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Discussione: Osservatorio Iran

  1. #31
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    18 june 2009 Moscow eurasianists supporting Ahmadinedjad


  2. #32
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  3. #33
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  4. #34
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    Manifestazione in sostegno degli studenti iraniani
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    Mar, 16/06/2009 - 16:18
    Inizio:17/06/2009 - 19:00
    Fine: 17/06/2009 - 21:00
    Promotore evento:
    Radicali, Il Riformista


    DIAMO UNA MANO AI RAGAZZI DI TEHERAN
    di Antonio Polito

    Dobbiamo dare una mano ai coraggiosi di Teheran. Sfidare il regime, in così tanti, per chiedere elezioni libere senza brogli, è una prova che l'Iran può cambiare, se il mondo gli dà una mano a cambiare.
    Spedite la foto che pubblichiamo in questa pagina all'ambasciata iraniana a Roma, la troverete sul nostro sito Il Riformista insieme con l'indirizzo mail. Venite a Piazza Farnese domani sera, alle 19, dove il Riformista e Radio radicale terranno una no-stop di solidarietà col popolo iraniano. Mettete qualcosa di verde, un nastro, una t-shirt, un berretto, per dire ai ragazzi di Teheran che non sono soli.

    Gli europei e gli americani hanno una responsabilità nei confronti dell'Iran. E si comportano invece spesso in modo schizofrenico. I governi passano da minacce di intervento armato, per fermare la corsa al nucleare di un regime fanatico e pericoloso, a profferte di dialogo e di strette di mano. Negli ultimi tempi l'Italia si è distinta in questo secondo atteggiamento, e ancora ieri Frattini ha detto che sì, l'Europa è preoccupata della sorte dei ragazzi che protestano a Teheran, sì, è preoccupata dei brogli elettorali, sì, è preoccupata delle violenze del regime: ma la priorità resta l'Afghanistan, e quindi resta anche l'invito al governo iraniano per i colloqui di Trieste.

    La linea del sostegno aperto e fermo a chiunque in Iran si batta per riaprire la speranza di più libertà e democrazia, la scommessa sulla voglia di cambiare del popolo iraniano, non è mai stata scelta con nettezza dall'Occidente come l'opzione principale, neanche da quegli Usa che pure sono tra i più preoccupati e consapevoli della minaccia che il regime di Ahmadinejad rappresenta per la pace e la stabilità di quell'area cruciale del mondo. E invece è l'unica linea politicamente sensata e praticabile: isolare il regime con sanzioni vere ed efficaci e con un sostegno vero ed ampio alle forze migliori della società iraniana. Perché la verità è che solo gli iraniani possono cambiare la loro storia.
    Facciamo così tanto parlare del «soft power», della capacità cioè del mondo libero di conquistare i cuori e le menti dei popoli che sono ancora sottoposti a regimi tirannici, autocratici, teocratici. In Iran si spara su chi protesta, si impiccano gli oppositori, si arrestano gli omosessuali, si puniscono le donne che non accettano la sottomissione. Ma quando da quel mondo si levano le voci di gente che davvero sente il richiamo della libertà, e dei valori universali di cui l'Occidente va fiero, voltiamo la testa dall'altra parte.
    Che lo facciano i governi, si può anche capire. È il vecchio inganno della realpolitik, che tiene i dittatori al loro posto nella speranza di affari e benevolenza. Ma che lo facciano i popoli questo, per quanto è nel nostro potere, non dobbiamo permetterlo. La nostra mobilitazione di qualche mese fa rimandò Ahmadinejad a casa senza che a Roma nessuno avesse il coraggio di stringergli la mano. La nostra mobilitazione, domani a Piazza Farnese, può arrivare anche a Teheran, per dire a chi scende in piazza che il mondo li guarda, ed è con loro.

