
Originariamente Scritto da
Edmond Dantés
Premetto che non sono d'accordo con i toni d'enfasi di Jacqueline Risset, la quale sostiene che Proust sia stato il più grande scrittore francese poiché, per l'amore che nutro verso di loro,
Victor Hugo, Alexandre Dumas e Honorè de Balzac, nell'ordine, illuminano con i loro bagliori i cieli notturni di Francia più di quanto possa l'etoille Marcel.
Ma non si può elevare una censura nei confronti di Proust, come sostieni opportunamente, se non si è compreso il senso de la "recherche".
Impresa decisamente non facile.
Proust si colloca senza ombra di dubbio, nell'empireo dei Grandi Scrittori di Francia, non foss'altro per la sua profondissima indagine psicologica sull'uomo.
Dal punto di vista stilistico, le difficoltà che incontra l'incauto lettore sono dovute alle complesse forme architettonico-descrittive, costituite da periodi e sottoperiodi di cui egli si serve quali strumenti, per investigare l'animo umano. Una capacità espressiva, quella del buon Marcel, potremmo dire, difficile da eguagliare.
Proust, per quella sua peculiare capacità di sondare tenacemente negli abissi umani, avrebbe meritato di riposare al Pantheon di Parigi.
Per altri, ma egualmente apprezzabilissimi motivi letterari, lo avrebbe meritato anche Balzac.
Entrambi riposano al Père Lachaise. Celeberrimo cimitero di Parigi. Celebrato luogo in cui si incontrano i sepolcri che ospitano dei Grandi del Mondo.
Jacqueline Risset, Rimbaud e Proust: mondi totali