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Discussione: Verso il baratro

  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Exclamation Verso il baratro

    Carissimi,
    torno dopo un lungo periodo di vacanza e mi vedo subito costretto - mio malgrado, e credo anche vostro - a concentrare l'attenzione sulla drammatica situazione politica ed economica dell'Italia.
    L'ottimismo che da sempre mi contraddistingue non basta più di fronte all'evidenza di un prossimo nuovo tracollo dell'economia globale, peggiore di quello sperimentato fra il 2008 ed il 2009.
    Mentre il crollo delle borse mondiali continua inesorabile (è da una settimana che non si vedono indici positivi, e il contagio pare senza controllo), il differenziale Btp-Bund stamane non solo supera la fatidica quota 400, ma addirittura sopravanza il dato relativo ai titoli spagnoli.

    Al di là del (piatto) discorso di Berlusconi in Parlamento, prevedilmente non risolutivo, siamo di fronte - per quel che concerne il caso italiano - ad un problema di "sistema": da parte dell'esecutivo e dell'opposizione, ma anche dei sindacati e delle associazioni di categoria, mancano idee e proposte concrete, realizzabili con immediatezza ed efficacia. Inutile comunque ripetersi: in assenza delle riforme auspicate e di una unità d'intenti, la politica non è assolutamente in grado di governare la crisi.
    E dunque, cosa aspettarsi? Che fare?

    Servirebbe certo uno scatto di reni, ovvero l'approvazione, nel giro di uno-due mesi al massimo - e se necessario tramite decretazione d'urgenza e voto di fiducia - di tutta una serie di provvedimenti tendenti da un lato al taglio dei costi della politica e delle spese inutili (con particolare riferimento all'asfissiante selva burocratica), e dall'altro all'alleggerimento della pressione fiscale su famiglie e piccole-medie imprese. Si tratta - è vero - dei soliti auspici, ormai triti e ritriti. Ma è possibile che davvero non si possa far nulla?

    In attesa degli eventi (i quali si preannunciano assai cupi), lascio a voi lo spazio per delle riflessioni sull'agghiacciante realtà odierna...Questa discussione verrà nel frattempo aggiornata con i dati più recenti.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Borse, avvio in rosso. Crolla Tokyo
    Spread Btp -Bund, nuovo record negativo


    Milano apre a -3,23% e amplia subito le perdite. Parigi cede il 6%. Il Nikkei a -3,72%. Male Taiwan e Hong Kong


    Avvio in rosso sulle piazze del Vecchio Continente. A Piazza Affari, il Ftse Mib segna subito un calo del 3,23% a 15.607 punti, ampliando poi il calo fino al -4%. Male Parigi che cede il 6per cento. Londra è a -2,78%, Francoforte a -3,4% e Madrid a -2,4%.

    Lo spread fra Btp e il Bund tedesco ha sfondato quota 400 in avvio dei mercati , portandosi a 406 punti, superando il livello di quello fra il decennale tedesco e i titoli spagnoli (404,5 punti) e segnando quindi l'ennesimo record negativo. Dopo il balzo dello spread a Piazza Affari ribassi da record investono l'intero paniere principale. Raffica di sospensioni già nei primi minuti di scambi, con dieci titoli fermati per eccesso di volatilità. Intesa Sanapolo cede il 7,72% dopo un breve congelamento, mentre Fonsai non fa prezzo e cede il 6,16% teorico. Ferme anche Fiat (-5,3%), Unicredit (-4,81%) e Finmeccanica (-4,5%)


    Borse, avvio in rosso. Crolla Tokyo Spread Btp -Bund, nuovo record negativo - Corriere della Sera

  3. #3
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    Predefinito

    Il problema dell'Italia è evidentemente lo Statalismo: il pensiero che sia lo Stato che risolverà i problemi degli individui.
    Questo ha generato una serie di situazioni economicamente insostenibili:
    un fabbisogno statale sempre maggiore che non può più essere tollerato;
    un'ampia fetta di società incapace di sviluppare un'economia privata solida;
    elevati livelli di tassazione che ammazzano i lavoratori;
    una incapacità di controllo che favorisce l'evasione.

    Le soluzioni sono difficili da dare: se la nostra classe politica non è capace di tagliarsi una parte dei soldi che ci rubano, non credo che abbia la forza di fare nulla di concreto, con tutto che ci sarà sempre qualcuno a protestare e salterà fuori il politico a difenderlo per una manciata di voti alle prossime elezioni.

