un contenitore capace. capace di tutto.


un contenitore capace. capace di tutto.


Beh! Diciamo che nei giochi interni ha un suo notevole peso ricattatorio.
Ma fino ad un certo punto.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Intanto, per evitare bizze improvvise da ictus, la giustizia arriva a tenere il Bossi per le palle con una precisione di calendario certosina.
Si procederà al processo contro di lui e dei figli.
Contenitore svuotato?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


la strada di salvini è lastricata di merde (R. Sapori)


Sempre franca la Sapori.
Ne hai notizie? Fa ancora qualcosa?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


ogni tanto lancia i suoi commenti ad articoli dell'Indipendenza. la sua collaborazione con la TV del vecchio Panto è stata fatta finire dai figli.


A me risulta altro.
E' stata minacciata, mi pare.
Ed indotta a smettere.
Ultima modifica di ventunsettembre; 02-12-13 alle 13:01
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Dipendesse dagli elettori, ossia dai voti, potrebbe forse essere.
Ma qui dipende da Roma e dai suoi ... mi(ni)steri.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


4 Dicembre 2013
Immigrati: la Cina è tanto vicina che l’abbiamo in casa grazie agli “alleati”
di GILBERTO ONETO
Tutti a piangere sui cinesi versati. Però quello che stava succedendo e che è abbondantemente successo lo sapevano proprio tutti ma quasi tutti hanno fatto finta di niente, affogati nella convenienza politica e nell’ipocrisia.
Da anni chi segnala il problema passa per sciagurata Cassandra razzista, chi strilla che gli immigrati non solo non sono una risorsa ma che sono una tragedia economica, un peso per una situazione che soffre di suo, è egoista e non vuole bene al Bambin Gesù.
Eccola invece la ignobile realtà: gli stranieri non sono qui per dare una mano, per pagarci le pensioni, per fare i lavori che i nostri non vogliono fare (e tutte le altre castronate del repertorio), ma per fare i fattacci loro in barba a ogni norma civile e per fregarci, per impadronirsi di quello che resta di una delle terre più prospere del mondo (la Padania e non l’Italia, ovviamente).
I cinesi sono solo la punta dell’iceberg, la faccia più evidente e coriacea di un fenomeno sciagurato. I cinesi sono solo più attivi ed efficienti degli altri che – viene quasi da ringraziare la sorte – sono più lazzaroni e meno organizzati. Per questo sono più efficaci (dal loro punto di vista) e più pericolosi per noi.
I cinesi lavorano come cinesi, sono frugali come cinesi, sono silenziosi come cinesi, sono omertosi come cinesi ed è per tutto questo che si chiamano cinesi. Forse è un brutto risveglio per qualche imbecille che era rimasto agli insulsi coretti che accompagnavano i filmati patriottici sulla Comune di Canton della loro gioventù, ma è la triste realtà. La Cina è tanto vicina da esserci entrata in casa.
I foresti, guidati dall’avanguardia cinese, si stanno infilando in ogni interstizio, occupano l’occupabile, piano piano cacciano via gli indigeni (vecchi, timorosi e “solidali”), si impadroniscono dei meccanismi più elementari del vivere comune, scavano gallerie ovunque come file di anonimi vietcong. È una fortuna che siano diversi fra di loro, più diversi a volte di quanto non lo siano con noi, che non vanno d’accordo fra comunità, fra tribù ed etnie. Se invece che rossi, gialli o neri, islamici o buddisti, fossero tutti cinesi saremmo già una lontana colonia dei nuovi Gran Khan di Pechino.
I cinesi se ne strafottono di leggi e regolamenti, praticano la schiavitù, non conoscono regole sindacali, se ne fanno un baffo dell’ambiente e delle sicurezze sul lavoro, non sanno cosa siano le tasse, impiegano materiali di strana provenienza e così via. Sono un problema quando producono a casa loro; sono un problema moltiplicato per mille quando lo fanno qui, quando fanno concorrenza sleale “a chilometro zero”. I nostri sono schiacciati dal fisco, loro non sanno cosa sia, i nostri sono vessati da Usl, regolamenti europei italiani regionali provinciali comunali, loro vivono una felice apolidia che li mette al riparo da controlli, verbali, multe, sanzioni e rotture di balle.
I loro alleati sono qui: i sindacati che non vedono, i partiti che solidarizzano, i pretoni che accolgono, i maggistrati che interpretano e lo Stato italiano ladro, mafioso e massone che usa tutti questi sciagurati per distruggere identità, libertà economiche e afflati alla libertà e all’autonomia.
Gli immigrati sono massa di manovra dell’Italia, i cinesi sono le truppe scelte.
Immigrati: la Cina è tanto vicina che l?abbiamo in casa grazie agli ?alleati? | L'Indipendenza
Ultima modifica di Eridano; 04-12-13 alle 13:00
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.