
Originariamente Scritto da
Theremin
No, è che quando mi contesti il fatto che la discriminante sia "chi paga", pare che tu non abbia ben chiara in testa la natura del denaro. Che non è "sterco del demonio", o un qualcosa di poco nobile, ma non è altro che una merce che permette di gestire in modo efficiente lo scambio e l'utilizzo di altre merci e servizi.
Se io dico "pago, per cui pretendo", non penso al denaro come ad un qualcosa di astratto. Il denaro a cui penso è quello che guadagno. Che non piove dal cielo per finire nel mio conto corrente, ma deriva da:
- Fatica
- Risorse materiali investite
- Tempo
Ecco, tutte queste cose sono difficilmente utilizzabili come "unità di misura", per la loro eterogeneità e per la diversa importanza che ognuno di noi assegna loro. Per questo si usa una unità di misura standardizzata, più o meno universale, facilmente convertibile in "ore", "pagnotte", "trattori": il denaro.
Ma torniamo ai fattori che permettono di ottenere questa merce di scambio, accettata universalmente e liquida per definizione, ossia il denaro. In particolare il tempo. Il TEMPO! Quando dico "io pago" non penso alle banconote, ma penso al tempo che spendo per ottenere i pezzi di carta che, ripeto, sono solo una merce intermedia per consentire lo scambio efficiente di altri beni e servizi "reali". Tempo che potrei utilizzare per:
- Giocare con i miei figli
- Riposarmi
- Pensare ai fatti miei
- Chiavare
- Leggere, studiare, visitare luoghi belli, visitare musei e mostre d'arte
E' tutto questo ad essere prezioso. Il denaro, la banconota, è solo un mezzo di scambio. Se dico "io pago, quindi pretendo" dico, implicitamente: "io sacrifico del tempo che passerei ad esempio a giocare coi miei figli, quindi pretendo".
Invece, quando parli con qualcuno della tua area politica, ma anche con quelli dell'area politica che si trova all'estremo opposto (ossia con coloro che si possono etichettare come "nazi-com"), pare che il denaro sia un qualcosa di misterioso, maligno, sporco.