



No, il punto non è che devi costringere tutti quanti con la forza, il punto è che puoi persuadere alcuni ad aderire ai tuoi valori (come ci sono riusciti Tommaso d'Aquino o Karl Marx), ma che non disponi di argomenti razionali per dimostrare a chi aderisce a opzioni diverse dalle tue che deve comportarsi come gli stai dicendo tu.


La forza eventualmente decide quale parrocchia prevarrà. Quello che dice Hume è che le asserzioni in materia morale non dispongono di alcun fondamento razionale e corrispondono ad altrettanti sentimenti, passioni ed emozioni. Se non eri al corrente di questo ti toccherà revisionare il tuo giudizio sul buon David!
Ultima modifica di Troll; 22-04-12 alle 13:05


Ultima modifica di Phileas; 22-04-12 alle 13:08


Arrivi a capire quello che ho ripetuto almeno dieci volte? Ho citato Hume per tutt'altra ragione rispetto a quella che credi tu e che non necessariamente il diritto puo' essere spiegato razionalmente. Non era così nemmeno per San Tommaso
Possibile che a ogni post non sai quello che dici e non capisci quello che ti si risponde?
Ultima modifica di Phileas; 22-04-12 alle 13:17


Hai citato Hume per dire che forza e diritto sono due cose diverse. Io ho risposto: bella scoperta! Per Hume diritto e giustizia non possono coincidere con la forza per la buona ragione che diritto e giustizia in Hume non hanno esistenza oggettiva, non sussistono fuori dai sentimenti e dalle passioni umane. Questo lo sa benissimo anche Rothbard:
"David Hume is the philosopher supposed by modern philosophers to have effectively demolished the theory of natural law. Hume's "demolition" was two-pronged: the raising of the alleged "fact-value" dichotomy, thus debarring the inference of value from fact, and his view that reason is and can only be a slave to the passions.
In short, in contrast to the natural-law view that man's reason can discover the proper ends for man to follow, Hume held that only the emotions can ultimately set man's ends, and that reason's place is as the technician and handmaiden to the emotions. (Here Hume has been followed by modern social scientists since Max Weber.) According to this view, people's emotions are assumed to be primary and unanalyzable givens."
Se mi dici che tutto il tuo argomento comincia e finisce con un appello sentimentale inteso a fare breccia nei cuori ("siate buoni, lasciatemi in pace con i miei soldi") non ho niente più da aggiungere e Hume non avrà niente da ridire. Ma non è niente di diverso da quello che fanno Mario Rossi e samba de amigo.
Ultima modifica di Troll; 22-04-12 alle 13:27


Prenditela con David Hume e con la demolizione moderna della possibilità di una fondazione oggettiva di ciò che sarebbe intrinsecamente giusto (in seguito alla quale sono trattati più o meno come pazzi gli adepti del diritto naturale; non a caso i preti e Rothbard se ne lamentano).
Ultima modifica di Troll; 22-04-12 alle 13:27


Ma cosa vuol dire assimilabile? Scegliere la guerra di contro alla pace è assimilabile allo scegliere una mela al posto di una pera nel fatto assai banale che entrambe sono scelte; chiaramente la prima è una scelta che offende il sentimento umanitario di Phileas, mentre la seconda no. Ora se questo sentimento umanitario non è universalmente condiviso non so davvero che dire.
Il diritto è rilevante per la buona ragione che è ciò in base al quale sono organizzate le società, solo che a questo diritto viene dato un contenuto di volta in volta diverso a seconda delle passioni dominanti.
Ultima modifica di Troll; 22-04-12 alle 13:37


Anche se si crede nella "ragione prescrittiva" o nell'ontologia di Mario Rossi (che non si appella al mero sentimento umanitario ma alla gerarchia ontologica delle cose) si ritiene di dover subordinare l'istinto a queste entità; naturalmente in fondo si tratta a loro volta di istinti e passioni, dato che se non sei già umanitario in partenza è difficile che darai al sentimento umanitario la posizione d'onore nella misteriosa gerarchia ontologica.

