



Perché il piano regolatore non c'entra una fava con i vincoli archeologici o idro-geologici (fatto salvo che, nel secondo caso, se anche mi va di costruire in riva a un fiume sono fatti miei, a patto naturalmente che io non pretenda di essere assistito dallo stato in caso di alluvione).
Il piano regolatore dà al comune, avallato dalla regione, il potere di decidere quali aree siano destinabili alla costruzione di abitazioni, di edifici commerciali/industriali e quali siano da lasciare così come sono (fosse anche a gerbido), indipendentemente da vincoli idrogeologici. Questo sulla base di valutazioni dei tecnici e dei politici locali, che non hanno senso di esistere se non per garantire alla politica le bustarelle.
Per dire: io ho ereditato dai nonni un terreno agricolo che nessuno coltiva. Si trova ai margini dell'attuale limite della zona abitativa stabilita dal piano regolatore, ossia confina con un altri lotti su cui si trovano abitazioni. Io ci vorrei costruire la mia casa dei sogni, rispettando naturalmente le distanze dai vicini, l'altezza massima, e tutto quanto previsto dal codice civile. Non ci sono fiumi, reperti archeologici, vincoli geologici di alcun tipo. Eppure non posso costruire, perché il mio terreno non è incluso nel piano regolatore e, se mi va bene, lo sarà tra almeno dieci anni. A meno di non oliare gli ingranaggi giusti. Che senso ha, secondo te, tutto questo?
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


Io non sono Keynesiano, e ne sono fiero.Sono fiero di essere abbastanza modesto da ammettere di non sapere cosa è meglio per tutti.Sono fiero di essere abbastanza rispettoso da non voler decidere per tutti.E sono fiero di essere abbastanza orgoglioso da non voler far decidere qualcun altro per me.


E come no? Non hai dedotto nulla? Hai dedotto che, siccome io attribuisco ai greci e al loro assistenzialismo la colpa della crisi greca, allora lascerei morire di fame un bambino. Mica cotiche! Non è una questione di sentenze morali e coscienza, ma di tua calunnia.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)




I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


Se i costruttori costruiscono con i loro soldi e non riescono a vendere sono loro che ci perdono.Perchè impedirglielo?Il problema è se costruiscono con soldi pubblici, in quel caso a rimetterci siamo tutti.E a me sembra che questo sia quello che fa lo stato.


Se è come la descrivi, avrebbe senso una tua battaglia personale in merito, come tanti altri ne conducono per questioni anche un po' più gravi di quella da te portata. Vuoi costruire in riva a un fiume e dici che in caso di alluvione non pretendi aiuto dallo stato, ma - a parte che bisogna verificare se e quali danni puoi provocare tu ad altri - in caso di alluvione lo stato, ovvero noi tutti, spenderà (visto che il punto è sempre e solo il quattrino, o sbaglio?) per salvare te e i tuoi familiari in caso di tragedia, e magari anche i tuoi vicini. Credi di essere il primo a fare un discorso simile ("voglio costruire, lo stato non c'entra nulla, poi me la vedrò io se le cose vanno male, et cetera")?
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


il problema è solo quello della bolla immobiliare.
per il resto l'etichetta di "inutilità" è relativa. una economia può essere benissimo prospera fondandosi sulla produzione di oggetti di gratificazione sessuale, l'importante è che non ci sia l'intervento arbitrario di uno "stato" che dica "ok, allora da oggi il 30% dei vostri soldi lo spenderò in questo, questo e quello senza che voi possiate mai più farci nulla".
cioè, una cosa è inutile solo nella misura in cui nessuno è disposto a pagare per averla

