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Discussione: Dio è luce

  1. #181
    Papessa
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Pagine e pagine di inutili chiacchiere a vuoto.

    Questa non è la sezione dei cattolici, tantomeno degli evangelici con le rispettive elucubrazioni settoriali. E’ se mai so spazio della Tradizione.

    E se proprio si voglia citare qualcosa di cristiano direi di restare su Francesco d’Assisi, il quale nel suo “Cantico delle creature” dice tra l’altro a proposito dell’Altissimo: “ ..Et nullu homo ene dignu te mentovare….” Questo cosa significa? Che, per rimanere nell’ambito, chi si riempie la bocca di Dio incorre nel peccato del “nominare il nome di Dio invano”, poiché questa interdizione comandamentale non si riferisce affatto alla bestemmia, come comunemente inteso, bensì proprio al vano, sterile, inutile discettare su qualcosa (la divinità) che non si conosce, di cui nulla si sa, e il cui nome è trascinato senza costrutto, senza scopo per strade polverose che non portano da nessuna parte, svilendo, banalizzando, contaminando di sciocca inutilità ciò che per sua natura è ineffabile e inconoscibile, inaccessibile nella sua natura profonda.
    Nulla c’è che possa spiegare la natura del divino rendendola accessibile alla mente comune, razionale. Si tratta di una categoria sconosciuta, non agita, non concepita. Non a caso nemmeno quei pochissimi che abbiano assaggiato un’infinitesima briciola di esperienza di “propaggini” di assoluto sanno riportarla, riferirla, verbalizzarla. Ne sono semplicemente annichiliti.

    Dunque nessuno può dire alcunché. E poi non c’è alcunché da dire. Meister Eckart, la punta più eccelsa del cristianesimo, tocca il vertice del vero con l’apofatismo: non si può dire che cosa sia, ma solo ciò che NON E’, esaurendo via via ogni categoria, ogni attributo, ogni positiva considerazione per giungere alla conclusione dell’inconoscibilità e incomprensibilità del divino da parte della mente razionale, impotente ad afferrarne l’occulta e misteriosa natura. Essa può rivelarsi unicamente all’asceta che, accentrato nel profondo di sé, dimentico del mondo esteriore e degli strumenti atti a conoscerlo, si rende vaso vuoto pronto a riempirsi di un quid misterioso e trascendente ogni esperienza conosciuta. Ma ovviamente ben prima di Eckart questa verità fu enunciata altrove e fu, è e sarà fondamento di Tradizione trasversale a luoghi, tempi, persone.
    Ogni altra descrizione, catalogazione, espressione, tentativo di definizione della divinità è FALSO. Se puoi concepirlo, parlarne, renderlo oggetto NON E’ DIO, ma una mera proiezione dell’uomo.
    Ma l’uomo ha bisogno di appoggiare la sua mente su qualcosa, immaginare qualcosa, avere qualcosa: un frammento, un barbaglio, una luce qualunque. E così si consumano tomi e tomi di dissertazioni, dispute, opposizioni, chiarificazioni, asserzioni. Inutili e dannose.

    Silenzio e ricerca interiore le uniche armi.

    Davanti al Deus absconditus la lingua non può che tacere. E allora, davanti al grandioso affresco della creazione come si porrà l’uomo? Dalla creatura non si conoscerà il creatore? Qualcosa si intuirà. Ma si entra in un caleidoscopio infinito di realtà e possibilità, in una fantasmagoria di elementi, concezioni, oggetti che non solo non esauriscono mai la conoscenza, ma altresì non conducono a svelare il profondo mistero della natura del creatore, il quale resta immanente e assolutamente trascendente al tempo stesso, ingannando la mente ed ogni tentativo di giungere alla reductio ad unum. Perché nell’Unum c’è TUTTO. E NULLA al tempo stesso. E la nostra mente è inesorabilmente duale.

    Tanto dovevo.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  2. #182
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Pagine e pagine di inutili chiacchiere a vuoto.

