Carissimi,
torno dopo un lungo periodo di vacanza e mi vedo subito costretto - mio malgrado, e credo anche vostro - a concentrare l'attenzione sulla drammatica situazione politica ed economica dell'Italia.
L'ottimismo che da sempre mi contraddistingue non basta più di fronte all'evidenza di un prossimo nuovo tracollo dell'economia globale, peggiore di quello sperimentato fra il 2008 ed il 2009.
Mentre il crollo delle borse mondiali continua inesorabile (è da una settimana che non si vedono indici positivi, e il contagio pare senza controllo), il differenziale Btp-Bund stamane non solo supera la fatidica quota 400, ma addirittura sopravanza il dato relativo ai titoli spagnoli.
Al di là del (piatto) discorso di Berlusconi in Parlamento, prevedilmente non risolutivo, siamo di fronte - per quel che concerne il caso italiano - ad un problema di "sistema": da parte dell'esecutivo e dell'opposizione, ma anche dei sindacati e delle associazioni di categoria, mancano idee e proposte concrete, realizzabili con immediatezza ed efficacia. Inutile comunque ripetersi: in assenza delle riforme auspicate e di una unità d'intenti, la politica non è assolutamente in grado di governare la crisi.
E dunque, cosa aspettarsi? Che fare?
Servirebbe certo uno scatto di reni, ovvero l'approvazione, nel giro di uno-due mesi al massimo - e se necessario tramite decretazione d'urgenza e voto di fiducia - di tutta una serie di provvedimenti tendenti da un lato al taglio dei costi della politica e delle spese inutili (con particolare riferimento all'asfissiante selva burocratica), e dall'altro all'alleggerimento della pressione fiscale su famiglie e piccole-medie imprese. Si tratta - è vero - dei soliti auspici, ormai triti e ritriti. Ma è possibile che davvero non si possa far nulla?
In attesa degli eventi (i quali si preannunciano assai cupi), lascio a voi lo spazio per delle riflessioni sull'agghiacciante realtà odierna...Questa discussione verrà nel frattempo aggiornata con i dati più recenti.




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