17 Gennaio 2014
I livelli dei mari si stanno innalzando? La storia dimostra il contrario
di REDAZIONE
Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell’articolo History falsifies climate alarmist sea level claims di Robert W. Endlich apparso sul sito del Committee For A Constructive Tomorrow (CFACT), organizzazione non-profit conservatrice statunitense promuovente una visione sulle questioni ambientali di sviluppo e tutela, garantendo al contempo una vita più produttiva, più lunga e sana mediante l’ausilio della scienza e della tecnologia moderna. Endlich, laureato in geologia e meteorologia rispettivamente presso la Rutgers University e alla Pennsylvania State University, è stato un ufficiale della US Air Force per 21 anni e meteorologo dell’esercito degli Stati Uniti per 17 anni. (Traduzione di Luca Fusari)
«Il livello dei mari sono in rapido aumento! Le comunità costiere sono sempre più vulnerabili alle tempeste e alle mareggiate! Le piccole nazioni insulari stanno per scomparire sotto le onde!». Gli allarmisti del clima hanno fatto queste affermazioni per anni, cercando di legarli ad eventi come “la super tempesta” Sandy (che era al di sotto della categoria 1 quale forza d’uragano quando ha colpito New York nel mese di Ottobre del 2012) e del tifone Haiyan (che si è abbattuto sulle Filippine centrali nel mese di Novembre del 2013).
Per gli allarmisti non sembra avere importanza che la forza e la frequenza delle tempeste tropicali siano diminuite negli ultimi anni, mentre il tasso d’aumento del livello del mare è sceso di circa 7 centimetri ogni secolo. Né sembra per loro importante che le vite e le proprietà perdute hanno poco a che fare con la pura potenza delle tempeste.
Il loro impatto distruttivo è stato causato dal fatto che colpiscono aree densamente popolate, dove i governi non hanno adeguatamente informato i cittadini delle dimensioni e della ferocia delle imminenti tempeste in arrivi, troppe poche persone furono evacuate, e le persone, gli edifici e le attrezzature di emergenza non erano sufficientemente preparate a resistere ai furiosi attacchi della tempesta.
Le grida allarmistiche non sono oneste o fattuali. Esse sono destinate a generare titoli isterici, ansia nel pubblico sui cambiamenti climatici, e richieste di cambiamenti nelle politiche sull’energia e circa il loro uso.
La Cina sta rapidamente diventando una delle nazioni più ricche del pianeta. E’ di gran lunga la più grande singola emettritrice di biossido di carbonio, che stando agli allarmisti sta causando tempeste “senza precedenti” e l’innalzamento del livello del mare.
Eppure nei recenti colloqui sul clima a Varsavia, sponsorizzati dalle Nazioni Unite, la Cina si è fatta portavoce di 132 Paesi del Terzo Mondo che pretendono centinaia di miliardi di dollari di “riparazioni” per “perdite e danni” presumibilmente derivante dalle emissioni di CO2 dalle nazioni del Primo Mondo. L’amministrazione Obama ha avanzato (ma forse “comprato” è termine più adatto) un nuovo tavolo delle trattative, con la promessa non ancora specificata di destinare i soldi dei contribuenti statunitensi per le presunte perdite.
I dettagli su questo regalo senza precedenti saranno esposti ripetutamente nel 2015, alla Conferenza dell’Onu sul clima che si terrà a Parigi, guarda caso dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti del 2014. Nel frattempo un po’ di storia può essere istruttiva. Nel 2008, l’allora candidato alla presidenza Barack Obama proclamò: «questo era il momento in cui l’aumento degli oceani ha cominciato a rallentare». Era corretto. L’innalzamento del livello del mare rallentò, ma non a causa di un calo delle emissioni di CO2, le quali sono ancora in aumento. Madre Natura non può essere comprata.
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Le variazioni dei livelli del mare oltre ad essere un fenomeno relativamente recente nella storia geologica e umana dimostrano che le affermazioni allarmistiche non reggono alla prova dei fatti. Il livello del mare è aumentato in modo significativo dopo l’ultima glaciazione, è sceso durante la Piccola Era Glaciale, ed è nuovamente aumentato da quando la Piccola Era Glaciale si è conclusa intorno al 1850.
Infatti le città portuali dell’impero romano e quelle medievali sono ormai lontane chilometri dal Mediterraneo, perché il livello del mare in realtà è sceso durante la Piccola Era Glaciale. Durante il periodo più profondo dell’ultima era glaciale, noto come il Wisconsin, i livelli del mare sono stati inferiori di circa 400 metri rispetto a quelli attuali. Non appena la Terra uscì dal Wisconsin, circa 18 mila anni fa, e le enormi lastre di ghiaccio cominciarono a sciogliersi e il livello dei mari ha cominciato ad aumentare.
Il rapido innalzamento del livello del mare durante la “fase di avvio del disgelo”, circa 15 mila anni fa, fu di 5 metri per secolo, ma poi ha rallentato in modo significativo a partire dall’Optimum Climatico dell’Olocene, circa 8 mila anni fa. Questo innalzamento dei mari creò nuovi porti per le navi commerciali e da guerra grech e e romane, ma oggi molte di queste strutture e rovine sono situate a cielo aperto nell’attuale entroterra, rendendole popolari mete turistiche.