    Manifestazione in sostegno degli studenti iraniani | Roma.indymedia.org

  5. #35
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    Il Riformista
    IRAN, MANIFESTAZIONE ANTI REGIME. LE ADESIONI
    MIGLIAIA DI ITALIANI, IRANIANI, STUDENTI E PROFESSIONISTI HANNO PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE DEL RIFORMISTA IN PIAZZA FARNESE A ROMA. PER SOSTENERE I DEMOCRATICI IRANIANI.

    di Sonia Oranges
    Ma siamo proprio sicuri di voler invitare Mahmud Ahmadinejad in Italia? La domanda aleggia in piazza Farnese, fra le bandiere di partiti, sindacati, movimenti che hanno aderito alla manifestazione “Per l'Iran”, organizzata dal Riformista e da Radio Radicale, all'indomani della contestazione del risultato elettorale iraniano, urlato da quell'Onda verde che rischia di essere respinta da una durissima repressione, di cui in questi giorni abbiamo visto solamente i prodromi, mentre il regime di Teheran abbassa la cortina del silenzio, spegnendo i media e cacciando la stampa internazionale.
    E proprio dalla piazza romana riunita dal nostro giornale, prende corpo la richiesta di valutare concretamente l'ipotesi di ritirare l'invito già allargato dal nostro Governo all'Iran, per la riunione dei ministri degli Esteri del G8 sulla stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan, in programma a Trieste per la prossima settimana. La prima a sollevare la questione, tra l'altro, è proprio un'esponente della maggioranza di centrodestra, la deputata del Pdl Fiamma Nirenstein, nel suo intervento dal palco di piazza Farnese: «Dobbiamo sostenere i giovani democratici di Teheran, perché sono in lotta contro il peggior regime del mondo. E al Governo italiano voglio dire: sospendiamo l'invito all'Iran per il G8».
    a
    Ma Fiamma Nirenstein non è sola a rivelare l'evidente contraddizione tra la convergenza delle forze politiche italiane nel dire «no» alla repressione in Iran, e l'invito all'Iran. La radicale Emma Bonino è, se possibile, ancor più chiara: «So per esperienza che quando si escludono i giornalisti stranieri da un Paese, è segno che la situazione è destinata a peggiorare. Forse non abbiamo ascoltato e inteso bene quel che da anni ci ripete Shirin Ebadi. Forse la repressione di questi giorni deve farci cambiare atteggiamento. Siamo davvero sicuri che vale la pena d'invitare il governo di Ahmadinejad in Italia, o forse è meglio dare un segnale diverso, che non significa ostracismo ma segna che noi non tolleriamo la repressione, segna la differenza del riconoscimento e del rispetto dei diritti?».
    La piazza applaude, perché in fondo tanti la pensano come l'esponente radicale, in barba ai mille tentativi di dialogo come agli interessi economici che legano l'Italia all'Iran. In tanti hanno deciso di esserci ieri alla maratona oratoria, quelli che hanno aderito dalle colonne del Riformista e nelle trasmissioni di Radio Radicale, e chi non ha fatto a tempo, come Marco Follini e Cesare Salvi, segno che la vicenda iraniana non è soltanto un'occasione per una dichiarazione in più. D'altra parte, quando sale sul palco Francesco De Leo, appena “rientrato” (che sta per “cacciato”) da Teheran, dove ha raccontato le elezioni e il drammatico epilogo del voto per il Riformista e per Radio Radicale, cala il silenzio. Il suo racconto mette i brividi, è fatto di luci che si spegnono all'improvviso, del web che smette di funzionare, di un “risveglio” orribile con file e file di giovani costretti in ginocchio per strada, con le mani dietro la schiena sotto le manganellate del regime, prima di essere caricati su furgoni con i vetri oscurati. De Leo ha con se le copie dei giornali riformisti iraniani: «Forse saranno gli ultimi numeri pubblicati. È in atto un giro di vite forse senza precedenti nei confronti dei giornalisti. Sono orgoglioso del fatto che il ministro degli Esteri ci abbia definito “megafono dei rivoltosi”, abbiamo fatto il nostro lavoro. Non so che cosa accadrà a Teheran, ma so che di certo questo movimento non si fermerà, perché a muoverlo non ci sono interessi politici, ma soltanto ragazzi di 25-26 anni che rivendicano il proprio ruolo di classe dirigente del futuro. Hassan, la loro anima, lo ripete: quel che gli interessa è soltanto ricostruire l'Iran».
    C'è una speranza? Secondo il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, la risposta è sì: «Vogliamo mandare un messaggio al popolo iraniano, agli studenti del movimento 9 luglio, per cui stiamo aspettando dal Campidoglio l'intestazione della strada dove ha sede l'ambasciata iraniana. Tutti parlano del riarmo nucleare dell'Iran che garantirà a quel Paese di colpire ovunque, non solamente a Tel Aviv o Gerusalemme. Ma è importante sottolineare anche che è possibile, con l'aiuto di tutti, che il popolo iraniano si risollevi. È successo in passato, può accadere anche adesso».
    La comunità iraniana ringrazia, ricordando che il problema non è il regime islamico ma il Governo di Ahmadinejad, autore dei brogli elettorali. Gli interventi sul palco dove campeggia la scritta emblematica: «Where is my vote?», sono tanti. Nella speranza che, come dicono i padroni di casa Antonio Polito e Massimo Bordin, «i Governi occidentali facciano molto di più di quanto fatto», e «gli iraniani possano finalmente avere il diritto a contarsi e a contare».