    La crisi è strutturale: ma nella struttura politica di questo Paese, prima che nella struttura economica.
    We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    si cerca di buttare su Berlusconi e il suo governo 65 anni di storture, credo che paperino abbia ben sintetizzato la situazione: che dire? se a risolvere questi immani problemi non ce la fanno nemmeno i cervelloni di Bankitalia, della BCE e del FMI assieme al governo cosa possiamo fare noi?

    Forse multare le speculazioni borsistiche mettendo tassando ogni operazione, per cercare di limitare le transazioni in borsa? Forse massicci investimenti da parte della BCE ad acquistare titoli di stato portoghesi, greci e italiani...

    Di certo non è il momento di cambiare il governo e/o di evocare nuove elezioni, a sinistra non vedo nessuno, non dico in grado di risolvere i problemi ma nemmeno in grado di rendersi conto di cosa accade
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 05-08-11 alle 15:26

  5. #5
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Il problema dell'Italia è evidentemente lo Statalismo: il pensiero che sia lo Stato che risolverà i problemi degli individui.
    Questo ha generato una serie di situazioni economicamente insostenibili:
    un fabbisogno statale sempre maggiore che non può più essere tollerato;
    un'ampia fetta di società incapace di sviluppare un'economia privata solida;
    elevati livelli di tassazione che ammazzano i lavoratori;
    una incapacità di controllo che favorisce l'evasione.

    Le soluzioni sono difficili da dare: se la nostra classe politica non è capace di tagliarsi una parte dei soldi che ci rubano, non credo che abbia la forza di fare nulla di concreto, con tutto che ci sarà sempre qualcuno a protestare e salterà fuori il politico a difenderlo per una manciata di voti alle prossime elezioni.

    La crisi è strutturale: ma nella struttura politica di questo Paese, prima che nella struttura economica.
    Sono perfettamente d'accordo, e mi chiedo se le misure annunciate ieri in conferenza stampa da Berlusconi e Tremonti:
    - pareggio di bilancio in Costituzione;
    - inserimento nella Carta del principio liberale per il quale è lecito fare tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge;
    - anticipo della parte più dura della manovra al 2013;
    - rapida approvazione della delega fiscale ed assistenziale;
    - presentazione al Senato della riforma del lavoro e dello Statuto dei Lavoratori
    possano andare nella direzione giusta. Se da un lato di tratta di provvedimenti necessari ed improrogabili per assicurare i mercati sulla stabilità del paese, dall'altro all'orizzonte si preannuncia una gragnuola di nuove tasse, senza l'auspicato taglio delle spese inutili e degli sprechi.
    Il pareggio di bilancio NON può e NON deve risolversi in una nuova "lenzuolata" di balzelli. Altrimenti si rischia di AMMAZZARE il paese.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    si cerca di buttare su Berlusconi e il suo governo 65 anni di storture, credo che paperino abbia ben sintetizzato la situazione: che dire? se a risolvere questi immani problemi non ce la fanno nemmeno i cervelloni di Bankitalia, della BCE e del FMI assieme al governo cosa possiamo fare noi?

    Forse multare le speculazioni borsistiche mettendo tassando ogni operazione, per cercare di limitare le transazioni in borsa? Forse massicci investimenti da parte della BCE ad acquistare titoli di stato portoghesi, greci e italiani...

    Di certo non è il momento di cambiare il governo e/o di evocare nuove elezioni, a sinistra non vedo nessuno, non dico in grado di risolvere i problemi ma nemmeno in grado di rendersi conto di cosa accade
    Spero vivamente che il Parlamento si dia una mossa, in modo tale che entro l'autunno, comunque entro l'anno, siano varati tutti i provvedimenti annunciati ieri. Ribadisco che in ogni caso si deve evitare - come la peste - il rischio di una nuova ondata di tasse. Ma temo che sia tardi...la manovra è quella, ci aspettano anni neri. Chissà che con la delega fiscale non si riesca a correggere almeno in parte la rotta.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Debito Usa, S&P abbassa il rating


    Decisione storica dell'agenzia di rating che abbassa la valutazione ad a AA+. I titoli di stato americani perdono la massima valutazione per la prima volta nella storia: "Piano di risanamento non adeguato". Ma per il tesoro Usa c'è un errore di 2000 miliardi. Pechino chiede subito la soluzione dei problemi: "Finiti i giorni in cui zio Sam poteva sperperare"