    Questa non è la sezione dei cattolici, tantomeno degli evangelici con le rispettive elucubrazioni settoriali. E’ se mai so spazio della Tradizione.

    E se proprio si voglia citare qualcosa di cristiano direi di restare su Francesco d’Assisi, il quale nel suo “Cantico delle creature” dice tra l’altro a proposito dell’Altissimo: “ ..Et nullu homo ene dignu te mentovare….” Questo cosa significa? Che, per rimanere nell’ambito, chi si riempie la bocca di Dio incorre nel peccato del “nominare il nome di Dio invano”, poiché questa interdizione comandamentale non si riferisce affatto alla bestemmia, come comunemente inteso, bensì proprio al vano, sterile, inutile discettare su qualcosa (la divinità) che non si conosce, di cui nulla si sa, e il cui nome è trascinato senza costrutto, senza scopo per strade polverose che non portano da nessuna parte, svilendo, banalizzando, contaminando di sciocca inutilità ciò che per sua natura è ineffabile e inconoscibile, inaccessibile nella sua natura profonda.
    Nulla c’è che possa spiegare la natura del divino rendendola accessibile alla mente comune, razionale. Si tratta di una categoria sconosciuta, non agita, non concepita. Non a caso nemmeno quei pochissimi che abbiano assaggiato un’infinitesima briciola di esperienza di “propaggini” di assoluto sanno riportarla, riferirla, verbalizzarla. Ne sono semplicemente annichiliti.

    Dunque nessuno può dire alcunché. E poi non c’è alcunché da dire. Meister Eckart, la punta più eccelsa del cristianesimo, tocca il vertice del vero con l’apofatismo: non si può dire che cosa sia, ma solo ciò che NON E’, esaurendo via via ogni categoria, ogni attributo, ogni positiva considerazione per giungere alla conclusione dell’inconoscibilità e incomprensibilità del divino da parte della mente razionale, impotente ad afferrarne l’occulta e misteriosa natura. Essa può rivelarsi unicamente all’asceta che, accentrato nel profondo di sé, dimentico del mondo esteriore e degli strumenti atti a conoscerlo, si rende vaso vuoto pronto a riempirsi di un quid misterioso e trascendente ogni esperienza conosciuta. Ma ovviamente ben prima di Eckart questa verità fu enunciata altrove e fu, è e sarà fondamento di Tradizione trasversale a luoghi, tempi, persone.
    Ogni altra descrizione, catalogazione, espressione, tentativo di definizione della divinità è FALSO. Se puoi concepirlo, parlarne, renderlo oggetto NON E’ DIO, ma una mera proiezione dell’uomo.
    Ma l’uomo ha bisogno di appoggiare la sua mente su qualcosa, immaginare qualcosa, avere qualcosa: un frammento, un barbaglio, una luce qualunque. E così si consumano tomi e tomi di dissertazioni, dispute, opposizioni, chiarificazioni, asserzioni. Inutili e dannose.

    Silenzio e ricerca interiore le uniche armi.

    Davanti al Deus absconditus la lingua non può che tacere. E allora, davanti al grandioso affresco della creazione come si porrà l’uomo? Dalla creatura non si conoscerà il creatore? Qualcosa si intuirà. Ma si entra in un caleidoscopio infinito di realtà e possibilità, in una fantasmagoria di elementi, concezioni, oggetti che non solo non esauriscono mai la conoscenza, ma altresì non conducono a svelare il profondo mistero della natura del creatore, il quale resta immanente e assolutamente trascendente al tempo stesso, ingannando la mente ed ogni tentativo di giungere alla reductio ad unum. Perché nell’Unum c’è TUTTO. E NULLA al tempo stesso. E la nostra mente è inesorabilmente duale.

    Tanto dovevo.
    Bentornata
    ...

    Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

  3. #183
    chi è l'uomo?
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    ma chiamiamoci anche fretelli se questo ti può far star meglio

    posso dirti che comunque non uso il divano ma il choki, un letto di assi su cui mi siedo e dormo mentre per meditare mi siedo a terra, inoltre per guadagnarmi da vivere lavoro e non uso la posizione religiosa e spirituale che mi compete...

    i miei interventi denotano scarso interesse perché uso un linguaggio diverso dal vostro che è monotematico e unidirezionale

    potrei anche dirti 'Lei non sa chi sono io' ma dovrei fornire dettagli che in un forum pubblico non mi interessa rendere noti
    comunque, per tua informazione, occupo una posizione di spicco in una tradizione indiana considerata l'elite del Tantrismo, posizione che mi procura anche una certa situazione di razzismo al contrario ma ciò non mi ha impedito di continuare il lavoro per cui il divino mio Maestro mi ha scelto
    evito di tirare in ballo altri argomenti poiché esulano dal vostro bagaglio esperienziale e culturale
    Fratello è una cara parola benchè può avere vari significati; nel cristianesimo si è fratelli quando si è figli dello stesso Padre.

    Lasciami scrivere qualche parola cercando riprendere alcune tra le ultime considerazioni.
    L'iddio dei cristiani, Colui che è luce, ha sempre desiderato operare questa sua luce all'uomo.
    Lo ha fatto, ad esempio, donandogli il primato sulle cose create.
    Dio però ha sempre desiderato i suoi uomini tra gli uomini, i suoi figliuoli, figliuoli di Dio tra i figliuoli degli uomini, un suo popolo santo, separato, appartato, nel quale testimoniare e far risplendere meglio la sua luce, il suo nome, la sua santità.

    E' nota la preghiera di Gesù al Padre "Padre, sia santificato il tuo nome".
    Questo "sia santificato" significa ad esempio "continua ad operare nei cuori di coloro che sono tuoi la tua santificazione", "continua ad operare la tua luce di santità a quanti ancora ne chiamerai e ne verranno, dalle tenebre alla tua luce".
    Quando si parla di Dio, si sta parlando di Colui che è santo, santo, santo.
    La testimonianza di questa sua santità si è al principio realizzata nel suo popolo, nei figliuoli di abramo, chiamati ad appartarsi tra gli altri popoli, poi ora anche nella Sua chiesa, eletta tra le genti.

    Non credo si possa parlare di razzismo essendo che chiunque avrebbe avuto accesso e cittadinanza in questo popolo, accettandone le sue leggi, il suo Dio, chiunque oggi può entrare a far parte della Sua chiesa.
    Molti nei tempi lo hanno fatto e lo fanno.

    Poi è venuto Cristo, il Giudeo atteso, nella pienezza dei tempi, e questo vangelo è stato annunziato in maniera più completa ed esaustiva anche al di fuori del popolo di israele, secondo la promessa fatta ad abramo che mediante la sua progenie sarebbero giunta benedizione anche alle genti.
    Lo testimonia il fatto che oggi, dappertutto, è noto quel nome, il nome di Gesù, il Messia.
    Ciò non significa però che l'evangelo sia stato diluito in qualche santità artificiale e diffusa.
    Il Suo popolo è chiamato ancora oggi a separarsi dal mondo ed a vivere per Lui.

    Spero di essere riuscito a soddifare quello che credo fosse una tua curiosità ed a presentarti meglio ciò in cui crede quello che chiami tuo fratello.
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

    chiese e comunità cristiane evangeliche

  4. #184
    chi è l'uomo?
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Pagine e pagine di inutili chiacchiere a vuoto.

    Questa non è la sezione dei cattolici, tantomeno degli evangelici con le rispettive elucubrazioni settoriali. E’ se mai so spazio della Tradizione.