  6. #36
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    IRAN: MOGHERINI E SERENI “QUESTA SERA SAREMO A PIAZZA FARNESE PER IL POPOLO IRANIANO” Dichiarazione di Federica Mogherini (Segreteria Nazionale PD) e Marina Sereni (Vice Presidente Gruppo PD Camera): "Oggi pomeriggio (Ieri, ndr) anche noi saremo in Piazza Farnese per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà al popolo iraniano, alle centinaia di migliaia di giovani e di donne che in questi giorni sono scesi in piazza per rivendicare democrazia, diritti, rispetto della volontà popolare. Saremo anche noi a Piazza Farnese per dire no ad ogni forma di violenza e di censura, no ad ogni reazione autoritaria del regime iraniano contro il suo popolo. Per questo, abbiamo chiesto e continueremo a chiedere che il Governo italiano faccia la sua parte per assicurare libertà di informazione, trasparenza e vigilanza internazionale su quanto sta accadendo in questi giorni a Teheran: si fermino immediatamente la violenza e gli arresti indiscriminati, si garantisca la libertà di informazione, si rispetti il voto degli iraniani. Saremo anche noi in Piazza Farnese per ribadire che il PD è con i giovani e le donne iraniane, per la democrazia, i diritti, la libertà di espressione in Iran, come in ogni parte del mondo ."


    gli studenti
    iraniani d'Italia
    La comunità iraniana di Roma aderisce alla manifestazione contro il regime lanciata dal Riformista. Noi, studenti iraniani in Italia, saremo presenti a Campo de Fiori questa sera per continuiare la nostra protesta. Contro Ahmadinejad e in segno di solidarietà ai milioni di nostri concittadini che stanno manifestando a Teheran. Insieme a noi ci saranno gli studenti iraniani venuti a Roma da Firenze, Bologna, Milano per manifestare contro i brogli elettorali.
    Comunità iraniana di Roma

    convinti
    che serva
    Aderiamo con la convinzione che il vostro impegno possa essere utile alla causa dell'Iran.
    Studenti iraniani di Roma e Firenze


    un messaggio
    dalla Finlandia

    Nella storia del mondo, la libertà non è mai stata raggiunta attraverso il silenzio. Noi iraniani, abbiamo combattuto a lungo per i nostri diritti. Vogliamo che i popoli del mondo sappiano che l'Iran e gli iraniani stanno cercando la pace e la libertà, e che crediamo che il mondo potrebbe essere un luogo più pacifico da vivere se vi fosse realizzata la libertà. Siamo certi che il vostro supporto potrà essere un forte, positivo contributo alla pace, e vorrei ringraziarvi per tutti i vostri sforzi, a nome degli studenti iraniani.
    Farhad Hassanzadeh, Turku, Finland