    Per la prima volta nella storia, il debito sovrano degli Stati Uniti subisce un abbassamento del rating ad opera di Standard & Poor's. La valutazione AAA è stata abbassata di un gradino, a AA+, con un outlook che rimane negativo. La decisione è arrivata per "i rischi politici" che derivano dall'insufficienza degli interventi sul debito. "Il piano di risanamento - scrive S&P - non è adeguato a quanto sarebbe necessario per stabilizzare nel medio-termine il debito. L'efficacia, la stabilità e la prevedibilità della politica americana si è indebolita in un momento" in cui le sfide fiscali ed economiche aumentano. Un altro taglio, spiega ancora l'agenzia, potrebbe maturare nell'arco dei prossimi 12 o 18 mesi in mancanza di "correzioni solide". Immediata la reazione della Cina che condanna la "miope" disputa politica avutasi negli Usa sul debito. "La Cina, il più grande creditore dell'unica superpotenza mondiale, ha tutto il diritto - si legge in un durissimo commento diffuso dall'agenzia Nuova Cina - di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione dei problemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesi denominati in dollari".

    La decisione era nell'aria da tempo, nonostante l'accordo sul tetto del debito degli Stati Uniti faticosamente raggiunto e divenuto legge martedì scorso.

    E proprio il clima di confusione e tensione fra leader repubblicani e democratici al Congresso che ha preceduto l'accordo sul tetto del debito avrebbe indotto S&P al downgrade dalla AAA, il massimo, alla AA+. "L'innalzamento del tetto del debito è arrivato troppo tardi", ha detto John Chambers, presidente del comitato di valutazione di S&P: "Se fossero intervenuti prima, il rating non sarebbe stato abbassato".

    L'annuncio è arrivato al termine di uno scambio con il Tesoro americano che, avendo esaminato in anticipo la bozza della decisione, ha trovato errori per almeno 2000 miliardi di dollari. L'agenzia ha inviato la bozza della decisione al Tesoro alle 13.30, le 19.30 italiane. Gli economisti l'hanno esaminata e hanno trovato errori nel modo in cui S&P teneva conto dei dati delle spese discrezionali del Congressional Budget Office, l'organismo indipendente incaricato di fornire analisi agli eletti. Il Tesoro ha replicato alle 16, le 22 italiane, e S&P ha confermato il downgrade alle 20.20, ore 2.20 italiane.

    Una decisione senza precedenti. È la prima volta nella Storia che gli Usa si vedono ridurre il grado di affidabilità da una delle tre principali agenzie di rating, affidabilità che ora è inferiore a quello della Germania, della Francia o del Canada.

    Secondo gli analisti, la decisione di Standard & Poor's potrebbe avere un effetto più psicologico che pratico. Moody's e Fitch hanno mantenuto il rating di tripla A per gli Stati Uniti e il downgrade di una sola agenzia è più gestibile. Ma il taglio del rating potrebbe avere ripercussioni su aziende e Stati a rischio downgrade, per i quali i costi di finanziamento potrebbero salire.

    La maggiore preoccupazione è verificare se la decisione avrà un impatto sull'appetito degli investitori esteri per il debito americano. Nel 1945 i creditori esteri detenevano solo l'1% del debito americano, ora ne controllano il 46%.

    La presa di posizione della Fed. Il downgrade di Standard & Poor's non cambia le operazioni condotte tramite la finestra del tasso di sconto della Fed e le operazioni a mercato aperto. Lo ha comunicato la Fed, sottolineando che il downgrade non ha implicazioni sul trattamento dei titoli di stato americani, Treasury, usati dalle banche.

    La posizione della Cina. La cina, il maggior paese creditore degli Stati Uniti, aveva accolto con freddezza l'adozione del piano per evitare il default Usa, denunciando il protrarsi del problema dell'enorme debito sovrano. "I giorni in cui lo zio Sam, piegato dai debiti, poteva facilmente dilapidare quantità infinite di prestiti stranieri sono ormai contati", si legge nel comunicato di Nuova Cina. La cancellazione della tripla A per gli Stati Uniti è "un ammonimento", scrive Nuova Cina nel suo severo giudizio sullo stato delle finanze americano. L'agenzia di rating cinese Dagong, che non ha la stessa credibilità delle sue concorrenti anglossassoni, ha anch'essa abbassato il suo giudizio da A+ ad A con una prospettiva negativa.


