



TUTTE TIPICHE facce da svedesi del tacco.
Quello a torso nudo è er pelliccia:
Preso il violento, ci sfotte "L'estintore? Per il fuoco..." - Scontri, Er Pelliccia, studente, resistenza pluriaggravata - Libero-News.it
Questi sono i rivoluzionari europei bianchi che combattono una finta guerra, sapendo di avere le spalle coperte dai genitori e da tutto il sistema mediatico, e anche della sinistra più estrema, ma anche dagli istrioni del PD, partito suprematista per eccellenza.




Così come le face di merda faranno sicuramente parte della classe dirigente, sindacalista e politica quando i nostri figli faranno la fame.
Ultima modifica di ventunsettembre; 18-10-11 alle 22:25
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.






mentre in VAL DI SUSA dei vostri giovani conterranei stanno eroicamente resistendo contro l'annientamento storico culturale di un popolo e di un territorio, voi dalle vostre comode tastiere sputate veleno contro chi si sta sacrificando per voi e per i vostri luoghi.
complimenti.


I valsusini non si sono opposti all'invasione 'ndranghetista della loro valle, perché il potere ha loro ordinato in tal senso, così come ora vanno dietro ai cattivi maestri - della stessa matrice di chi ha imposto loro l'invasione meridionale - che li fanno sfilare con le bestie dei cessi sociali.
Però hanno rifiutato noi padanisti e questo non lo dimentico.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Figli di zoccola
Andrea’s version
19 ottobre 2011
“Voi non avete capito un cazzo. Non volete capire, ci chiamate black bloc. Cazzate!”. Lo dice al Fatto quotidiano Marco F.. Marco è un ragazzino romano in felpa nera e, racconta il giornale, ha soltanto 17 anni. “Se eri pacifico o se volevi fare a botte, le cariche te le prendevi comunque. Allora la gente ha cominciato a aiutare i manifestanti”. Lo dice al Fatto quotidiano Jacopo G.. Jacopo ha la maglietta della Roma addosso, frequenta la quinta ginnasio al Virgilio e, racconta il giornale, ha soltanto 15 anni. “Ci dicono che non ci sono i soldi per i salari, poi danno miliardi di euro alle stesse banche che portano la colpa della crisi”. Lo dice, sempre al Fatto, GabrieleP.. Gabriele è un compagno di scuola di Jacopo, con la fidanzatina al fianco e, racconta sempre il giornale, ha soltanto 16 anni. Parlano col Fatto solo i minorenni. 15 anni l’uno, 16 l’altro, 17 il terzo. Nipotini di Mubarak?
© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Andrea Marcenaro
Andrea's Version del 19 ottobre 2011 - [ Il Foglio.it › Andrea's Version ]
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


martedì 18 ottobre 2011, 15:04
Dopo Roma adesso tocca alla Val di Susa. I NoTav preparano la battaglia di domenica
di Ignazio Stagno
Un comunicato del comitato No Tav annuncia un taglio delle reti per domenica. Le cesoie vanno a ruba e arriva anche la minaccia: "Se attaccati ci difenderemo". Dopo Roma ora il prossimo campo di battaglia potrebbe essere Chiomonte. Già quest'estate la guerriglia è durata un'intera giornata
Torino - Dopo l'inferno di Roma, dopo gli arresti, dopo le polemiche sulla sicurezza e dopo una ferita devastante che le vie di Roma, assaltate e violentate come fossero terra di conquista, si porteranno dietro per molto tempo, l'incubo non è finito. In un'intervista un Black bloc ha detto testualmente: "Vi do una notizia. Non è finita...". Il prode eroe moderno, che coraggiosamente ha messo a ferro e fuoco Roma a volto coperto e si fa intervistare in forma anonima, si riferisce con quelle parole che sanno tanto di minaccia alla manifestazione No Tav in Val di Susa di domenica prossima.
La tensione comincia a salire e i comunicati che arrivano sul web sono poco incoraggianti. I teppisti di Roma hanno detto di aver fatto il "master" in Grecia durante le rivolte per la crisi economica, i No Tav invece si sono allenati al "tiro al poliziotto" per tutta l'estate in val di Susa e adesso puntano a Chiomonte. Sono ore febBrili per la questura e la prefettura di Torino. Ad essere preoccupato è anche il sindaco del capoluogo piemontese Piero Fassino che per mercoledì parteciperà ad una riunione con tutte le autorità per studiare un piano adeguato ai rischi di domenica. Intanto le cesoie vanno a ruba. Sono più di trecento quelle vendute negli ultimi giorni dai negozianti della valle.
Gli ultimi rapporti dei servizi sulla situazione in val di Susa sono allarmanti. I rapporti fanno luce su un dettaglio non trascurabile: gli abitanti della valle che di solito sono contro l'uso della violenza, starebbero iniziando a sposare la causa dell'uso delle armi purché serva a dare visibilità alla causa. Già l'estate scorsa , il 3 luglio, è stata combattuta una battaglia durata una giornata intera sul "campo" di Chiomonte che ha provocato 400 feriti. Ma l'elemento che non dà il tempo di dimenticare i fatti di Roma è il tam tam sul web che prepara il terreno per l'appuntamento del 23 ottobre. "Domenica la val di Susa dimostrerà che aprire i cantieri è una speranza vana: migliaia di cittadini marceranno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto. In migliaia taglieremo le reti invitando chi sta dall’altra parte a desistere da violenze e rappresaglie, dal lancio di lacrimogeni e quant’altro: se l’invito non verrà accolto ci difenderemo dai gas, e chi dovesse dare l’ordine di aggredire cittadini pacifici che chiedono giustizia se ne assumerà la responsabilità di fronte al paese che ci guarda ". Così recita il comunicato del Comitato No Tav-Torino. Sembra una dichiarazione di guerra più che un invito ad una manifestazione. Ora bisogna capire cosa succederà. Ma di sicuro bisogna fare attenzione perchè se alle parole dei comunicati seguiranno i fatti dovremmo prepararci ad un'altra calda domenica di questo fredissimo ottobre.
Dopo Roma adesso tocca alla Val di Susa I NoTav preparano la battaglia di domenica - Interni - ilGiornale.it
I no tav, quelli che collaboravano con ferrero e c. a picchiare e insultare i corridori del Giro di Padania.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.