    leone d'argento
    a venezia

    Io, Babak Payami, regista irano-canadese, dò il mio totale appoggio alla manifestazione convocata dal quotidiano Il Riformista e da Radio Radicale a Roma.
    Babak Payami


    irannews
    per l'onda verde
    La redazione di irannews aderisce con convinzione alla manifestazione indetta dal Riformista e da Radio Radicale a favore dell'onda verde di Teheran
    La redazione di Irannews


    Rafat
    per i giornalisti
    Io Ahmad Rafat corrispondente di Voice of America e giornalista italo iraniano aderisco alla manifestazione del Riformista e di Radio radicale
    Ahmad Rafat


    La Comunità
    ebraica ci sarà
    Caro direttore, accolgo con viva partecipazione l'iniziativa lanciata dal Suo giornale e Le comunico l'adesione mia personale e della Comunità Ebraica di Roma all'iniziativa di Piazza Farnese a sostegno della democrazia in Iran. Sopratutto come cittadini italiani ci sentiamo chiamati a far sentire la nostra voce a sostegno della libertà del popolo iraniano. Sentire negare la Shoah, il diritto di Israele ad esistere come nazione in pace con i propri vicini, assistere all'escalation atomica, così come vedere calpestati i basilari diritti di espressione, delle donne e di ogni minoranza, non può e non deve lasciarci indifferenti ed inerti. La nostra partecipazione non è in alcun modo “contro” ma “per”. Come ebrei ci sentiamo profondamente vicini alle donne ed agli uomini che in Iran, vivono con durezza il dramma di veder negati i propri diritti fondamentali. La ringrazio, pertanto, per l'attenzione ed il coraggio con il quale il Riformista, spesso controcorrente, porta avanti queste battaglie di libertà e civiltà.
    Riccardo Pacifici, presidente Comunità ebraica di Roma


    la mobilitazione
    dei giovani ebrei
    Egregio direttore, aderiamo con convinzione alla manifestazione organizzata dal suo quotidiano e da Radio Radicale, perché da sempre siamo vicini al popolo iraniano e in particolare agli studenti che ogni giorno si battono per la libertà e la democrazia nel loro paese. Inoltre, ci appelliamo al sindaco Alemanno affinché, come promesso da più di un anno all'Unione Giovani Ebrei d'Italia, finalmente concretizzi la proposta nata dalle pagine del Riformista di dedicare una via di Roma al 9 luglio 1999, data che ricorda la più grande rivolta degli studenti iraniani contro il regime.
    Daniele Nahum presidente Unione Giovani Ebrei d'Italia


    il dovere
    dei governi
    Stop the Bomb aderisce con convinzione all'iniziativa promossa dal Riformista. Mai come oggi, è necessario tenere alta l'attenzione della società civile sui diritti negati in Iran e richiamare al proprio “dovere” i Governi democratici. Occorre con forza risvegliare le nostre coscienze: il rischio sempre più crescente è che nelle nostre “distratte” società, ci si abitui oramai a considerare accettabile un regime che nega sistematicamente i diritti delle donne, delle minoranze e la libertà di espressione degli oppositori politici. Non ci sono Paesi lontani o vicini, ci sono solo diritti da garantire e donne e uomini da rispettare.
    Associazione Stop the Bomb


    Il sì di Isf
    all'iniziativa
    Isf, International Safety and Freedom vuole dare la sua adesione alla manifestazione del Riformista e di Radio Radicale su quanto sta accadendo in Iran.
    International Safety and Freedom

    Maccabi

    con teheran
    La Federazione Italiana Maccabi aderisce alla manifestazione, siamo con i giovani e le donne di Teheran, per un libertà vera.
    Federazione italiana Maccabi


