di prendere a modello Torino, altro Comune governato dal centrosinistra. Palazzo Marino e i consolati potrebbero fare accordi con alcune cooperative, «per rifornire di bevande, carne, una vendita regolare». E gli spazi «saranno attrezzati con aree per le grigliate, servizi igienici».
    La domanda che sorge spontanea, in regime di tagli secchi al bilancio, è: chi paga? La sensazione è che attraendo ancora più stranieri della stessa comunità, si verrà a creare l’effetto-ghetto, anche nei parchi più grandi.
    L’assessore s’inventa il verde solo per stranieri - Milano - ilGiornale.it

    Cameron, straniero in patria
    Sulla stampa inglese le reazioni alla stretta del premier sull'immigrazione
    Denunciare alle autorità gli immigrati clandestini per «rivendicare i confini e rispedire a casa propria queste persone». Non ha usato mezzi termini il primo ministro, David Cameron, nella parte più incisiva e discussa del discorso pubblico sull'immigrazione di lunedì 10 ottobre.
    Un intervento a lungo atteso su una materia fondamentale del programma politico dei conservatori - riportato per intero dal sito Politics.co.uk - che il premier britannico e i suoi consulenti hanno attentamente ponderato e cesellato per dimostrare agli inglesi che il governo non teme di affrontare il tema dell'immigrazione in maniera decisa.
    Un terreno spinoso e accidentato sul quale l'inquilino del 10 di Downing Street ha deciso di muoversi in una giornata in cui le sue preoccupazioni erano rivolte al caso Liam Fox, che rischia di fare saltare l'attuale ministro conservatore della Difesa.
    I dati ufficiali in possesso del governo parlano di 575 mila persone approdate sulle coste del Regno Unito con l'intenzione di restarvi per un anno o più nel corso del 2010. Troppe, per Cameron. «Dobbiamo sapere quante persone arrivano nel Regno Unito e chi sono questi individui».
    Ciò che più preoccupa Cameron è il crescente divario fra il numero degli stranieri che ogni anno arrivano nel Regno Unito e i cittadini britannici che compiono il percorso inverso, stabilendosi all'estero. Una differenza nel tasso netto di migrazione che è passata dai 163 mila individui nel 2008 ai 239 mila del 2010 con un aumento del 21% rispetto all'anno precedente, secondo i dati pubblicati nell'agosto scorso dell'Office for national statistics.
    Il traguardo noto e già dichiarato nei mesi scorsi della coalizione di governo è quello di «ridurre di decine di migliaia entro il 2015» il numero di immigrati autorizzati a restare in Gran Bretagna per periodi pari o superiori a un anno.
    «Il governo sta creando una nuova agenzia per la lotta al crimine», ha detto Cameron, «che avrà al proprio interno un corpo dedicato alla salvaguardia e alla sicurezza dei nostri confini. Ma voglio che tutti in questo Paese diano una mano, segnalando gli immigrati illegali alle nostre autorità di frontiera con una telefonata alla linea telefonica Crimestoppers, oppure collegandosi al sito internet della Border agency».
    Un invito pubblico alla delazione, definita necessaria al bene della nazione, che è uno dei capisaldi della linea cameroniana, assieme al sempiterno richiamo al concetto di «fairness» ovvero onestà, declinato questa volta «per le persone che già vivono, lavorano e pagano le tasse in Gran Bretagna e che temono di non riuscire a mantenere i propri figli, trovare una casa o un'occupazione».
    Per tutelare questa onestà, minacciata da «tensioni e malessere» che il premier ritiene dovuti all'alto livello di immigrazione, Cameron ha annunciato che d'ora in poi chiunque richiederà un passaporto britannico dovrà sostenere un esame di storia britannica.
    Secondo il Daily Mail, fra gli argomenti che potrebbero mettere a dura prova le conoscenze degli aspiranti cittadini d'Oltremanica vi saranno «la regina celta Budicca, la conquista normanna, la guerra delle Due rose, l'epoca elisabettiana e Winston Churchill».
    Quiz storici a parte, il pacchetto di misure anti-immigrazione promosso e promesso da Cameron non ha convinto i laburisti. «Mentre il primo ministro parla di maggiore severità sugli immigrati illegali, al tempo stesso taglia di 5 mila posti l'organico della Uk border agency», ha attaccato Yvette Cooper, responsabile degli Affari interni per l'opposizione, interpellata da Bbc News.
    E persino Gerard Batten, esponente dell'ultranazionalista Independence party (Ukip), ha dichiarato «Approviamo l'invito fatto agli inglesi di denunciare l'immigrazione illegale, ma a chi si rivolgeranno i cittadini visti i recenti tagli di risorse e personale delle forze dell'ordine?»
    Critiche che però non intaccano la linea del primo ministro. Un altro degli obiettivi dichiarati di Cameron è quello di porre un freno all'abitudine dei cittadini extraeuropei che, ottenuto un visto per trasferirsi nel Regno Unito per studio o lavoro, chiamano le proprie mogli e i propri figli a raggiungerli. Come ha scritto l'Independent, «la migrazione familiare ha costituito un quinto del totale dell'immigrazione extraeuropea nel 2010, con 50 mila visti rilasciati alle mogli o ai figli che hanno raggiunto i propri mariti o padri nel Regno Unito».
    Un dato che va sommato a un'ulteriore statistica secondo la quale «almeno il 70% di queste famiglie riunite ha entrare inferiori alle 20 mila sterline annue (23 mila euro) al netto delle imposte». Una situazione che, ha proseguito il quotidiano londinese, crea «un ovvio rischio che queste famiglie possano dipendere dal welfare nazionale». Una minaccia non sostenibile, visti i tagli alla spesa pubblica promossi dall'attuale governo, e che Cameron intende allontanare.
    Largo dunque a una stretta sui controlli necessari per ottenere i visti: «Faremo aspettare i migranti più tempo per essere sicuri che esista davvero un'autentica relazione fra le coppie prima che possano stabilirsi qui. Imporremo inoltre test più severi sulla genuinità di queste unioni, che attestino la capacità di marito e moglie di parlare la stessa lingua e di essere a conoscenza l'uno dell'altra», ha assicurato il primo ministro, che ha promesso inoltre di innalzare la soglia minima necessaria per assicurare il mantenimento familiare.
    Ma non è finita. Come ha sottolineato il Guardian, Cameron intende anche combattere la pratica dei matrimoni combinati fra stranieri, soprattutto indiani e pakistani, definiti di volta in volta «sham» o «bogus» (burla e fasulli) e ritenuti «nient'altro che una forma di schiavitù».
    Per questo, il premier ha dato mandato al ministro per gli Affari interni, Theresa May, di trasformare i matrimoni combinati in un reato civile in tutta la Gran Bretagna, come già accade in Scozia.


