



Prima di diventare ateo, ci ho riflettuto a lungo, per parecchi anni. E non pensare che sia facile rinunciare a quanto ti è stato insegnato e trasmesso. Ma essere ateo, non è un scelta. E' una logica conseguenza, direi una necessità, di fronte all'inesistenza di motivi per credere.
Per il resto, le finestre sono sempre aperte, ma questo non significa stare perennemente affacciati, scrutando l'orizzonte alla ricerca di qualcosa di cui non si hanno motivi per pensare che esista. Non avrebbe senso farlo.
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 18-09-11 alle 06:57


Hai ragione Midil, la religione è una cosa che ci insegnano, poi arriva il momento che noi ci facciamo le domande
,quello è un momento delicato, o si resta credenti o si diventa atei, succede spesso in adolescenza, a me è capitato,mi sesntivo sola con un peso dentro ho vissuto male il periodo del mio cosiddetto ateismo, poi succede qualcosa nella vita , che ti a tornare a credere, non parlo di religioni, quelle sono la causa dell'ateismo, infatti io mi sento cristiana , ma sono molto anticlericale, , credo che la fede vada vissuta con semplicità. E' dentro di noi. Logicamente credo nella vita dopo la morte, ne sono certa. se no questa vita non avrebbe senso, ricorda nulla muore veramente niente si distrugge.
Ultima modifica di Ada De Santis; 18-09-11 alle 07:13
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Per quanto mi riguarda, invece, vivo benissimo il mio ateismo. Terminata la fase di transizione, con le sue riflessioni, e le sue oscillazioni, ho raggiunto un buon equilibrio, in proposito. Ma, attenzione, io sono ateo, non anticristiano. Cioè, io non ho assunto una certa posizione come forma di antagonismo verso una certa religione strutturata. Né l'ho fatto perché "arrabbiato" con qualche divinità. Semplicemente, non credo ci siano queste divinità. E vivo questa cosa con naturalezza.
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 18-09-11 alle 07:55


Ultima modifica di Ada De Santis; 18-09-11 alle 08:03
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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Se le istruzioni sono confuse, contraddittorie e di dubbia origine, talvolta contrarie alla logica e al senso di umanità, il tutto in una situazione complessa e in continua evoluzione, la cosa più razionale è agire di propria iniziativa, cercando di fare la cosa giusta. In questi casi, il primo responsabile di errori o manchevolezza, non è certo chi ha cercato di fare del proprio meglio, ma chi non gli ha fornito delle chiare istruzioni.
Peraltro, che succede se alla fine, un credente segue le istruzioni sbagliate o le intepreta male, facendo magari anche cose che lui, personalmente, ritiene sbagliate? Si presenta al giudizio finale giustidicandosi di aver solo "obbedito agli ordini"?
Ma, proviamo a pensare in modo differente. Immaginiamo che la prova reale non sia quella dell'obbedienza, ma quella della maturità. Cioè, siamo stati inondati di regole ed istruzioni, contradditorie e di origine incerta, proprio per vedere come ci comportiamo in una tale situazione di incertezza. Se riusciamo a sviluppare un'autonomia di ragionamento ed una nostra maturità, sufficiente a discernere il bene dal male. Magari, l'Essere Superiore, stanco di miliardi di anni di solitudine, ha voluto qualcuno con cui dialogare. Ma se avesse direttamente creato una figura simile, non avrebbe fatto altro che duplicare sé stesso: sarebbe stato come parlare da solo. Invece, creando qualcosa che evolve, che matura, può sperare di avere, un giorno, qualcuno con cui confrontarsi. E allora, chi dovrebbe giustificarsi, un giorno, di fornte al giudizio di un ipotetico Essere Superiore? Chi ha cercato di essere "adulto", o chi ha scelto di restare un "bambino"? (A questo proposito mi viene in mente la parabola dei talenti...)
Come si vede, si possono dare innumerevoli interpretazioni. Anche perché non si ha alcun dato reale su cui basarsi.
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 18-09-11 alle 08:46


Infatti abbiamo bisogno , di capire ,ciò che è bene e ciò che male, siamo noi c he dobbiamo crescere. Però non sò se Il Creatore lo abbiamo inventato noi per solitudine, o invece era già dentro di noi. Ci ho pensato spesso, io d esempio lo sento in me. l 'importane è agire bene , lo puoi chiamare libero arbitrio.
Ultima modifica di Ada De Santis; 18-09-11 alle 08:52
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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no, ovviamente, ma lo farebbe chiunque sapesse di trovare una buona sponda nelle istituzioni che in definitiva sono le uniche a poter dare forma concreta alle pressioni lobbistiche. e difatti lo fanno sindacati, corporazioni e ordini professionali, dipendenti pubblici etc...


Un conto è opporsi a certe pratiche o certe posizioni politiche, supportate o ispirate da una religione, altra cosa è divenire atei per contrapposizione ad una certa religione (cosa di cui stavo parlando). Insomma, un ateo è un ateo semplciemente perché non crede, non perché è anticristiano o anti qualche altra religione.
Saluti.
Midìl
Ultima modifica di Midìl; 18-09-11 alle 11:23