    Il Pd del Lazio
    a piazza Farnese

    Caro Polito, ti ringrazio per lo spazio che mi concedi per illustrare le ragioni che ci hanno spinto ad aderire alla manifestazione che avete indetto in piazza Farnese e a organizzare un sit in come Pd Lazio davanti all’ambasciata iraniana. Le notizie che giungono dall’Iran, dopo le elezioni dello scorso 12 giugno e dopo le accuse di brogli denunciate dall’opposizione interna, sono allarmanti: secondo quanto di apprende dagli organi di informazione in queste ore si stanno verificando dei violenti scontri tra i manifestanti e le unità militari, con alcune vittime tra i civili. Il governo di quel paese ha oscurato i principali mezzi di comunicazione, impedendo così alla comunità internazionale di conoscere e verificare con esattezza ciò che sta accadendo ed è ancora più preoccupante che sia stato vietato l’accesso anche a canali come Youtube e Facebook, dove venivano mostrate le immagini degli scontri in corso a Teheran riprese con i telefonini cellulari e quindi non filtrate. Tutto ciò autorizza i peggiori sospetti sulle modalità di svolgimento del voto, poiché un paese veramente democratico non oscura i mezzi di informazione e quindi non impedisce la libera circolazione delle notizie e delle idee. Si tratta di una fase molto delicata non solo per l’Iran ma per tutto il Medio Oriente e per gli sviluppi e le conseguenze che potranno aversi su tutto lo scenario internazionale. Mai come in questo momento è fondamentale che si affermi, attraverso un percorso spontaneo, popolare e realmente partecipato, un processo democratico che contamini in maniera feconda tutta la regione. Nessuno di noi può credere che la democrazia si possa “esportare”, tanto più con le armi, come abbiamo, purtroppo, dovuto constatare nel vicino Iraq. Credo invece che il ruolo delle democrazie occidentali sia quello di accompagnare e sostenere, attraverso le grandi e pacifiche manifestazioni popolari e tutte quelle iniziative di carattere diplomatico che i vari governi possono mettere in campo, i processi che nascono spontaneamente in quei paesi, perché la democrazia è forte se nasce e vive da “dentro” e non se viene calata dall’alto o, peggio ancora, imposta, magari unilateralmente e in modo violento. Per queste ragioni una forza come la nostra, che fa della democrazia un tratto talmente identitario da inserirlo nel suo stesso nome, non può che stare al fianco degli studenti, delle donne e di chi, in questo momento, si sta battendo per i propri diritti e per la propria libertà. Ti ringrazio anche per la sensibilità e la prontezza che tu e il tuo giornale avete dimostrato in questa occasione promuovendo la manifestazione di domani, al quale parteciperemo tutti per condannare fermamente gli episodi di violenza e censura.
    Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio


    L'Ugl
    per la libertà
    L’Ugl aderisce all’appello del Riformista e oggi a piazza Farnese una delegazione del sindacato guidato da Renata Polverini parteciperà alla no stop di solidarietà con il popolo iraniano organizzata dal quotidiano diretto da Antonio Polito e da Radio Radicale. L’Ugl già qualche mese fa aveva aderito alla manifestazione in Campidoglio a favore della libertà e del rispetto dei diritti del popolo iraniano, con convinzione aderisce a questa nuova iniziativa a sostegno delle donne e degli uomini scesi in piazza a Teheran per una protesta legittima a cui si è risposto con una inaccettabile violenza.
    Ugl


    finocchiaro
    per la democrazia
    Aderisco all'appello del Riformista. È necessario far sentire alle centinaia di migliaia di persone che in queste ore stanno manifestando per la libertà e per i diritti del popolo iraniano che c'è un'opinione pubblica nel mondo che sostiene le loro idee. Occorre assolutamente che le repressioni violente finiscano e che si verifichi la validità del voto in Iran. Sono ore importanti per quel Paese perché il regime sta mostrando crepe molto consistenti. Credo che oggi sia ancora più utile e necessario schierarsi per aiutare il processo democratico in Iran.
    Anna Finocchiaro, senatrice pd


