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Discussione: l'Indipendensa

  1. #701
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Il paradosso degli indipendentisti del “Belpaese”

    Il paradosso degli indipendentisti del ?Belpaese? | L'Indipendenza
    Stralcio di quanto postato tratto da L'Indipendenza


    Dobbiamo convincerci che la servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.

    Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo.
    Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia. Questo è il brutto sogno degli schiavi moderni che non chiedono, in definitiva, che di lasciarsi andare nella danza macabra del sistema dell’alienazione. L’oppressione si modernizza estendendo ovunque forme di mistificazione che consentono di occultare la nostra condizione di schiavi. Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica.
    Per questo è necessario far seguire da subito un progetto alternativo. È evidente anche per un bambino che non essendo disponibili gli strumenti giuridici che consentano ai cittadini di auto-riorganizzare l’ordine sociale, le proposte degli indipendentisti saranno destinate al fallimento.
    Ultima modifica di animal; 15-04-13 alle 15:16
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  2. #702
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    E' sicuramente un articolo da incorniciare, e da far leggere a più persone possibile.

    Tu piuttosto, elefante, hai finito di amoreggiare con i borboni?
    sklöpp & kanù

  3. #703
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    E' sicuramente un articolo da incorniciare, e da far leggere a più persone possibile.

    Tu piuttosto, elefante, hai finito di amoreggiare con i borboni?
    Hai ragione, ma tradito dal fratello 21/9 , da vera puttana, mi sono buttato tra le braccia di quegli adulatori.

    E d'altronde la mè müjera l'èra de zo'
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  4. #704
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Leghisti, non votate il capo dello Stato che imprigiona la Padania
    di GILBERTO ONETO

    Inizia il tormentone dell’elezione del Presidente della Repubblica italiana, con tutto il solito contorno di tifoserie e di pronostici, come se fosse il Festival di San Remo. E un po’ lo è.
    È una kermesse che dovrebbe riguardare solo gli italiani e non i padani perché si tratta della scelta del capo degli italiani e non dei padani, se non nel senso del capo degli oppressori dei padani. Dalla vicenda i padani dovrebbero restarsene fuori: i galeotti non scelgono il direttore del carcere in cui sono imprigionati, non dovrebbero tifare per l’uno o per l’altro. Possono tutt’al più – se proprio non hanno altre speranze – sperare che passi il meno peggio.
    Per questo non si capisce come i delegati eletti dai padani possano partecipare all’elezione. Ancora più incomprensibile – e anche molto fastidioso e un po’ ignobile – risulta a questo proposito la partecipazione dei parlamentari della Lega Nord, un partito che si fa votare su un programma chiaramente indipendentista, almeno a giudicare dal primo articolo del suo Statuto che propugna quale unico obiettivo l’indipendenza della Padania. Ora cosa ci fanno quelli che se ne vogliono andare dallo Stato italiano alle elezioni del capo dello Stato da cui vogliono andarsene? I catalani o gli irlandesi non mettono il becco nelle questioni dinastiche degli Stati da cui vogliono secedere. Certo, quella italiana è almeno formalmente una repubblica il cui capo viene eletto dai rappresentanti dei cittadini e il primo – più elementare ed evidente – atto di presa di distanza di chi vuole andarsene sta proprio nell’evitare di partecipare alla decisione. Oppure, se si vuole proprio essere presenti, si dovrebbe solo fare casino, contestare o votare qualcuno che per i padani sia la rappresentazione perfetta dell’italianità. C’è solo l’imbarazzo della scelta, da Er Batman a Francesco Schettino.
    Invece questa è la quarta elezione presidenziale cui i leghisti partecipano, tramescando e trusonando sopra e sotto banco per scegliere il capo dello Stato che opprime quelli che li hanno eletti. Ci vanno tutti, pettinati e ben rasati, profumati di bagnoschiuma a scrivere il nome del nuovo padrone come bravi soldatini. Alla faccia dei giuramenti, delle ampolle e delle proclamazioni di indipendenza. Ci vanno addirittura i presidenti leghisti di Regione, ci va anche Maroni che dovrebbe essere il capo di quelli che se ne vogliono andare. Caso sempre più singolare e inquietante di sdoppiamento di personalità: mister Hyde capo dei ribelli e dottor Jekyll ministro di polizia che combatte i ribelli.
    Questo svacco è il risultato di una vecchia scelta sciagurata, quella di essere Lega di lotta e Lega di governo, che si è trasformata nella tragica farsa di una Lega di lotta per le cadreghe e di sottogoverno. Se si vuole fare una rivoluzione – e la lotta per l’indipendenza è una rivoluzione, pacifica quanto si vuole, ma una rivoluzione – non si può fare “pappa e ciccia” col nemico. Longanesi diceva che gli italiani pretendono di fare le rivoluzioni con l’autorizzazione della questura. Questi sono anche più furbini: vogliono scegliere il questore e magari metterci un parente.
    Certo Maroni si trova in una posizione personale piuttosto funambolica: fa il capo di una istituzione che si vuole separare da un’altra di cui è stato uno dei più fedeli gendarmi. Ma può anche rovesciare la stranezza a suo favore dimostrando di essere pacifico e legalitario e trasferendo così tutti i crismi della legalità, oltre che della legittimità, alla separazione cui si aspira. Non sarebbe neppure il primo caso: dal 1985 al 1990 Eduard Shevardnadze era stato ministro degli esteri dell’Urss, dal 1995 al 2003 è stato Presidente della Repubblica della Georgia dopo l’indipendenza.
    Questa Italia somiglia sempre più alla vecchia Unione Sovietica in versione Piedigrotta ed è del tutto auspicabile (e sempre più inevitabile) che faccia la stessa fine.
    Maroni dice di voler voltare pagina, di riportare la Lega al suo ruolo di difensore del territorio. Lo dimostri cominciando col disertare l’elezione del Presidente della Repubblica italiana. Sarebbe un gesto carico di grande simbolismo, ridarebbe forza a un cammino un po’ assopito. Che se lo facciano da soli il loro Ppresiddente, e che somigli il più possibile a Gorbaciov.

