"A chiunque abbia la responsabilità del rinnovamento politico del nostro paese, sia egli cattolico convinto o meno, deve stare a cuore che i principi cattolici siano compresi e valorizzati in tutte le manifestazioni della vita nazionale. E’ perciò cosa saggia che da parte dello Stato venga favorita la vita religiosa. Non basta che noi creiamo nella vita pubblica, nella Costituzione, nei trattati, nella legislazione, nei decreti, il presupposto per il rinnovamento religioso, morale del nostro popolo, se il popolo stesso non ha la volontà di rinnovarsi e se ciascuno non cerca di migliorare se stesso secondo i dettami della nostra santa Chiesa. Tutti, ciascuno per proprio conto, dobbiamo cercare di diventare buoni cattolici" (9 settembre 1933)
"Colla rivoluzione francese il materialismo e il liberalismo divennero la parola d’ordine del secolo. Il concetto dell’uomo integrale andò perduto, un brutale egoismo investì la società tutta. La gente non si sentì più unita e ognuno, brutalmente, prese ad approfittare di tutte le occasioni per sfruttare gli altri. Così ebbe inizio, dall’alto, la lotta di classe; soltanto in seguito si sviluppò la coscienza di classe negli operai sfruttati. L’operaio non si sentì più legato alla sua officina né al padrone, ma in quest’ultimo prese a vedere il nemico. Questi fatti sono stati poi valorizzati dallo spirito giudaico e marxista che ha imposto le sue teorie a milioni di buoni e semplici operai, facendo loro credere che esse avrebbero portato benessere e pane. Venne poi la catastrofe della guerra mondiale. E, in seguito alla guerra, la disfatta. I marxisti approfittarono dell’occasione".
"Nonostante la Costituzione cristiana, il Concordato e le belle manifestazioni, non siamo ancora diventati uno stato cristiano. Dobbiamo dimostrare che vogliamo essere veri buoni cristiani. Da ciò deriva che per ciascuno il duro, bello e umano dovere di convertire, ciascuno nella cerchia di attività che gli è propria, prima se stesso e poi la propria famiglia, nello spirito della Chiesa, è opera primaria!" (7 luglio 1934)
"Noi non dobbiamo essere uno Stato cristiano soltanto secondo le forme esteriori e secondo la Costituzione, ma dobbiamo giustificare questo titolo d’onore con la nostra condotta interiore. Noi vogliamo restaurare i principi cristiani nella vita pubblica: a questo scopo abbiamo stipulato il Concordato con la Santa Sede. La mia capacità di governare l’ho appresa dal catechismo. Nella nostra patria noi vogliamo rinnovare lo spirito nello stesso simbolo nel quale, 250 anni or sono, l’Occidente cristiano fu liberato dal giogo turco: nel segno della Croce di Cristo. La fede che allora animò il nostro popolo è stata custodita intatta nei nostri cuori quale retaggio prezioso dei nostri avi. Il nostro popolo divenne grande e forte soltanto quando abbracciò il cristianesimo. Anche per l’avvenire noi ci sforzeremo di guidare il popolo secondo le leggi cristiane".
dolfuss




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