    nirenstein contro
    un regime orribile
    Sono con tutto il cuore al fianco del popolo iraniano, contro gli orrori di un regime antisemita e guerrafondaio, e spero che i governi democratici di tutto il mondo, sappiano finalmente porgere quell'aiuto sostanzioso e decisivo, che sino a oggi purtroppo è mancato, ai dissidenti che difendono i diritti umani e che sono contro la bomba atomica.
    Fiamma Nirenstein, deputata Pdl


    Soliani: sovranità
    alle persone
    Siamo al fianco dei ragazzi di Teheran perché il futuro del mondo sia un futuro di uomini liberi e sovrani.
    Albertina Soliani, senatrice pd


    vicini all'iran
    che resiste
    Con queste elezioni si è visto un Iran che si ribella a un tiranno ottuso. E l'Occidente non può stare a guardare per spirito di real politik.
    Jole Santelli, deputato pdl


    segnale forte
    da latorre
    Aderisco all'appello del Riformista, che ha organizzato, insieme a Radio Radicale, una manifestazione in piazza Farnese a sostegno della protesta del popolo iraniano e contro le violenze perpetrate nei confronti dei manifestanti. È necessario che dalle democrazie occidentali giunga un segnale forte a supporto delle legittime aspirazioni democratiche dei giovani iraniani e che non si spengano i riflettori internazionali su tutto ciò che in queste ore sta avvenendo in quel Paese.
    Nicola Latorre, senatore pd


    l'impegno
    di saltamartini
    Sarò in piazza col Riformista e Radio radicale per far sentire agli iraniani il nostro sostegno e la nostra vicinanza. Si tratta di un momento molto delicato ma che segna un passaggio fondamentale. Per la prima volta dopo molti anni, il popolo è sceso in strada, reclamando pacificamente ma con forza i propri diritti. Ora la comunità internazionale deve impegnarsi per mantere elevato il livello di attenzione. Le grandi manifestazioni di massa di questi giorni dimostrano che la repressione fondamentalista non è riuscita a spegnere quella larga parte di società civile - laica, moderata, riformista - che esiste nel Paese e di cui le donne costituiscono una delle componenti più attive e volitive. Ad esse, e in particolare, esprimo la solidarietà a nome di tutte le colleghe del Pdl, nella convinzione che dalla loro battaglia possa emergere il seme dell'Iran di domani, libero e democratico.
    Barbara Saltamartini, deputato pdl


    libertiamo
    per la protesta
    Stimato Direttore,
    L’Associazione Libertiamo e il magazine on line libertiamo.it aderiscono convintamente alla manifestazione di sostegno al movimento di protesta democratica che, in queste ore, cerca di affermare a Teheran e nelle maggiori città iraniane il diritto ad elezioni libere e trasparenti. Siamo convinti che la denuncia di brogli possa provocare, nella vitale e giovane società iraniana, una presa di coscienza che vada ben al di là della semplice richiesta di nuove elezioni. La libertà politica non si esprime solo nel voto, non è una liturgia elettorale: è una quotidiana ricerca dei mezzi per limitare il potere, prima che un modo di legittimarlo. Da questa protesta, può nascere un nuovo Iran, con un’opinione pubblica consapevole delle proprie possibilità, che guardi all’Occidente – all’Europa ed anche all’Italia - come ad un esempio di apertura sociale e civile, di libertà individuale e di tolleranza. È nostro compito far sentire la presenza del mondo libero, affinché tutto questo non finisca nel sangue e in un brutale regolamento di conti interno all’establishment iraniano. Spetta al Vecchio Continente offrire, ad un tempo, il massimo dell’intransigenza politica nei confronti della leadership iraniana e il massimo dell’apertura alle realtà sociali e culturali che chiedono di innovare la teocrazia di Teheran. A questa responsabilità storica e culturale non possiamo sottrarci.
    Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma, Libertiamo


    murgia
    in piazza
    Caro direttore, approvo e partecipo alla manifestazione di oggi a piazza Farnese.
    Bruno Murgia, parlamentare del Pdl