    E se proprio si voglia citare qualcosa di cristiano direi di restare su Francesco d’Assisi, il quale nel suo “Cantico delle creature” dice tra l’altro a proposito dell’Altissimo: “ ..Et nullu homo ene dignu te mentovare….” Questo cosa significa? Che, per rimanere nell’ambito, chi si riempie la bocca di Dio incorre nel peccato del “nominare il nome di Dio invano”, poiché questa interdizione comandamentale non si riferisce affatto alla bestemmia, come comunemente inteso, bensì proprio al vano, sterile, inutile discettare su qualcosa (la divinità) che non si conosce, di cui nulla si sa, e il cui nome è trascinato senza costrutto, senza scopo per strade polverose che non portano da nessuna parte, svilendo, banalizzando, contaminando di sciocca inutilità ciò che per sua natura è ineffabile e inconoscibile, inaccessibile nella sua natura profonda.
    Nulla c’è che possa spiegare la natura del divino rendendola accessibile alla mente comune, razionale. Si tratta di una categoria sconosciuta, non agita, non concepita. Non a caso nemmeno quei pochissimi che abbiano assaggiato un’infinitesima briciola di esperienza di “propaggini” di assoluto sanno riportarla, riferirla, verbalizzarla. Ne sono semplicemente annichiliti.

    Dunque nessuno può dire alcunché. E poi non c’è alcunché da dire. Meister Eckart, la punta più eccelsa del cristianesimo, tocca il vertice del vero con l’apofatismo: non si può dire che cosa sia, ma solo ciò che NON E’, esaurendo via via ogni categoria, ogni attributo, ogni positiva considerazione per giungere alla conclusione dell’inconoscibilità e incomprensibilità del divino da parte della mente razionale, impotente ad afferrarne l’occulta e misteriosa natura. Essa può rivelarsi unicamente all’asceta che, accentrato nel profondo di sé, dimentico del mondo esteriore e degli strumenti atti a conoscerlo, si rende vaso vuoto pronto a riempirsi di un quid misterioso e trascendente ogni esperienza conosciuta. Ma ovviamente ben prima di Eckart questa verità fu enunciata altrove e fu, è e sarà fondamento di Tradizione trasversale a luoghi, tempi, persone.
    Ogni altra descrizione, catalogazione, espressione, tentativo di definizione della divinità è FALSO. Se puoi concepirlo, parlarne, renderlo oggetto NON E’ DIO, ma una mera proiezione dell’uomo.
    Ma l’uomo ha bisogno di appoggiare la sua mente su qualcosa, immaginare qualcosa, avere qualcosa: un frammento, un barbaglio, una luce qualunque. E così si consumano tomi e tomi di dissertazioni, dispute, opposizioni, chiarificazioni, asserzioni. Inutili e dannose.

    Silenzio e ricerca interiore le uniche armi.

    Davanti al Deus absconditus la lingua non può che tacere. E allora, davanti al grandioso affresco della creazione come si porrà l’uomo? Dalla creatura non si conoscerà il creatore? Qualcosa si intuirà. Ma si entra in un caleidoscopio infinito di realtà e possibilità, in una fantasmagoria di elementi, concezioni, oggetti che non solo non esauriscono mai la conoscenza, ma altresì non conducono a svelare il profondo mistero della natura del creatore, il quale resta immanente e assolutamente trascendente al tempo stesso, ingannando la mente ed ogni tentativo di giungere alla reductio ad unum. Perché nell’Unum c’è TUTTO. E NULLA al tempo stesso. E la nostra mente è inesorabilmente duale.

    Tanto dovevo.
    Va da sè che qui credo si stesse parlando di un Dio che è luce e non tenebre, conosciuto e conoscibile.

    Seppur mai al punto in cui Lui conosce noi.

    V'è un tempo profetico in cui tutti lo conosceranno.

    Ebrei 8:11
    Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!" Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro.
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

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  5. #185
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio

    Silenzio e ricerca interiore le uniche armi.

    Ciao Papessa.

    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  6. #186
    Papessa
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Va da sè che qui credo si stesse parlando di un Dio che è luce e non tenebre, conosciuto e conoscibile.

    Seppur mai al punto in cui Lui conosce noi.

    V'è un tempo profetico in cui tutti lo conosceranno.

    Ebrei 8:11
    Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!" Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro.
    La luce è il termine di una diade: luce-tenebre.

    Davvero credi che Dio sia luce (o che la luce sia Dio, è uguale)? Allora ci sarebbe anche un Dio-tenebra, no? Non ti rendi conto di esere dentro un cerchio chiuso che ti imprigiona? Imprigiona te nella logica duale e Dio nel termine di una diade fisica (nemmeno metafisica, fisica proprio...)

    Temo tu non abbia letto a fondo ciò che ho scritto.
    Ma contento tu...
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  7. #187
    .
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Va da sè che qui credo si stesse parlando di un Dio che è luce e non tenebre, conosciuto e conoscibile.

    Seppur mai al punto in cui Lui conosce noi.

    V'è un tempo profetico in cui tutti lo conosceranno.

    Ebrei 8:11
    Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!" Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro.
    Aspetta e spera...
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  8. #188
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Fratello è una cara parola benchè può avere vari significati; nel cristianesimo si è fratelli quando si è figli dello stesso Padre.

    Spero di essere riuscito a soddifare quello che credo fosse una tua curiosità ed a presentarti meglio ciò in cui crede quello che chiami tuo fratello.
    Nell'umanità si è fratelli perché si è tutti nella stessa barca, questa Madre Terra, indipendentemente dall'essere Cristiani, Buddisti, Induisti, Ebrei, Islamici, Atei ecc., categorie che dividono e non uniscono; inoltre ritengo che nessuno sia più caro di un altro al divino, al massimo più vicino perché ha avuto più vite con lui e ha imparato a vivere nella sua volontà, cosa che dimostra nel suo modo di esistere, non con le chiacchere o con le chiacchere altrui

    non ho curiosita come quelle che tu immagini e ciò in cui tu credi ci è stato già ripetuto fino alla nausea, senza offesa né

    comunque, riporto ciò che un Maestro Indiano, bada bene dico Indiano non Indù, disse a un pubblico principalmente cristiano che accorreva per il satsang serale quando era in Italia: 'Se Cristo apparisse oggi nessuno saprebbe riconoscerlo' e io aggiungerei 'tantomeno voi'

    Cristo, Buddha, Maometto ecc. sono nient'altro che un insieme di concetti e sia tu che io possiamo eguagliarli
    Ultima modifica di baba; 17-05-12 alle 22:40

  9. #189
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Devo dire che ora hai fissato quello che volevo postare. Una sintonia che mi lascia perplesso. Grazie delle tue parole mi confortano, il mondo sta finalmente cambiando!!

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    La luce è il termine di una diade: luce-tenebre.

    Davvero credi che Dio sia luce (o che la luce sia Dio, è uguale)? Allora ci sarebbe anche un Dio-tenebra, no? Non ti rendi conto di esere dentro un cerchio chiuso che ti imprigiona? Imprigiona te nella logica duale e Dio nel termine di una diade fisica (nemmeno metafisica, fisica proprio...)

    Temo tu non abbia letto a fondo ciò che ho scritto.
    Ma contento tu...

  10. #190
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    Predefinito Re: Dio è luce

    Del cristianesimo delle origini fino al terzo secolo non ne sappiamo nulla: questo lo afferma la grande filosofa Simone Weil. Oltretutto questo mondo era costituito dalla componente gnostica cristiana, perdente rispetto al cristianesimo costantiniano che si impose con la spada e il Sangue , quello che è all'origine del cristianesimo Romano.
    Lo gnosticismo prevede due divinità antagoniste e in conflitto fra loro: Il dio delle tenebre, quello che invochiamo e un dio absconditus, innominabile, irraggiungibile. incomprensibile (all'umano), che regola il creato intero. La Bibbia un coacervo di storie raccolte in un arco di otto secoli, dalla cultura assira, accadica, egizia caldea ecc.
    Un casino inimmaginabile e poi per completare l'opera arrivano i vangeli e il caos è completo. E luce non fu!

 

 
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