Com’è successo? La Piccola Era Glaciale, ancora una volta, ha trasformato l’acqua degli oceani in ghiaccio, abbassando il livello del mare e lasciando gli ex porti privi d’acqua. Non si è sciolto abbastanza ghiaccio dal 1850 per renderli di nuovo fruibili.
L’antica città di Efeso era una importante città portuale e un centro commerciale dall’età del Bronzo al Periodo Caldo Minoico, e proseguendo durante l’Impero Romano. Una mappa storica mostra la sua posizione proprio sul mare. Ma oggi, nell’attuale Turchia, Efeso si trova a 5 km dal Mediterraneo. Alcuni storici affermano erroneamente che “l’insabbiamento di un fiume” abbia causato il cambiamento, ma il vero “colpevole” fu il cambiamento del livello del mare.
Le rovine del vecchio porto romano di Ostia Antica, sono estremamente ben conservate, con affreschi intatti, mappe e planimetrie. Le mappe dell’epoca visualizzano il porto situato alla foce del Tevere, dove sfociava nel Mar Tirreno. La battaglia di Ostia, nell’849, raffigurata in un dipinto attribuito a Raffaello, mostra il livello del mare abbastanza elevato per le navi da guerra per radunarsi alla foce del Tevere. Tuttavia, oggi la località turistica moderna è a 2 km risalendo dalla foce del Tevere. Il livello del mare era significativamente più elevato nel periodo caldo romano rispetto ad oggi.
Un punto di svolta importante nella storia britannica si verificò nel 1066, quando Guglielmo il Conquistatore sconfisse il re Harold II nella battaglia di Hastings. Meno noto è che, quando Guglielmo sbarcò, egli occupò una vecchia fortezza romana oggi nota come Pevensey Castle che all’epoca si trovava su una piccola isola con un porto, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. Un ponte levatoio lo collegava alla terraferma.
Il castello era tristemente noto in quanto gli sfortunati prigionieri venivano gettati dalla ‘Porta del Mare’, in modo che i loro corpi fossero spazzati via dalla marea. Pevensey Castle è ora a un miglio dalla costa, un’ulteriore prova di un livello del mare molto più alto meno di mille anni fa.
Prima dell’unità d’Italia, la penisola era dominata dalle famose repubbliche marinare, delle città-Stato del Mediterraneo, tra le quali vi era Pisa con la sua pittoresca Piazza del Duomo e la famosa Torre Pendente. Situata nei pressi della foce del fiume Arno, Pisa era una potente città poiché attraverso il commercio marittimo, con le sue navi, poteva far arrivare merci da ogni dove fino alle sue porte. La sua egemonia si concluse dopo il 1300 d.C., all’inizio della Piccola Era Glaciale, quando il livello del mare è sceso impedendo alle navi di poter navigare al suo porto.
Ancora una volta alcuni parlano di “fiume insabbiato” quale sua causa. Tuttavia Pisa dista oggi 7 km dal Mar Tirreno, con ampie anse a monte e poche valli tortuose. Quando un fiume è valutato “per il suo grado di velocità” il gradiente a valle è il più basso possibile, come con il serpeggiante fiume Mississippi e il suo delta in Louisiana. I fiumi con un forte gradiente a valle scorrono verso il mare in un percorso diretto con pochi meandri, come nel Rio Grande in New Mexico.
I fatti della storia sono chiari. Il livello del mare era 400 metri più in basso alla fine del Wisconsin glaciale, circa 18 mila anni fa. Il livello del mare è aumentato rapidamente fino a 8 mila anni fa. Più “recentemente” nel 1066, quando i Normanni conquistarono l’Inghilterra, i livelli del mare erano un po’ più alti rispetto ad oggi.
Durante la Piccola Era Glaciale, tra il 1300 e il 1850 d.C., quando le temperature furono più fredde che in qualsiasi periodo degli ultimi 10 mila anni, la neve e il ghiaccio si sono accumulati in Groenlandia, Antartide, Europa e sui ghiacciai di tutto il mondo. Di conseguenza, il livello del mare è sceso così tanto che oggi importanti città portuali di epoca romana e medievale (come Efeso, Ostia Antica e Pisa) sono varie miglia lontane dal Mediterraneo.
Dal momento che la Piccola Era Glaciale si è conclusa circa 160 anni fa, i mareografi mostrano che il livello del mare è aumentato ad un tasso costante, il tutto senza alcuna correlazione con l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera.
Il livello del mare è una struttura dinamica nei cicli climatici del nostro pianeta, i quali sono strettamente legati alle variazioni di produzione di energia solare e ad altri fattori naturali. E’ improbabile che cambi in risposta a politiche fiscali che rendano l’energia più costosa e l’economia meno robusta. Non importa ciò che i politici di Washington, Bruxelles, o le Nazioni Unite possono dire, con loro grande dispiacere Madre Natura non li ascolta, ha una mente tutta sua.
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Ci sono. O non ho capito?