    16 Aprile 2013

    Leghisti, non votate il capo dello Stato che imprigiona la Padania | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #705
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Leghisti, non votate il capo dello Stato che imprigiona la Padania
    di GILBERTO ONETO

    Inizia il tormentone dell’elezione del Presidente della Repubblica italiana, con tutto il solito contorno di tifoserie e di pronostici, come se fosse il Festival di San Remo. E un po’ lo è.
    È una kermesse che dovrebbe riguardare solo gli italiani e non i padani perché si tratta della scelta del capo degli italiani e non dei padani, se non nel senso del capo degli oppressori dei padani. Dalla vicenda i padani dovrebbero restarsene fuori: i galeotti non scelgono il direttore del carcere in cui sono imprigionati, non dovrebbero tifare per l’uno o per l’altro. Possono tutt’al più – se proprio non hanno altre speranze – sperare che passi il meno peggio.
    Per questo non si capisce come i delegati eletti dai padani possano partecipare all’elezione. Ancora più incomprensibile – e anche molto fastidioso e un po’ ignobile – risulta a questo proposito la partecipazione dei parlamentari della Lega Nord, un partito che si fa votare su un programma chiaramente indipendentista, almeno a giudicare dal primo articolo del suo Statuto che propugna quale unico obiettivo l’indipendenza della Padania. Ora cosa ci fanno quelli che se ne vogliono andare dallo Stato italiano alle elezioni del capo dello Stato da cui vogliono andarsene? I catalani o gli irlandesi non mettono il becco nelle questioni dinastiche degli Stati da cui vogliono secedere. Certo, quella italiana è almeno formalmente una repubblica il cui capo viene eletto dai rappresentanti dei cittadini e il primo – più elementare ed evidente – atto di presa di distanza di chi vuole andarsene sta proprio nell’evitare di partecipare alla decisione. Oppure, se si vuole proprio essere presenti, si dovrebbe solo fare casino, contestare o votare qualcuno che per i padani sia la rappresentazione perfetta dell’italianità. C’è solo l’imbarazzo della scelta, da Er Batman a Francesco Schettino.
    Invece questa è la quarta elezione presidenziale cui i leghisti partecipano, tramescando e trusonando sopra e sotto banco per scegliere il capo dello Stato che opprime quelli che li hanno eletti. Ci vanno tutti, pettinati e ben rasati, profumati di bagnoschiuma a scrivere il nome del nuovo padrone come bravi soldatini. Alla faccia dei giuramenti, delle ampolle e delle proclamazioni di indipendenza. Ci vanno addirittura i presidenti leghisti di Regione, ci va anche Maroni che dovrebbe essere il capo di quelli che se ne vogliono andare. Caso sempre più singolare e inquietante di sdoppiamento di personalità: mister Hyde capo dei ribelli e dottor Jekyll ministro di polizia che combatte i ribelli.
    Questo svacco è il risultato di una vecchia scelta sciagurata, quella di essere Lega di lotta e Lega di governo, che si è trasformata nella tragica farsa di una Lega di lotta per le cadreghe e di sottogoverno. Se si vuole fare una rivoluzione – e la lotta per l’indipendenza è una rivoluzione, pacifica quanto si vuole, ma una rivoluzione – non si può fare “pappa e ciccia” col nemico. Longanesi diceva che gli italiani pretendono di fare le rivoluzioni con l’autorizzazione della questura. Questi sono anche più furbini: vogliono scegliere il questore e magari metterci un parente.
    Certo Maroni si trova in una posizione personale piuttosto funambolica: fa il capo di una istituzione che si vuole separare da un’altra di cui è stato uno dei più fedeli gendarmi. Ma può anche rovesciare la stranezza a suo favore dimostrando di essere pacifico e legalitario e trasferendo così tutti i crismi della legalità, oltre che della legittimità, alla separazione cui si aspira. Non sarebbe neppure il primo caso: dal 1985 al 1990 Eduard Shevardnadze era stato ministro degli esteri dell’Urss, dal 1995 al 2003 è stato Presidente della Repubblica della Georgia dopo l’indipendenza.
    Questa Italia somiglia sempre più alla vecchia Unione Sovietica in versione Piedigrotta ed è del tutto auspicabile (e sempre più inevitabile) che faccia la stessa fine.
    Maroni dice di voler voltare pagina, di riportare la Lega al suo ruolo di difensore del territorio. Lo dimostri cominciando col disertare l’elezione del Presidente della Repubblica italiana. Sarebbe un gesto carico di grande simbolismo, ridarebbe forza a un cammino un po’ assopito. Che se lo facciano da soli il loro Ppresiddente, e che somigli il più possibile a Gorbaciov.

