



I principi che la legge tutela sono per definizione arbitrari, dell'Uomo in caso di legge positiva, di Dio in caso di legge naturale, quindi questo incaponimento contro l'arbitrarietà mi sembra inutile e superfluo.
Secondariamente, quella sequenza di note se riprodotta è un caso unico solo grazie a un artifizio che poni tu, contro tutto l'ordinamento, che al contrario distingue due casi radicalmente diversi. La lettera dell'ordinamento.
Ultima modifica di Defender; 20-10-11 alle 14:35
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


ma la distinzione è stata introdotta artificialmente proprio per scongiurare che la legge desse risultati grottesci e ridicoli
un principio, a casa mia, è un principio assoluto, non suscettibile di interpretazioni ed emendamenti
altrimenti chiamiamo le cose con il loro nome, in questo caso concessione o, meglio, privilegio


la legge non tutela principi, semmai li afferma, la legge tutela soggetti giuridici - che nel caso della pi, banalmente non esistono, o perlomeno non sono riconducibili all'utilizzo esclusivo di qualcosa
ma se afferma un principio esso deve essere valido sempre e comunque, altrimenti non è un principio
Ultima modifica di H.I.M.; 20-10-11 alle 14:41


..pero' HIM portando il ragionamento fino alle estreme conseguenze si potrebbe arrivare anche ad altri tipi di storture (oltre a a quelle legislative che citavi e relativamente alle quali colgo i motivi della tua critica)...
...ad esempio quelle per cui non vi sarebbe nessun tipo di ostacolo a produrre una copia di un bene (non necessariamente immateriale) esattamente indistinguibile da quello originale (se non per il soggetto produttore) e quindi nessuno sarebbe incentivato a sobbarcarsi - o sarebbe fortemente frenato - gli investimenti iniziali (ricerca tecnologica, market penetration study and consultancy, testing sui materiali, first advertising and promotion, etc.)...
...avresti una situazione che nel mio lavoro vedo spesso (l'ambito è quello di un gruppo di imprese).
La seguente:
-si vuole lanciare un prodotto sperimentale per testarne l'attitudine del customer.
-una società dedide di investirci e di fare un periodo di testing.
-se il testing va a buon fine e il prodotto viene messo sul mercato le altre società sono disposte a riconoscere un compenso alla società pilot che si è sobbarcata gli investimenti iniziali (che sarebbero stati una perdita per la stessa se il testing fosse stato un flop).
Questo in un mercato chiuso (stesso proprietario alla fine della catena del valore).
Immaginati la stessa situazione in un mercato aperto (società unrelated): chi si sobbarcherebbe gli oneri di ricerca e sviluppo, di tecnologia industriale, di market penetration etc. sapendo che altri soggetti potrebbero produrre lo stesso item col vantaggio di non avere nel loro conto economico tutti costi di start up, se non sapesse che la sua intraprendenza potrebbe dargli un beneficio (se il prodotto è apprezzato)?
Una qualche forma remunerativa per il concept e per l'investimento a cui si è soggetti per testare se questo concept funziona la devi prevedere.
Diversamente non ti sembra che sarebbe un gioco, se non sporco, non totalmente fair?
p.s. mi scuso per i termini in inglese...scrivo di getto e per deformazione professionale mi vien piu' facile utilizzarli.
Ultima modifica di RAYO; 20-10-11 alle 15:06
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


pensare di poter essere produttori esclusivi di qualcosa in un mercato aperto è abbastanza irrealistico, dal momento che se non copio il tuo prodotto, probabilmente lo miglioro
tra l'altro non vedo perché non si possa pensare a centri di sviluppo finanziati dalle imprese che operano nello stesso settore - cosa che già avviene peraltro nel mondo dell'informatica, della farmaceutica e della consercvazione e restauro di beni culturali e ambientali
il fatto è comunque che pensare di monopolizzare le idee è quanto di meno "sociale" io riesca ad immaginare
l'abolizione delle leggi sulla pi, anzi, la accoglierei come la più grande vittoria socialista e redistributrice di ricchezza mai avvenuta :sofico:
Ultima modifica di H.I.M.; 20-10-11 alle 15:10


comunque nessuno mi ha risposto sull'ipotesi (molto più realistica di quanto si creda, come ben documentato dallo scrittore Michael Crichton) della registrazione di sequenze di cromosomi del dna umano


Scusate se m' intrometto, ma non si può brevettare la sequenza del genoma umano o altre cose di questo tipo perchè rientrerebbero sotto il profilo della scoperta
La scopertà è una cosa esistente in natura ma sconosciuta all' uomo e quindi non brevettabile e non tutelabile da alcun copyright.
Se io inventore realizzo un oggetto utile ma non esistente in natura posso brevettarlo e tutelarlo in tutti i modi possibili.
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”



