
Originariamente Scritto da
Zorro
Si muovono lentamente. I tempi corrono, loro proseguono, si fermano, ciondolano, e riprendono il cammino. All'improvviso, hanno la reazione, tardiva, a stimoli ricevuti in precedenza, caratteristica tipica dei pachidermi.
I nostri sindacati sono di natura molto simile. Assorbono le notizie, i fatti, gli avvenimenti sociali, li organizzano mentalmente, e, quindi, reagiscono, o no. Non è solo per essere organizzati in strutture burocratiche flemmatiche, tardigrade, ma è perchè, prima di reagire, vogliono ben valutare, calcolare, conseguenze e convenienze.
Può essere una ragione di opportuna prudenza, ma anche segnale di indecisione, di perplessità, per cui, le iniziative che si assumono, dopo, provocano il sospetto della forzatura, del soltanto formale.
Sulle pensioni, si può constatare questa grave peculiarità, ormai, dei massimi rappresentanti dei lavoratori.
Si vara una pesantissima riforma, che genera malumori, delusioni, incazzature solenni. La prima reazione sindacale è "atto dovuto", con tutta l'insipienza conseguente. Il presidente Napolitano apprezza la "compostezza"; il Governo si rende merito di così tiepida reazione; l'Europa apprezza non solo la riforma ma, forse ancor più, il segnale di disponibilità della gente italica al sacrificio, alcambiamento.
Il sindacato-elefante prosegue sempre lento, poi, all'improvviso, esprimendo sofferenza insopportabile per il colpo infertogli tanto tempo addietro, si ferma, ciondola il testone in segno di rifiuto, barrisce a piena gola, e grida un tremendo sciopero.
Come dire: sì, buona notte!...E adesso? Napolitano? Il Governo? L'Europa?...Mah!