    16 Aprile 2013

    Leghisti, non votate il capo dello Stato che imprigiona la Padania | L'Indipendenza
    o poveri noi...delirio.

  6. #706
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Abruzzen Visualizza Messaggio
    o poveri noi...delirio.

    complimenti, un vera analisi approfondita dell'Oneto pensiero.
    Tu dalla Majella o dall'Hohe cosa proporresti?

    Cosi' amante dello straccio lercio triculorito?
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  7. #707
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    complimenti, un vera analisi approfondita dell'Oneto pensiero.
    Tu dalla Majella o dall'Hohe cosa proporresti?

    Cosi' amante dello straccio lercio triculorito?
    Un pensiero legato ad una persona che dice di voler essere indipendente,quando nemmeno sa,che per ricevere l'indipendenza è necessario essere nei luoghi giusti delle decisioni,e se il parlamento può non esserlo,la presidenza della repubblica sì,visto che tutto deve passare per la firma del capo dello stato,ed anche se presenti una lista, di tutti gli abitanti di veneto e Lombardia che vogliono essere "indipendenti",sarà sempre il capo dello stato a decidere;anzi aggiungo di più,il solo atto del referendum,deve essere avallato dal capo dello stato.

    Questi discorsi sono spicci,fare i bastian contrari,o asumere atteggiamenti menefreghisti e pressappochisti,serve a nulla;imparate a fare buon viso a cattivo gioco,sennò i 60 anni che ho prospettato per avere un barlume di possibilità,vi si allungherà sempre di più.

    Io del verde me ne faccio nulla,ne ho tanto intorno,mi bastano il rosso ed il bianco.

    Una cosa che vorrei far notare dell' "araldica italiana",guardae le bandiere delle regioni,tutti simboli legati a guerre o personaggi legati ad esse o simboli poco concreti,altra cosa che stimo dell'Abruzzo e che ho scoperto da poco,è che mette i colori della neve dell'acqua e dei parchi,stessi simboli della mia terra.
    Ultima modifica di Abruzzen; 17-04-13 alle 14:02

  8. #708
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Abruzzen Visualizza Messaggio
    Un pensiero legato ad una persona che dice di voler essere indipendente,quando nemmeno sa,che per ricevere l'indipendenza è necessario essere nei luoghi giusti delle decisioni,e se il parlamento può non esserlo,la presidenza della repubblica sì,visto che tutto deve passare per la firma del capo dello stato,ed anche se presenti una lista, di tutti gli abitanti di veneto e Lombardia che vogliono essere "indipendenti",sarà sempre il capo dello stato a decidere;anzi aggiungo di più,il solo atto del referendum,deve essere avallato dal capo dello stato.

    Questi discorsi sono spicci,fare i bastian contrari,o asumere atteggiamenti menefreghisti e pressappochisti,serve a nulla;imparate a fare buon viso a cattivo gioco,sennò i 60 anni che ho prospettato per avere un barlume di possibilità,vi si allungherà sempre di più.

    Io del verde me ne faccio nulla,ne ho tanto intorno,mi bastano il rosso ed il bianco.

    infatti tutte le indipendenze sono state raggiunte con un referendum avvallato dal Capo di Stato occupante ... da quella Americana e Irlandese passando a quelle più recenti della della Slovenia/Croazia o dell'Armenia

  9. #709
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    infatti tutte le indipendenze sono state raggiunte con un referendum avvallato dal Capo di Stato occupante ... da quella Americana e Irlandese passando a quelle più recenti della della Slovenia/Croazia o dell'Armenia
    Ancora però non vedo paesi,post formazione europea,che hanno avuto questo via libera,e son quasi certo ,mai accadrà,sarà più facile che prima si formino gli stati uniti d'Europa(di cui forse l'Italia è l'unica che beneficerà)poichè se a Roma la mafia può controllare con zero sforzi,a bruxxelles dovrà impegnarsi molto di più,visto che vige una amfia ancora peggiore.

  10. #710
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Abruzzen Visualizza Messaggio
    Ancora però non vedo paesi,post formazione europea,che hanno avuto questo via libera,e son quasi certo ,mai accadrà,sarà più facile che prima si formino gli stati uniti d'Europa(di cui forse l'Italia è l'unica che beneficerà)poichè se a Roma la mafia può controllare con zero sforzi,a bruxxelles dovrà impegnarsi molto di più,visto che vige una amfia ancora peggiore.

    mah... è difficile prevedere gli stati uniti d'Europa con questa situazione, non si riesce a gestire BCE e moneta

 

 
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