Friedman: gioco d' azzardo, troppi rischi
Il Nobel: e' l' unita' politica che precede quella monetaria Il nodo? Rinunciare alla sovranita'
E QUELLO EUROSCETTICO Friedman: gioco d'azzardo, troppi rischi Il Nobel: e' l'unita' politica che precede quella monetaria Il nodo? Rinunciare alla sovranita' DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON - Al telefono dal suo rifugio nel deserto californiano, il padre del monetarismo e premio Nobel, Milton Friedman, non nasconde il suo "euroscetticismo". Definisce l'Unione monetaria "un gioco d'azzardo che comporta troppi rischi" e depreca che l'Europa abbia "stretto troppo i tempi. Mi auguro che vada tutto bene - dice - ma non sono ottimista. E' una strada senza uscita". La sua principale critica e' che le matrici dell'euro sono politiche non economiche: "Avete messo il carro davanti ai buoi. Il vostro obbiettivo e' di saldare insieme la Francia e la Germania, e creare le premesse degli Stati Uniti d'Europa. Ma l'euro avra' l'effetto opposto". Il profeta del libero mercato e architetto della reaganomics, (il "boom" di Reagan), teme che la moneta unica "esarcebi tensioni che si sarebbero spente con un sistema flessibile di cambi". A suo parere, e' l'unita' politica che apre la porta a quella monetaria, non il contrario: "Lo dimostra anche la storia americana, il vostro e' uno sbaglio". Professor Friedman, non va controcorrente? "No. E' l'Europa che ci va. Perche' il vostro esperimento riesca dovreste avere una grande mobilita' del lavoro, e un governo centrale che controlli il fisco e disponga di grandi risorse come il nostro. Invece l'euromercato e' molto rigido e la Commissione europea di Bruxelles dispone d'una frazione di quello di cui dispongono i vostri governi tutti insieme. Il vostro non e' un progetto, e' un'avventura". L'euro e' il primo passo verso comuni politiche fiscali e d'altro tipo. "Secondo me e' un passo falso. In America esistono le condizioni per una moneta unica: parliamo tutti la stessa lingua, ci muoviamo liberamente su tutto il territorio, salari e prezzi sono flessibili, il fisco e' uniforme. In Europa no: siete 11 nazioni separate, piu' legate al patriottismo storico che agli ideali europei, che sono piu' astratti che concreti. Fino a che punto rinuncerete alla vostra sovranita'?". Lei ritiene quindi che l'Unione monetaria sara' un fiasco? "Se fosse limitata alla Germania e al Benelux, che hanno l'equivalente di una moneta unica, perche' ancorate al marco, avrebbe buone probabilita' di successo. Ma cosi' ne ha piuttosto poche. Che cosa succederebbe, a esempio, se l'Italia fosse costretta ad ammorbidire la sua strategia monetaria? Il meccanismo in vigore non lo permetterebbe. Attraverserete dei momenti molto brutti, sebbene siate disposti a grossi sacrifici". Ma gli europei sanno bene a quali difficolta' vanno incontro e confidano di poterle superare. "Ne dubito. Avrebbero dovuto imparare la lezione del serpente monetario del '92. L'Inghilterra lo lascio' e compi' un miracolo economico. La Francia vi rimase, dovette deflazionare ed entro' in un periodo di disoccupazione e di ristagno che dura ancora oggi. L'Inghilterra ha ragione a rifiutare l'euro, sarebbe pazza se l'adottasse". Eppure il potenziale economico dell'Ue e' enorme. "Non significa nulla se non si puo' realizzarlo. A me sembra che vi siate colorati gli occhiali di rosa. I sostenitori dell'euro si rifanno all'eta' del tallone aureo, a cavallo del secolo, di relativa stabilita' e benessere. Ma allora i governi spendevano il 10 % del reddito nazionale, non il 50 % e oltre come adesso, i prezzi e i salari erano estremamente elastici, e la gente tollerava le crisi e la disoccupazione. Ora volete il welfare". Lei percio' non crede che l'euro minacci la supremazia americana "Assolutamente no. Solo nella religione i Davide battono i Golia. Gli effetti dell'Unione monetaria sull'America saranno secondari. Non vedo come l'Ue possa competere con noi, o l'euro contrapporsi al dollaro. L'America e' semmai esposta a traumi come l'embargo petrolifero degli Anni '70, che provoco' una recessione nelle aree piu' dipendenti dall'import del petrolio, e un "boom" in quelle con proprie fonti di energia". Quale consiglio darebbe all'Europa? "Nessuno. Ma e' mia convinzione che l'equilibrio tra le varie economie debba essere raggiunto tramite il riallineamento dei cambi. Ne sapete qualche cosa voi in Italia: quando avete svalutato, le vostre esportazioni sono salite, e siete usciti dalla crisi. Potevate andare avanti cosi' ancora un po'".
Friedman: gioco d' azzardo, troppi rischi
Articolo di 13 anni fa, ma più che mai attuale. :giagia:




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