    Debito Usa, S&P abbassa il rating La Cina tuona: "Vogliamo garanzie" - Repubblica.it

  8. #8
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    si cerca di buttare su Berlusconi e il suo governo 65 anni di storture
    Obbiettivamente,se nell'ultimo decennio (2001-2011) fossero state portate avanti le politiche economiche degli anni 90 (privatizzazioni e liberalizzazioni) l'Italia avrebbe affrontato la crisi con un debito non di molto più alto di quello francese (senza contare un possibile stimolo positivo delle privatizzazioni sull'aumento del PIL e quindi un'ulteriore diminuzione percentuale del debito).
    Invece queste politiche non sono state fatte. Senza contare che in questo periodo si è quasi avuta la crescita zero.

    Ora è comprensibile che il centrosinistra non abbia fatto queste riforme: ha governato solo due anni,con il sostegno di partiti che non volevano proprio sentire parlare di privatizzazioni (se avessero scaricato Bertinotti per Casini le cose sarebbero state diverse)...il problema vero è che queste riforme non le ha fatte nemmeno il centrodestra "liberale" di Berlusconi e Tremonti.


    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    che dire? se a risolvere questi immani problemi non ce la fanno nemmeno i cervelloni di Bankitalia, della BCE e del FMI assieme al governo cosa possiamo fare noi?
    Sono anni che Banca d'Italia,BCE e FMI ci suggeriscono riforme e interventi,è il Governo che non li ha mai messi in pratica! C'è stato bisogno di questa emergenza perché si muovesse.


    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    Di certo non è il momento di cambiare il governo e/o di evocare nuove elezioni, a sinistra non vedo nessuno, non dico in grado di risolvere i problemi ma nemmeno in grado di rendersi conto di cosa accade
    Io non sono molto tranquillo a lasciare fare chi ci ha portato in questa situazione con le sue mancanze (vd. sopra).
    Di certo bisogna evitare le elezioni: il meglio sarebbe formare un Governo di unità nazionale Pd-Terzo Polo-PdL o un nuovo Governo di centrodestra PdL-Terzo Polo senza Berlusconi e Tremonti. Ma,visto che Berlusconi non ha la minima intenzione di lasciare,mi accontento degli Stati Generali dell'economia da convocare il prima possibile.
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Sono perfettamente d'accordo, e mi chiedo se le misure annunciate ieri in conferenza stampa da Berlusconi e Tremonti:
    - pareggio di bilancio in Costituzione;
    - inserimento nella Carta del principio liberale per il quale è lecito fare tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge;
    - anticipo della parte più dura della manovra al 2013;
    - rapida approvazione della delega fiscale ed assistenziale;
    - presentazione al Senato della riforma del lavoro e dello Statuto dei Lavoratori
    possano andare nella direzione giusta. Se da un lato di tratta di provvedimenti necessari ed improrogabili per assicurare i mercati sulla stabilità del paese, dall'altro all'orizzonte si preannuncia una gragnuola di nuove tasse, senza l'auspicato taglio delle spese inutili e degli sprechi.
    Il pareggio di bilancio NON può e NON deve risolversi in una nuova "lenzuolata" di balzelli. Altrimenti si rischia di AMMAZZARE il paese.
    Diciamo che delle cose citate, la più importante è l'anticipo della manovra.
    Io continuo ad aspettare i dettagli, perchè il timore è che qui arrivino solamente tasse e sacrifici.
    Sulle spalle di chi non sta facendo altro dall'inizio della sua vita.
    We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate
    (Frank McKinney Hubbard)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Verso il baratro

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Diciamo che delle cose citate, la più importante è l'anticipo della manovra.
    Io continuo ad aspettare i dettagli, perchè il timore è che qui arrivino solamente tasse e sacrifici.
    Sulle spalle di chi non sta facendo altro dall'inizio della sua vita.
    Molti italiani, eccezion fatta naturalmente per coloro che sono in reale difficoltà e condizione di povertà o semi-povertà, sarebbero anche disposti a dei sacrifici per salvare il paese. Tuttavia, la richiesta alla politica è (giustamente) unanime e concorde: tagliare vitalizi e rendite, sprechi e benefits, prebende e privilegi. Senza questi tagli - effettivi e drastici - prevedo una rivolta anti-politica generale e devastante...

 

 
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