Perché non possiamo essere statalisti
(… e men che mai marxisti)
http://www.claustrofobia.org/?page_id=150
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Perché non possiamo essere statalisti
(… e men che mai marxisti)
http://www.claustrofobia.org/?page_id=150
Questa è una cosa che ho sempre sospettato e sempre sospetterò. Aggiungo di più... Sospetto che molti liberali siano in verità dei conservatori massimali e un pizzico razzisti che proteggono semplicemente il loro orticello incuranti della teoria che professano,,,
non ho detto di non leggere Marx (anche se prima di leggerlo sarebbe bene leggere molto, molto altro), solo che parlarne in certi termini qua dentro mi pare un pò fuori luogo. Detto ciò, magari il mondo (e i libertari in particolare) fosse fatto solo di mprenditori desiderosi di fare il loro cazzo proprio che si fomentano con menate sulla libertà per far germogliare e proteggere i loro affari...sarebbe decisamente un mondo migliore di questo, pieno di parassiti che voglionoo farsi i cazzi altrui e si fomentano con menate sull'eguaglianza e i diritti per campare una vita alle spalle degli altri.
Per me un qualcosa per essere chiamato enclave deve avere due requisiti:
1. essere fondato sulla libera associazione;
2. permettere la secessione individuale insieme alla propria proprietà privata;
quindi in questo senso, ritengo molto improbabile che un'enclave possa arrivare a somigliare ad uno stato attuale.
Cmq in caso contrario, gli abitanti delle enclavi vicine, saranno costretti a mettere l'elmetto. :giagia:
Messia innazitutto credo sia utile perché padroneggiare più punti di vista permette di correggerli e smerdare oltretutto chi a quelli si rifà( avendo giustamente una base solida , ossia i Principi)
Per quanto riguarda i libertari io vedo ben poca intellettualità e tanto utilitarismo.
E poi, permettimi, questo è il mondo degli imprenditori che pensano al cazzo che gli pare.Infatti comandano loro.
C'è forse una sorta di invida perché no ci si può permettere un qualcosa, ed altri sì?
Io con lo stato vico bene anche se da schiavo.
Da libero vivrei meglio, ovvio.
no, questo è un mondo in cui l'imprenditore è morto. Perchè grazie all'azione di stato e banche centrali non ci sono più capitali, non ci sono più rischi, non c'è più calcolo economico, non c'è più creatività. E non sono certo invidioso di ladri parassiti.
mhhh
guarda la creatività oggi...non mi dire che non si è creativi dai. Rispetto a epoche bieche ( dal punto di vista dello schiavismo e della vulgata odierna ) oggi abbiamo mille cose in più!
E poi l'imprenditore oggi è talmente imprenditore che facendo quasi 0 ha quasi tutto.
Si è un parassita questo imprenditore. Voi volete gli imprenditori senza parassitismo...
o siete ben pagati da qualcuno...o siete stupidi...o siete ben strumentalizzati dall'illogismo di quest'epoca statualmente attanagliante.
Da noi libertariamente non c'è parassitismo si dirà, e l'egoismo di tutti già aiuta e l'altruismo sarà volontario...ottimo! è per questo che scrivo qui.
AM si scorda una cosa:
-l'imprenditore è funzionale e la sua nascita è possibile soltanto in un epoca di coercizione avanzata.
Rothbard sentimentalisticamente sperava che l sviluppo tecnologico odierno potesse essere libertariamente un giorno, e ben più.
Ma disse anche che è da scegliere la Libertà più che l'efficienza.
QUi scegliendo l'efficienza, sparando ipotesi fantasiose sul futuro che sarà, ci si scorda che questo sviluppo ipertrofico è dovuto alla coercizione ergo chi ama lo sviluppo avalla indirettamente la schiavitù.
E' inutile spiegare come tutto ciò vada a bracciatte con tutte le suggestioni progressistiche, evoluzionistiche, materialistiche,esistenzialistiche, spiritualistiche odierne...tutte frutto inequivocabile dell'epoca in cui lo stato ha pervaso e sussunto, giusto per scrivere qualche termine marxista.
D'altronde Marx è un innamorato del capitalismo...quindi molto affine alla logica di alcuni epigoni del mondo "sedicente" libertario.