manca Alessandro Manzoni, al secondo posto indubbiamente Cavour al terzo Giuseppe Verdi
Alboino, il fondatore della patria
Rotari, il re che che emesse l'editto omonimo
Alberto da Giussano che combattà contro il Barbarossa per la Padania
Dante, poeta etrusco-padano,
Ludovico il Moro, duca di Milano
Francesco Sforza, condottiero padano
Cristoforo Colombo, navigatore padano-ligure
Sebastiano Venier, il doge che vinse a Lepanto
Marco Polo, mercante ed esploratore padano
Andrea Doria, ammiraglio genovese-padano
San Carlo Borromeo - Cardinale padano
Raimondo Montecuccoli generale padano al servizio dell'Austria che fermò l'invasione islamica
Cavour, colui che unificò la Padania e il cui disegno di stato si limitava alla Padania.
Vincenzo Gioberti, propositore del neoguelfismo
Carlo Cattaneo federalista
Giuseppe Mazzini, idealista della giovane Padania e giovane Europa
Papa Benedetto XV il papa Genovese-padano che tentò di fermare la !GM
Papa giovanni XXIII il papa padano buono.
Umberto Bossi, fondatore della lega nord
Renzo "trota" Bossi, colui che ci guidò all'acquario, emmm cioè all'indipendenza


manca Alessandro Manzoni, al secondo posto indubbiamente Cavour al terzo Giuseppe Verdi
Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-10-11 alle 10:53


Hai ragione Alessandro Manzoni, scrittore padano, che raccontò nei suoi Promessi Sposi Padani la situazione di servitù dei padani nei confronti della dominazione spagnola, molto simile a quella successiva austriaca e poi sabaudo-romana.
Quindi Manzoni fa un paragone tra gli spagnoli e i gli austriaci, ma non immagina la futura dominazione romana.
La Figura di Don Rodrigo è simile alla figura del funzionario meridionale che viene in Padania a fare da padrone. ecc ecc ecc,
Al tempo di Manzoni c'era la dominazione austriaca, e successivamente quella sabaudo-romana, successivamente quella sabaudo-fascista-romana e in fine quella repubblicano-romana, ma il popoli padana hanno ottenuto la libertà.......
ecco il poeta padano Manzoni.
Ultima modifica di dDuck; 02-10-11 alle 11:26
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........




Ma partiamo dalle origini
questi sono i primi segni delle popolazioni padane, cui noi stessi discendiamo per sangue.
Gente fiera, orgogliosa della loro terra, lavoratori indefessi, bla bla bla aggiungete voi vari attributi.
L'arrivo dei celti nel primo millennio precedente all'era cristiana, su determinante nella formazione dell'identità padana.
I celti legano noi padani alla Mitteleuropa, la parte sana del continente. oggi le lingue celtiche non vengono più parlate se non i ristrette parti delle isole britanniche, ma la mentalità celtica rimane, anche se parliamo lingue germaniche e neolatine.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Dante non è padano e il parmigiano-reggiano è nettamente più buono (però anche lui è padano)
Alberto da Giussano è un personaggio leggendario. Quindi direi Brenno ma visto che non c'è voto Ludovico il Moro, perché dopo di lui la Lombardia non è mai stata più libera.
P.S. Gli imperatori romani non sono considerati eroi nazionali, e dal punto di vista italiano mi sembra ingiusto che ci siano decine di vie dedicate ai più sparuti e sconosciuti irredentisti che nemmeno uno a Giulio Cesare o Augusto.
"La libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene." Nicolás Gómez Dávila
"I Savoia non finiscono mai una guerra sotto la stessa bandiera con cui l'hanno iniziata." Luigi XIV


"La libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene." Nicolás Gómez Dávila
Gómez Dávila intende posizionarsi al di là delle posizioni politiche tradizionali della destra e della sinistra e, sulla base di un tradizionalismo cattolico influenzato dalla probità intellettuale di Nietzsche, vede il proprio lavoro come sostenitore della "verità che non morirà mai".
Acrobazia,
Ossimoro.
O forse un fioco lume che invita a guardare i simboli per quel che non appaiono.
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio