Magari torniamo in topic... peraltro argomento complesso e affascinante...
L'espressione "fantasma" non è molto significativa, potendosi distinguere le percezioni di defunti in almeno due categorie... a seconda che quel che appare (fantasma - fainomai=apparire) sia un residuo psichico o un'entità provvista di coscienza...
Limitando il sintetico discorso a questi ultimi, negli anni ho raccolto diverse testimonianze in merito... alcune da persone che reputo assolutamente degne di fede...
In primo luogo il "fantasma" non è di solito una figura eterea e impalpabile, ma sembra in tutto e per tutto simile a un vivente al punto che potrebbe esser scambiato per tale... solo che appare e scompare all'improvviso, anche in luoghi chiusi e privi di vie d'uscita (soltanto di rado mi è stata descritta una sorta di "dissolvenza")... Riesce anche a interagire con la materia (senza pensare necessariamente al poltergeist, diciamo che se batte il pugno contro una porta si sente il rumore, secondo il racconto di un ex vigile del fuoco... può anche far suonare un pianoforte di notte, realtà e non film,...)...
Può interagire con i viventi per i più vari motivi, come raccomandare che sia assolto un compito rimasto in sospeso (per esempio, che sia pagato un debito)... o, il più delle volte, per incapacità di rassegnasi alla nuova condizione...
Non è, in quanto morto, depositario di particolari conoscenze superiori (a differenza di chi è vivo, ovviamente, non ha più dubbi che esista l'aldilà...)... il suo cammino evolutivo continua anche dopo il decesso del corpo fisico, che è solo una tappa della vita in senso lato... dimostra di mantenere l'individualità e le conoscenze acquisite... Non mancano, però, occasionali messaggi precognitivi (specie durante le sedute medianiche, ma quello è un discorso più complesso e parzialmente diverso)...






hefico:
