Sono ottimista sul fatto che verranno recuperati celermente poiché derivano da fondi comunitari. Quelle centinaia di milioni dovevano essere impiegati per aiutare l'economia delle regioni svantaggiate.


Sono ottimista sul fatto che verranno recuperati celermente poiché derivano da fondi comunitari. Quelle centinaia di milioni dovevano essere impiegati per aiutare l'economia delle regioni svantaggiate.


miiii che botta...
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)




L'Italia berlusconiana è abituata a non pagare o pagare in forte ritardo, accumulando penali.
Vedi quote latte e tutte le infrazioni ambientali.
Per non parlare delle frequenze tv...
Questo caso poi, tanto per cambiare, pizzica direttamente la famiglia del "grande imprenditore".
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Cinguetto QUI


Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


Dal regime a partito unico siamo passati al regime a ditta unica.


1400 miliardi di ladrocinio.....
in Cina c'e' la pena di morte per i funzionari che rubano pochi soldi
Ultima modifica di Airbus; 28-07-11 alle 18:25






Si parla di Mediaset perchè è stato il suo ricorso ad essere bocciato. Nel 2007 la commissione aveva bocciato gli aiuti di Stato per l'acquisto dei decoder (a beneficiarne sono state le reti analogiche).
La Corte di giustizia dà torto a Mediaset: «Gli incentivi ai decoder aiuti di Stato» - Corriere della Sera
La Corte ha quindi respinto il ricorso presentato dall'azienda televisiva dopo la sentenza dell'anno scorso. E ha perciò confermato che i contributi italiani per l'acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 «costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Le emittenti radiotelevisive che hanno beneficiato indirettamente degli aiuti di Stato sono tenute a rimborsare le somme corrispondenti ai vantaggi in tal modo ottenuti». Mediaset dovrà rimborsare non solo i 220 milioni di euro del contributo dello Stato, ma anche i vantaggi economici conseguenti all'aumento dello share causato dall'operazione.
Si dice il corrotto ma non il corruttore