    FAREFUTURO
    con i ribelli
    Noi siamo dalla parte dei ribelli. Oggi scendiamo in piazza. Con passione e convinzione. Con la certezza di stare dalla parte giusta. Anche noi di Ffwebmagazine saremo presenti alle 19,00 in piazza Farnese alla manifestazione organizzata dal Riformista e Radio Radicale a «sostegno dei giovani democratici».
    Filippo Rossi, Farefuturo


    la solidarietà
    di di pietro
    L’Italia dei Valori aderisce alla manifestazione promossa dal Riformista e Radio Radicale per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Quanto sta accadendo in queste ore continua a suscitare tutta la nostra indignazione. Bisogna battersi per la libertà di informazione e per il voto libero. Occorre che la comunità internazionale vigili su quanto è accaduto e che l’Italia, in quanto primo partner commerciale dei paesi dell’Unione europea, si adoperi con una linea chiara, e non ondivaga, a difesa dei diritti umani.
    Antonio Di Pietro, presidente Idv


    i giovani del pdl
    per la causa
    Aderiscono alla Manifestazione indetta dal Riformista a sostegno dei giovani democratici iraniani.
    Francesco Pasquali e Stefano Morelli, Giovani per la Libertà


    repubblicani
    per i giovani
    Il Partito Repubblicano Italiano aderisce alla manifestazione promossa dal Riformista e da Radio radicale a sostegno dell’onda verde di Teheran.
    Vito Kahlun, responsabile politiche giovanili Pri


    l'ok di zanda
    per l'iran
    Aderisco alla manifestazione per l'Iran.
    Luigi Zanda, senatore pd


    europa: è a noi
    che chiedono
    I cartelli dei ragazzi e delle donne di Teheran chiedono “Where is my vote?”. Lo chiedono in inglese: significa che non si rivolgono né al Consiglio dei guardiani della rivoluzione né all'ayatollah Khamenei. Si rivolgono a noi. Sanno che hanno una sola speranza di vincere, cioè tenere spalancato il flusso dell'informazione, della denuncia e della battaglia politica che va dalle loro piazze all'Occidente, e viceversa. Noi guardiamo a loro, perché abbiamo capito quanta parte della nostra sicurezza e del nostro futuro dipende dall'esito di quella battaglia. Per questo oggi a Roma, per questo ogni giorno con il nostro lavoro per tenere accesa la luce su Teheran. Anche perché l'Italia - con le sue troppe furbizie e alchimie diplomatiche, invariate sotto ogni governo - ha qualcosa da farsi perdonare da quelle donne e dai quei giovani.
    Stefano Menichini, direttore di Europa

  7. #37
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    scusate ma è veramente utile un thread pieno di articoli?

  8. #38
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    scusate ma è veramente utile un thread pieno di articoli?
    si dovrebbe anche discutere.
    Cmq l'ho aperto per avere a portata di mano tutti gli articoli interessanti sull'Iran, per non disperderli in tutto il forum. Una sorta di "Iran News"

  9. #39
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    Stupisce l'assenza de Il Foglio, in passato in prima fila in iniziative del genere.
    Segno che la sinistra liberal (Il Riformista) sta effettivamente sorpassando la destra liberal per atlantismo.

  10. #40
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Riferimento: Osservatorio Iran

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Stupisce l'assenza de Il Foglio, in passato in prima fila in iniziative del genere.
    Segno che la sinistra liberal (Il Riformista) sta effettivamente sorpassando la destra liberal per atlantismo.
    anche il Foglio ne ha sparate, ma almeno non ha fatto pagliacciate in strada.

 

 
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