  7. #27
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: I nostri amici immigrati

    Immigrazione, scoppia rivolta a Sondrio: devastato un hotel

    Immigrazione, scoppia rivolta a Sondrio: devastato un hotel

    A Cosio Valtellino, in provincia di Sondrio, l'albergo Bellevue ospita, da mesi, alcuni immigrati che hanno devastato l'albergo per attirare l'attenzione delle autorità locali. I rivoltosi - in sei tra sudanesi e libici - hanno rotto le porte delle camere, suppellettili, hanno danneggiato l'arredamento ed hanno malmenato la figlia del titolare, che dopo la rivolta è stata portata in ospedale dove le hanno refertato una prognosi di dieci giorni per ferite ad un braccio. Uno degli extracomunitari più esagitati ha anche minacciato il proprietario di ricorrere a maniere ancora più dure se non dovesse intervenire la Caritas.

    L'albergato, Giulio Salvi, che da tempo ospita anche altri sette profughi sbarcati a Lampedusa, ha chiamato subito i carabinieri di Morbengo e la questura di Sondrio, ed ha informato anche il sindaco e la prefettura. I danni non sono stati quantificati, ma si è subito sollevato un gran polverone, soprattutto in vista degli eventi che si terranno nella zona: la manifestazione 'Morbengo in cantina', la fiera dei Prodotti della montagna lombarda a Morbegno e la 9/a edizione dei Sapori del Bitto di Albaredo. I clienti, infatti, hanno subito detto la loro. "Sono serviti da mattina a sera con pranzo e cena anche fuori orario a spese di noi contribuenti e poi dobbiamo anche avere paura di venire coinvolti in qualche rissa o altra devastazione mentre pranziamo al ristorante dell'hotel o beviamo un caffè al suo bar. Devono essere espulsi al più presto dalla Valtellina - continuano i clienti dell'hotel - per salvaguardare la pubblica incolumità".

    14/10/2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 
Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23

Discussioni Simili

  1. I nostri amici meridionali
    Di Erlembaldo nel forum Lega
    Risposte: 178
    Ultimo Messaggio: 29-10-11, 03:02
  2. I nostri amici sinistrati
    Di Erlembaldo nel forum Lega
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 18-10-11, 02:07
  3. I nostri amici islamici
    Di Erlembaldo nel forum Lega
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 11-10-11, 20:28
  4. i nostri piccoli amici
    Di Fulvia nel forum Fotografia
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 19-03-10, 21:21
  5. I nostri amici americani
    Di Micene nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-11-07, 18:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito